Un negozio Duty-free, volendo introdurre l’argomento con una definizione “Wikipediana”, rappresenta un negozio al dettaglio che non applica le normali imposte locali sui beni commercializzati.
Generalmente sono negozi che si rivolgono ai viaggiatori e quindi sono comunemente collocati all’interno degli aeroporti. Tale ubicazione consente di offrire ai clienti una buona opportunità di comprare prodotti di marca a prezzi scontati, vivendo un’esperienza d’acquisto immersa in un ambiente ricercato e sofisticato.
L’aeroporto è un luogo dove le persone hanno generalmente tempo e denaro da spendere e spesso sono alla ricerca del regalo dell’ultimo momento. Accade quindi che gran parte dei beni acquistati siano beni accessori e di lusso, i più gettonati sono soprattutto i profumi, i cognac e le cravatte arrivando anche a rappresentare dal 15% al 30% delle vendite globali di questi prodotti!
Grazie a questa scelta di target, il mercato dei Duty-free è dunque un settore che gode di buona salute, infatti, Generation stima che il giro di affari complessivo sia vicino ai 28 miliardi di dollari, suddivisi in 10,7 miliardi per i vini e gli alcolici, 9,9 miliardi per gli accessori e la moda di lusso e 6,9 miliardi per il settore dei profumi e cosmetici.
Il vantaggio sta quindi nel poter fatturare i prodotti evitando le imposte statali e soprattutto nel poter ridurre considerevolmente i costi di distribuzione.
Gli operatori Duty-free lavorano esclusivamente tramite una concessione dell’ aeroporto ottenuta attraverso gara d’appalto. Questa concessione ha solitamente una durata che va dai 5 ai 7 anni e viene vinta dall’operatore che, sulla base delle proprie stime sul traffico aereo, il tipo di passeggeri e l’importanza dell’aeroporto, riesce ad offrire la commissione sulle vendite totali e la franchigia annua minima più alta.
Questo tipo di meccanismo fa si che i prezzi per gli stessi prodotti differiscano, anche in maniera sostanziale, da una parte all’altra del globo. Questa caratteristica dei prezzi è spesso dovuta anche da accordi con gli stessi operatori aeroportuali che strategicamente accettano commissioni inferiori per consentire di praticare prezzi più bassi e così facendo attirare più clienti-viaggiatori.
Il primo duty-free risale al 1947 e venne aperto nell’aeroporto di Shannon in Irlanda. Da allora gli operatori sono cambiati diventando vere e proprie multinazionali con punti vendita in tutto il mondo. Attualmente sono solo 5 o 6 aziende che gestiscono circa la metà di tutti gli affari globali, in quanto è un mercato dove i “più grossi” riescono ad ottenere la gran parte delle gare d’appalto sfruttando la loro capacità di offrire commissioni più alte.
1) DFS Group Ltd, una divisione del gruppo LVMH con sede a San Francico e 150 negozi sparsi per il mondo.
2) Nuance , un operatore con sede a Ginevra che opera maggiormente in Europa, Stati Uniti e Australia, tramite vendite sia nei negozi a terra sia negli shops in-flight su più di 20 linee.
3) Heinemann, duty-free specializzati nella vendita di cibo e tabacchi che opera principalmente in Germania e Austria con sedi in Spagna, Portogallo, Miami e New York.
4) Lotte duty-free, un operatore non convenzionale in quanto i negozi sono presenti nei centri città ma i prodotti comprati vengono consegnati ai clienti una volta a bordo del proprio aereo.
5) Dufry, un gruppo che opera nei principali aeroporti di ogni stato ed è presente anche con attività duty-free per crociere nei porti.
6) Dubai airport è il più grande duty free al mondo, opera in un solo aeroporto con vendite stimate attorno ai 45 milioni di euro!
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