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Bagarre alla Camera per colpa di Twitter e di #opencamera

Alle scene non proprio edificanti alla Camera dei Deputati siamo purtroppo abituati anche se  di solito le vediamo in tv. Questa volta invece la bagarre scoppia in diretta Twitter, prontamente documentata dall’ on. Ferrari, uno dei deputati che documenta i lavori d’aula attraverso l’hashtag #opencamera.

I fatti

In aula si discute la ratifica di un trattato internazionale e durante l’intervento del leghista Polledri, Ferrari twitta:

Nel giro di pochi minuti, i parlamentari vedono Polledri scagliarsi urlando contro il collega, reo – a suo avviso – di avergli dato del malato (presumibilmente, ha scambiato omofobo per omosessuale che, secondo le sue convinzioni personali, equivarrebbe all’essere malati…). Ma non è la reazione scomposta del leghista che ci interessa, bensì l’irruzione di Twitter nel Parlamento italiano.

#opencamera

“Questa è una notizia. Lite in Aula per un tweet di #opencamera . L’Italia cambia, ragazzi” sono le parole- su Twitter, manco a dirlo, di Andrea Sarubbi, deputato del PD che ha lanciato l’hashtag #opencamera per permettere agli utenti del web di vivere live i lavori della Camera dei Deputati. Ricordiamo inoltre – anche se meno popolari – #opensenato e #openpe, quest’ultimo dedicato ai lavori del Parlamento Europeo.

L’irruzione di un hashtag nella cronaca politica italiana può avere decisamente un impatto dirompente sulla comunicazione politica e istituzionale. Se sono molti i politici che usano Twitter per promuovere le loro attività politica e diffondere le loro opinioni, siamo ancora distanti dalla diffusione del social a livello istituzionale.

Basti pensare al fatto che la Casa Bianca ha un profilo ufficiale, così come l’Ambasciata USA in Italia, per capire quanto sconfortante sia il panorama italiano su questo versante.

L’aspetto più interessante di #opencamera è che il processo di apertura dei lavori parlamentari viene enormemente amplificato dagli stessi utenti di Twitter, che commentano i lavori riuscendo ad intercettare l’attenzione anche di chi preferisce vivere la politica filtrata dai media tradizionali.

La diretta Twitter dall’aula riesce ad avere un impatto emotivo e comunicativo enormemente superiore alle soporifere dirette televisive trasmesse sui canali Rai, perché si incrocia con l’ironia degli utenti, con i rumor provenienti dagli scranni, donando una visione meno “asettica” delle attività parlamentari, e contribuendo a tenere sempre alta l’attenzione sull’attività politica.

Potenzialmente, un utilizzo massiccio di hashtag simili a #opencamera per documentare i lavori di tutti gli organi rappresentativi, ad ogni livello, eviterebbe l’overload informativo-propagandistico che si genera solitamente in campagna elettorale: se ognuno di noi avesse la possibilità di sapere attraverso informazioni di prima mano cosa accade  “nelle stanze del potere” durante tutto il corso dell’anno, sarebbe sicuramente meno condizionato durante la campagna elettorale, o quantomeno avrebbe delle armi più affilate per difendersi da ragionamenti che sono costruiti più per acquisire consensi rapidamente che per dimostrare quanto fatto durante un mandato.

Può un hashtag sprigionare questo potere? Di sicuro possono le persone, così come ci dimostrano tanti casi, da #sucate a #romacambia fino al movimento #OccupyWallStreet.

Kahimi Shima

Classe 1985, blogger, grafomane e logorroica sin dalla tenera età. Le cronache materne narrano che farle vedere le pubblicità in tv era l'unico modo di farle mangiare qualcosa. Si sta specializzando in Comunicazione d'impresa e pubblicità a Palermo e collabora con alcune start up sul social media marketing e con diverse testate online riguardanti la moda e non solo. simonamelani - tutto unito - è blogger/social media dipendente/ballerina classica per finta/organizzatrice di eventi/ciclista urbana su tacco 12/stylist/cool hunter/dispensatrice di consigli dissennati. Si droga abitualmente di pop culture, moda, tormentoni insensati e reti wifi. Vive in simbiosi con i suoi capelli e con il suo smartphone, perennemente a corto di batteria. Ultimamente è stata vista elemosinare una presa di corrente in un locale in milanese: doveva inviare una mail e il cellulare andava rianimato con urgenza.

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