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Facebook, l'elisir del buonumore 2.0 [RICERCA]

Anthropos zoon politicon‘ ovvero ‘L’uomo è un animale sociale’ diceva Aristotele, a sottolineare la tendenza dell’essere umano ad aggregarsi con altri individui e a costituire società. Non è forse lo stesso scopo che si prefiggono i social network?

Gli utenti utilizzato i social prevalentemente per interagire con gli altri, fruendo di un’esperienza molto positiva con conseguenze sia psicologiche che fisiche.

Tra tutte le piattaforme 2.0, Facebook è quella che ha avuto l’impatto sociale più rilevante, cambiando radicalmente il nostro modo di comunicare e socializzare. Come nuova interrealtà (uno spazio dinamico e malleabile) ha catturato l’attenzione di psicologi e studiosi dell’ambiente, dando vita a un nuovo di filone di ricerche basate sulle influenze che i social network hanno sulle nostre esperienze; in altre parole, è nata la psicologia dei nuovi media. A proposito, vediamo alcuni studi interessanti.

L’esperimento italiano di Giuseppe Riva

A dimostrazione dell’esperienza positiva è stato condotto un esperimento dal Prof. Giuseppe Riva, docente all’Università Cattolica di Milano su di un campione di 30 soggetti esposti a 3 minuti di navigazione sul social network. a cui sono stati misurati la dilatazione del sangue nel polso e i valori dell’elettroencefalogramma.

In relazione al flusso di contenuti della piattaforma Facebook (dai post ai video) i segnali biologici quali la dilatazione delle pupille in stato di rilassamento hanno portato a risultati che dimostrano come l’esperienza dei soggetti sia stata positiva, piacevole e soddisfacente.

I social media, essendo la versione web delle relazioni sociali, sono le forme più evolute di comunicazione, un vero e proprio tentativo di violare la “regola dei 150” che rappresenta la rete delle relazioni sociali che ciascuno di noi tesse ogni giorno in maniera più o meno casuale. La fusione di reti virtuali e di reti reali, mediante lo scambio di informazioni tra di esse, permette quindi di controllare e modificare l’esperienza sociale e l’identità sociale in maniera totalmente nuova rispetto al passato.

Un altro esperimento (americano)

I ricercatori della Cornell University di New York hanno recentemente pubblicato un altro studio, concentrandosi su come Facebook servirebbe a migliorare il rapporto con noi stessi. Il professor Jeffrey Hancock ha illustrato come  la creazione di Mark Zuckemberg tenda a mostrare una nostra ‘versione’ positiva.

In particolare, nell’esperimento condotto alla Cornell University sono stati coinvolti 63 studenti divisi in tre gruppi i volontari che rispettivamente hanno guardato per 3 minuti degli schermi spenti (alcuni che riflettevano la propria immagine come di fronte allo specchio) oppure il proprio profilo su Facebook su cui potevano navigare. Il risultato, dopo accurati questionari, è che chi aveva “guardato” il proprio profilo su Facebook aveva di gran lunga aumentato la propria autostima.

Quali conseguenze per il marketing e il branding aziendale?

Grazie a nuove strategie di posizionamento nell’area digital, le grandi marche (ma non solo) stanno puntando sulla creazione di interesse, divertimento e coinvolgimento con i propri consumatori anche sui social network. E questi studi danno loro ragione! Nel momento in cui si ha un prodotto da offrire, la strategia comunicativa deve puntare sull’instaurazione di un rapporto basato sulla  fiducia che, come le relazioni, deve essere mantenuta. I clienti/utenti diventano parte integrante del brand stesso, grazie alla partecipazione e condivisione di contenuti inerenti alle proprie esperienze. Per così dire si evita lo stress da cattivo acquisto. Inoltre, grazie ai social network possiamo parlare di infocomunicazione, ovvero la possibilità di portare un messaggio attraverso un costante flusso di informazioni corrette. Di conseguenza l’informazione è dentro la conversazione, quindi si ha un dialogo equilibrato.

Ed ecco qui la ricetta dell’elisir del buonumore 2.0: aziende che interagiscono con i propri clienti, clienti che interagiscono con altri clienti scambiandosi informazioni gli uni con gli altri (senza vincoli geografici), conversazioni, condivisione, informazione, social gaming e divertimento.

Agitare bene prima dell’uso, servire a temperatura ambiente social: non ci resta che brindare! 😉

Monia Catellani

Dopo una Laurea in Comunicazione e Marketing, un Master in Social Media Management, ha vissuto due anni a Londra a stretto contatto con l'ecosistema della East London Tech City. Attualmente è Communication & Social Media Strategist Freelance. Wanderluster, adora la streetphotography, un bicchiere di vino in compagnia delle persone giuste, le parole ascoltate con gli occhi. La sua parola preferita? "Present" dal significato di "presente/regalo", che dà il nome al suo Tumblr personale. Racchiude in sè il valore dell'attimo fuggente e la voglia di vivere rinnegando una banale esistenza. Alla Baudelaire " L'air est plein du frisson, des choses qui s'enfuient" e se perdiamo tempo in banalità perdiamo anche quel regalo che è il presente.

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