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Lo spreco di cibo gonfia il mondo del business

Sapevate che quasi la metà del cibo prodotto nel mondo ogni anno, due miliardi di tonnellate circa, che finisce fra i rifiuti è ancora commestibile? A rivelare queste notizie sono i ricercatori dell’Institution of Mechanical Engineers che, attraverso il rapporto Global food, Waste not, Want not. Tra il 30% ed il 50% degli alimenti pronti per il consumo non arrivano nemmeno sul piatto dei consumatori.

Dal report inoltre spunta fuori che la maggior parte dei rifiuti proviene da scelte poco etiche del consumatore supportate da un mercato sempre più perfezionista ed attento all’estetica del prodotto.

Un altro studio di qualche mese fa, realizzato dalla Fondazione per la Sussidiarietà e Politecnico di Milano in collaborazione con Nielsen Italia “Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità”, raccomanda di studiare il fenomeno “Spreco di cibo” sotto quattro punti cardine:

– la disponibilità alimentare totale 
– l’eccedenza, cioè la differenza fra prodotto e il consumato 
– quanto non viene recuperato dall’eccedenza
– il grado di riuscita del recupero dello spreco.

È importante che si facciano queste distinzioni in quanto l’eccedenza non è automaticamente spreco anzi, può essere recuperata anche se in parte, solo il 7,5% viene recuperato. Sempre secondo lo studio in molti casi è il rischio di sovraproduzione che le imprese si prendono per un eventuale surplus di domanda.
Fattore che può essere scongiurato oppure riformulare le regole con cui si da la possibilità alle aziende d’inseguire questo rischio.

Oggi il business dietro ai rifiuti non è ancora percepito completamente. Non tutti infatti sanno che il rifiuto ha una quotazione abbastanza alta sul mercato: l’acciaio viaggia fra i 33 agli 80 € alla tonnellata, l’alluminio fra i 170 ed i 400 € la tonnellata; la plastica tra i 200 ed i 270 €, la carta circa 90 €.
Cosa si può fare, allora, con quella che è una vera e propria opportunità di mercato?
Noi intanto abbiamo fatto una piccola ricerca e abbiamo scoperto tutte queste soluzioni.

 

EcoBank: bonus in euro in cambio di plastica e alluminio

Ecobank è il sistema evoluto per la raccolta differenziata dei contenitori per bevande. Depositando le bottiglie di plastica e le lattine vuote nel contenitore e riceverai un “bonus” in euro che potrà essere speso presso i negozi e i supermercati convenzionati.

RePaperMe: il compattatore di carta e cartone

RePaperMe (Eurven) il primo compattatore di carta e cartone in grado di calcolare la quantità raccolta e destinare punti premio utili per ottenere sconti sui prodotti in vendita, accumulati grazie ad una carta fedeltà.

Ecopunto: il riciclo conveniente

Ecopunto Il suo core business è il baratto di quei beni di proprietà del cittadino altrimenti destinati alla dismissione, con prodotti alimentari locali e generi di prima necessità. L’obiettivo di rendere la pratica del riciclo economicamente più conveniente per l’utenza.

Smistare i rifiuti ed incentivare l’utenza? Facile con RD Italia

RD Italia pone come finalità l’inserimento sul territorio nazionale di macchine di deposito automatiche per la raccolta e la selezione di contenitori per bevande da destinare al riciclo. Le macchine riconoscono il materiale conferito tramite sistema di rilevamento a sensori, lo selezionano,  lo compattano e lo smistano negli appositi contenitori. Infine erogano l’incentivo in tempo reale rilasciando una ricevuta con il totale dei contenitori introdotti.

Più ricicli più punti avrai da utilizzare per la spesa con MrPet

MrPet Un sistema di raccolta della plastica basato sulla remunerazione dell’utente, attivo nei supermercati grazie alla presenza di contenitori automatici predisposti per l’inserimento dei rifiuti e la ricezione automatica di punti da raccogliere da utilizzare per la spesa.

Uno spreco utile con Last Minute Market

Last Minute Market sviluppa progetti territoriali volti al recupero dei beni invenduti a favore di enti caritativi.

Il FoodSharing: condividiamo l’eccesso

Il Food Sharing che non è altro che la condivisione del cibo in avanzo. Argomento di cui vi abbiamo parlato di recente: Foodsharing: è possibile ridurre lo spreco di cibo grazie ai social?

Bring the food: tutte le informazioni utili a ridurre lo spreco di cibo

Bring the Food l’applicazione mobile che offre sia a privati che a Ong un’informazione più accurata e puntuale sul surplus di cibo e sulla sua possibilità di raccolta.

In sintesi? Produttori (big e non) e consumatori (di tutti i livelli) debbono prodigarsi verso un consumo ed una produzione più etica e responsabile o l’alternativa saranno gli insetti!!

Salvatore Musumarra

Classe 1987, laureando in Scienze per la Comunicazione presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche di Catania. Comunicazione, marketing e mondo digitale si uniscono alle altre mie due grandi passioni: l’Arte e la Filosofia. Nella mia prospettiva di ricerca sto cercando di dare vita ad un movimento d’avanguardia: il Movimento Prattista, il quale si propone come rottura degli schemi e delle convenzioni in ambito artistico e filosofico.

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