Truly Design è il celebre collettivo torinese che si è sempre distinto nel panorama artistico per il suo approccio innovativo alla street art. Dapprima collocato in un’ottica di arte urbana più consueta, il progetto di Truly Design si è evoluto verso una visione più dinamica, allargando il concetto di graffiti, writing e street art anche a contesti più istituzionali e commerciali. Oggi Truly Design compie 10 anni, e li festeggia con un documentario curato da Trickle Production e con un evento organizzato il 5 aprile a Torino dall’Associazione Culturale Me.La.
I quattro artisti torinesi sono protagonisti di una narrazione emozionante. Per la prima volta in questo lungo viaggio durato due lustri non sono le loro mani macchiate di colore ad essere sotto i riflettori. I loro visi, invece, insieme alle loro parole. La storia di una passione raccontata con sincerità e stupore.
L’arte urbana – nello specifico il graffiti writing e la street art – è l’ambito in cui siamo cresciuti, sia da un punto di vista artistico che professionale. Si tratta di un mondo dinamico, aperto a influenze e caratterizzato da un dialogo molto forte tra artisti, contenuti, contesto urbano e spettatori. E successivamente committenza, chiaramente.
E’ un mondo stimolante, in cui si è incoraggiati a sperimentare e mettersi in gioco proprio nell’ottica di un confronto “forzato” e continuo.
Nasciamo tutti con una grande passione per l’arte e il disegno, che in adolescenza abbiamo applicato al mondo dei graffiti. Da lì l’evoluzione delle nostre ricerche artistiche e professionali personali ha inevitabilmente portato a oltrepassare gli stretti confini del graffiti writing, arrivando a dare forma a linguaggi e tecniche ibridi, contenenti influenze provenienti dalla grafica, dall’illustrazione e dalla pittura classica oltre che dalla street art.
Ci siamo resi conto che, a livello lavorativo, combinare una creatività di tipo artistico a una professionalità tecnica e commerciale ci ha infuso competenze per una larga forbice di lavori, dalla brand identity al graffito “street”. Pur non avendo inventato nulla, lavorare per strada, coi limiti e le difficoltà del caso, ci ha insegnati a essere flessibili, veloci, comunicativi e versatili.
Conosciamo i Trickle Production da quando, qualche anno fa, uno di noi (Mauro149) è stato professore per due di loro all’interno del corso di Graphic Design all’Istituto Europeo di Design. Finiti gli studi, i ragazzi si sono lanciati con successo nella produzione video, con un’impostazione da “storytellers” e l’occhio rivolto a sport estremi e “discipline” urbane come i graffiti.
Sono stati loro ad averci proposto di girare questo documentario seguandoci passo per passo durante un progetto, nella fattispecie la preparazione e l’allestimento di una mostra personale a Klagenfurt, in Austria. Il documentario nasce come una presentazione del collettivo a livello artistico, un’occhiata al sentimento e alla passione che muovono il nostro Studio.
La cultura urbana, in tutte le sue declinazioni (musica, graffiti, skate, parkour, ecc.), da sempre spontanea e auto-alimentata a livello organizzativo e creativo, ha visto nascere nicchie d’interesse e diversi mercati, spesso generati dai suoi stessi protagonisti (nei graffiti ad esempio Obey ed Ecko).
Essendo al centro dell’interesse di più generazioni, la viralità dei fenomeni culturali urbani ha avuto bisogno unicamente di passaparola, internet e, soprattutto all’inizio, di editoria underground settoriale per allargarsi a macchia d’olio. La “cultura urbana” è inevitabilmente un fenomeno globale, in cui scambi e influenze viaggiano a velocità sempre maggiori, mantenendo una medesima matrice subculturale declinata nelle realtà locali, o “scene”.
Sempre nell’ottica di un’evoluzione ritmata dalle influenze artistiche e professionali, stiamo ora concentrandoci su intensificare i nostri rapporti con architetti e altri professionisti nell’ambito arredo urbano/design di interni/allestimenti, con l’intento di valorizzare il nostro apporto creativo ed artistico grazie alla forza della nostra competenza tecnica e professionale.
La serata di venerdì 5 aprile ospiterà, presso il Blah Blah di Via Po 21 a Torino, 3 proiezioni – distribuite dall’aperitivo a notte – che saranno scandite da altrettanti live set delle formazioni che hanno musicato la colonna sonora del documentario (Brandumize e Toys in the Attic).
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