Categories:

11 Flagship Store in giro per il mondo

Il Flagship Store altro non è che la “nave ammiraglia” della distribuzione di un brand.

Lo store è un medium di eccellenza e viene progettato e strutturato per incutere reverenza e interesse al primo sguardo; tra tutti i negozi, i corner ed i freestanding che compongono la flotta commerciale di un’azienda, ovvero la sua rete distributiva, il flagship store è il più importante.

Al di là del marketing e della comunicazione sono la sociologia la semiologia e il design a influenzare le soluzioni architettoniche, a condizionare i criteri espositivi, a scandire gli spazi interni e a dettare i canoni rappresentativi del flagship store.

Lo store è progettato su due livelli: su fattori tangibili quali location, dimensione e allestimento, e su elementi immateriali come atmosfera, appeal e concept che sono poi gli ingredienti della brand equity.

Il senso è comunicare e vendere allo stesso tempo, il flagship store rappresenta, infatti, il migliore strumento nelle mani di un’impresa per presentarsi senza intermediari al pubblico e al tempo stesso costituisce la possibilità per i marchi di essere riconosciuti e identificati con uno stile e con dei valori anziché con un mero prodotto o servizio.

Il flagship store non a caso è ubicato in punti nevralgici delle grandi metropoli e presidia in genere una circoscrizione ben più ampia di quella strettamente cittadina in cui risiede, arrivando ad esercitare la sua attrattiva in ambito nazionale ed addirittura internazionale. Spesso i turisti si recano in una grande capitale per vedere un museo o per vedere un flagship store, con la stessa frequenza.


Non è però passione non ripagata a spingere così tante persone dentro questi store bensì la curiosità e il desiderio di vivere un’esperienza unica, una sorta di evento da ricordare e rievocare con orgoglio all’insegna del motto presenzialista “c’ero anch’io”. Insomma i clienti comprano un’emozione più che un bene.

Innumerevoli sono gli esempi di questo trend ed alcuni di questi sono vere cattedrali del design, alcuni esempi chiariscono immediatamente la potenza di questo mezzo.

Stefania Mele

Stefania Mele aka Satoko, napoletana, laureata in Economia e Commercio, già da studentessa ha lavorato nel “Laboratorio di Marketing” della Federico II di Napoli. Ha continuato occupandosi di marketing sociale, comunicazione istituzionale e co-mktg, alternando lavori nelle aziende private e lavori nella pubblica amministrazione. Appassionata di new media e campagne virali, è convinta che alla propria città manca anche un piano viral marketing.

Share
Published by

Recent Posts

Perché lo spot di Esselunga ha spaccato in due l’opinione del pubblico

Schizzato sui diversi social come trend topic di questi giorni, troviamo il nuovo spot Esselunga…

28/09/2023

Aumenta vendite e conversioni con il Community Commerce

Oggi i social media sono i primi canali, in ordine di importanza, quando si tratta…

28/09/2023

La pesca di Esselunga e le polemiche: è il colpo finale al brand activism?

Lo spot di Esselunga è perfetto per il suo target di consumatori, forse è per…

27/09/2023

Abbiamo provato Clipchamp, il nuovo editor video integrato in Microsoft 365

I video, si sa, rappresentano un potente strumento di comunicazione. Creano connessioni immediate, reali e…

26/09/2023

“Un mercato da 8 mila miliardi nel 2026”, anche Davide Casaleggio all’Ecommerce HUB 2023

La nona edizione di Ecommerce HUB®, evento completamente dedicato all’ecommerce che si terrà il prossimo…

25/09/2023

Gucci riceve la certificazione per la parità di genere: è il primo luxury brand italiano

Nessun brand italiano di lusso prima di Gucci era riuscito ad ottenere la Certificazione della…

25/09/2023

ll sito utilizza cookie di profilazione di terze parti per proporti messaggi pubblicitari in linea con le tue preferenze e cookie analytics per ottimizzare il sito. Cliccando "OK" o proseguendo la navigazione, accetti l'uso dei cookie. Per maggiori informazioni e disattivazione consulta l'informativa cookie completa.

Leggi di più