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ADCI e Sieropositivo.it uniti contro l'Aids

Vi segnaliamo un’iniziativa davvero lodevole, che vede l’advertising battersi per una delle lotte umane più importanti. Ecco il messaggio di Massimo Guastini, presidente ADCI.

“L’Art Directors Club Italiano ha deciso di collaborare con Sieropositivo.it perché l’Aids è ancora un problema sociale rilevante, benché non se ne parli più. Probabilmente proprio perché non se ne parla più. Ma resta un killer in attività. Un killer silenzioso, anche perché ha un periodo di incubazione molto lungo (sino a dieci anni) durante il quale chi l’ha contratto è già contagioso, e non sa di esserlo sinché non si sottopone a dei controlli. Cosa che fanno in pochi.

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“Si spiega così il fatto che la percentuale di donne contagiate da rapporti sessuali è cresciuta di oltre 6 (SEI) volte. E solo una su cinque delle donne infettate tra il 1986 e il 2009 sapeva che il partner era Hiv positivo. Preoccupante resta anche la situazione tra i giovani. Il 14.5% delle nuove diagnosi riguarda il gruppo di malati tra i 15 e i 24 anni. Anche in questo caso, il silenzio dei mezzi di informazione è la causa principale vista la significativa percentuale di ragazzi che hanno rapporti non protetti.

Oggi la trasmissione del’Aids avviene prevalentemente per via eterosessuale. Bigotti e benpensanti non possono nemmeno più nascondersi dietro alla barricata ghettizzante del “tanto colpisce solo drogati e omosessuali”. Può colpire anche i loro figli se non usano il preservativo e si affidano solo al segno della croce.

Speriamo che il nuovo corso che l’Italia sembra avere intrapreso porti una maggiore attenzione da parte degli organi governativi e delle istituzioni. Ci auguriamo di tornare presto a vedere campagne del Ministero che mettano in guardia sull’Aids e invitino a utilizzare il preservativo. C’è molto più bisogno di questo che di generici e inutili messaggi alla “pane amore e sanità”. Ci auguriamo anche che operazioni di comunicazione così delicate non vengano più curate in maniera dilettantesca come la campagna contro la droga firmata da Giovanardi.

“L’Art Directors Club Italiano è l’associazione che accoglie gran parte dei migliori talenti e professionisti italiani della comunicazione. Chiediamo alla classe politica di memorizzare questa sigla: Adci. Perché siamo tutti stufi di vedere soldi pubblici buttati in progetti di comunicazione discutibili perché discutibili sono i criteri di scelta nell’affidamento dell’incarico. Usate i migliori professionisti del settore, usateli con costanza e rispettando la loro area di competenza se volete raggiungere dei risultati, nell’interesse di tutti.

Ringrazio l’agenzia TBWA per la grande disponibilità in pensiero, mezzi, tempo e persone. La casa di produzione, The Family Kids, e Luca Luccini per aver aderito immediatamente a questo progetto”.

Aiko

Nasce a Los Angeles nel 1984, stessa annata dello spot "1984". Va a vivere ad Huntington Beach, detta Surf City USA, ed ogni venerdì va a Disneyland. Si trasferisce a Napoli a 5 anni e ama la pubblicità, ma ancora non lo sa. Tra il 2005 e il 2007 si laurea in Scienze della Comunicazione e si specializza in Comunicazione d'Impresa al Suor Orsola Benincasa di Napoli, dove assiste diverse cattedre: Marketing, New Media, Linguaggi Crossmediali. Dopo una breve esperienza in Nestlé ed una in Agrelli&Basta, agenzia pubblicitaria partenopea, lavora come consulente di marketing freelance per diversi brand: progetti di marketing esperienziale per Centostazioni (Gruppo FS), ricerche desk per Rai, strategie di social media per la Diocesi di Roma - che userà Twitter, per la prima volta nella storia, in occasione dell'evento di beatificazione di Papa Giovanni Paolo II. Ha curato l'aggiornamento di "Non dite a mia madre che faccio il pubblicitario... lei mi crede pianista in un bordello" - la celebre autobiografia di Jacques Séguéla - che a breve uscirà per Fausto Lupetti Editore. Oggi è managing editor di Ninja Marketing - il marketing magazine online più letto in Italia - e si occupa di business development per la social media company Viralbeat. Ama le arti visive, la danza, le ninfee bianche di Monet. I film di Oliver Stone, Instagram, Parigi, gli anni '70 e i gatti.

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