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Hyundai si suicida con lo spot sul suicidio [BREAKING NEWS]

Hyundai UK ha partorito in collaborazione con l’agenzia Innocean Europa uno spot per la nuova versione della sua ix35 che mostra un uomo impegnato nel tentativo di suicidarsi nella sua auto. Tale sforzo risulta però vanificato dal fatto che l’unico gas che l’auto emette è vapore acqueo e non monossido di carbonio. Quando lo vedi la prima volta pensi che, in fin dei conti, sia uno spot originale seppur azzardato. L’obiettivo della casa sud-coreana era mostrare con un messaggio decisamente forte le potenzialità della versione alimentata ad idrogeno del suo crossover.

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Ieri, la prima protesta è arrivata da Holly Brockwell, una copywriter che ha usato il suo blog per domandare ufficialmente alla casa automobilistica e ad Innocean di rimuovere la pubblicità da tutti i canali online. Nella sua richiesta descrive come suo padre si sia tolto la vita in circostanze pressochè simili a quelle riportate nello spot. Ecco, qui ci rifletti e pensi che forse quello spot sarà anche originale, ma più che azzardato è stato il frutto di una spiacevole stoltezza.
Quando sono riuscita ad arrivare alla fine del video, al momento in cui l’uomo non muore grazie alle emissioni zero di Hyundai, ho iniziato a piangere senza modo di fermarmi. Improvvisamente ho sentito come le mie lacrime non fossero giustificate dal vostro messaggio. Mi sentivo solo vuota. Nauseata. E rivolevo il mio papà”.


Altre reazioni sono prontamente arrivate da parte di associazioni e utenti su Youtube che hanno sottolineato come Hyundai non si sia fatta problemi a strumentalizzare un argomento così serio per i suoi “sporchi” fini commerciali. Jalopnik.com lo ha definito senza mezzi termini come “il peggiore spot nella storia dell’auto”.

Hyundai UK tramite un tweet ha risposto, scusandosi “unreservedly” con la giovane blogger e con chiunque si sia sentito offeso. Ed ha chiarito che il video sia stato tolto dalla rete e non verrà più usato in nessuna attività above-the-line o in altre iniziative. Numerosi utenti di Twitter hanno risposto all’azienda che l’unico modo per farsi realmente perdonare per la sua uscita tasteless sia quello di fare una sostanziosa donazione ad associazioni per la prevenzione del suicidio.


Al di là della constatazione delle scuse, ci sono delle considerazioni da fare. Dopo questa vicenda, infatti, il video ha incrementato la portata del suo viral-DNA, qualora ce ne fosse stato ancora bisogno. Non è bastato affermare che il commercial vada “nella direzione opposta dei valori morali come azienda e come membri della comunità“. E’ ovvio che in casa Hyundai avevano messo in conto anche di urtare la sensibilità di molti. E nel momento in cui hanno deciso di continuare e prendersi il rischio, già sapevano che probabilmente questo video avrebbe spopolato ancor di più. Manco a dirlo, l’immagine del protagonista è stata utilizzata già come meme sui social network. Lo scopo di molti è, tuttavia, quello di screditare Hyundai.

Non tutto ciò che è viral brilla. Non siamo al bar tra amici e vince chi fa o dice la cosa più originale. Hai un target e sei un brand globale. Puoi e devi osare nella tua comunicazione solo se questa ti fa accaparrare una fetta più grande di mente o di cuore del tuo potenziale cliente. O perlomeno è quello a cui mi piace credere. Sono ancora uno di quegli sciocchi che pensano che il marketing, oltre a far vendere, possa contribuire a migliorare il mercato ed il mondo?

Antonio Esposito

Napoletano purosangue, dopo un anno di studi in Spagna è tornato alla base ma la mente è ancora a spasso per l’Europa. Deciderà di non posare mai più la sua valigia. Ventiquattro anni ed una curiosità che non lo lascia mai in pace. Laureato magistrale in Economia Aziendale e Management all’Università di Napoli Federico II, ha discusso una tesi in inglese in marketing e strategie d'impresa sul customer engagement nelle comunità di marca online. Diventa un Ninja per apprendere la raffinata tecnica del non-conventional e combinarla alla tarantella. Il momento della giornata che predilige è la fine. Di notte studia, scrive, legge, ragiona (o almeno ci prova). Crede in tante cose. Alcune più di altre. La pizza, Amnesty International, le serie tv, Woody Allen, la politica come arte suprema, la lettura ed il vino Rioja. Considera la goliardia una “conditio sine qua non” per affrontare questa vita che prova sempre a farci stare composti. Insomma, somministrazioni di leggerezza qua e là per non prendermi/prendervi/prenderci troppo sul serio!

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