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Loghi famosi visti da una bimba di 5 anni

La sfida di qualsiasi azienda è far diventare il proprio logo unico e inconfondibile, almeno nel target degli utenti di riferimento. Ma come si può riuscire in questo intento? E, soprattutto, partendo da cosa? La risposta unica, ovviamente, non esiste. Sarebbe troppo facile.
Un semplice test può però aiutare a capire chi ci riesce e chi meno.

Adam Ladd, designer di Cincinnati (Ohio), ha chiesto a sua figlia di cinque anni di interpretare i loghi che le avrebbe mostrato.
Secondo Jean Piaget “la conoscenza è un processo di costruzione continua” e a 5 anni si è portatori sani di ‘animismo infantile’, cioè si ha la tendenza a concepire le cose come viventi e dotate d’intenzionalità.
Il risultato del test fa sorridere ed è migliore di qualsiasi sondaggio si possa immaginare.

30 i loghi sottoposti alla figlia: Pepsi, Kfc, Starbucks, Republican Party, Disney, Monster Energy, Motorola, Apple, Bank Of America, Bell System, Boeing, Cbs, Chili’s, Google Chrome, GE, Gerber, Bp, Greyhound, Jaguar, Puma, Target, McDonald’s, Mercedes, Nbc, Nike, Panera Bread, Sony Ericsson, Xbox, Wwf, Olympics.

Tra le interpretazioni creative troviamo Google Chrome, visualizzato come un “pallone da spiaggia”, perché “i palloni da spiaggia sono molto colorati” aggiunge; oppure il logo di Greyhound, quello di Jaguar e quello di Puma che hanno stimolato la stessa reazione: “un ghepardo”; o ancora il logo di NBC, immaginato come un “tacchino molto colorato”.
Tra i loghi indovinati ci sono invece la Disney e la Apple. Una volta si cresceva a bambole di pezza e trenini, ora evidentemente a cartoni e iQualcosa.

Luniku

Domenico ha notevoli difetti, ma li nasconde abbastanza bene. Nasce immerso nel barocco, cresce nutrendosi di manifestazioni artistiche legate all'estrosità e alla fantasia. Vive al sud, lavora un po' ovunque, è attratto da tutto ciò che è nuovo, o strano. Le prime poppate di informatica le fa su un Macintosh Quadra, occasionalmente preso in prestito dal padre e, successivamente, regalato da quest'ultimo al parroco del paese (...). La crescita vera e propria è sui Windows di zio Bill, non ricorda qual è stato il primo OS, ma forse è meglio così. Attualmente è in una relazione stabile con Ubuntu. Si diverte con l’Open Source, con il design, con il web development, con la grafica, i loghi e chi più ne ha più ne metta. Ama Excel ed il blocco note. Gira voce che abbia una laurea ma, ammesso e concesso, non riesce ad esser troppo serio, non ce la fa. A volte non lavora, a volte viaggia, a volte fa sport. Non sa ancora bene dove andrà, ma sa sicuramente dove prima o poi tornerà: in Salento.

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