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Cream: ecco come funziona, dai tool ai report

La scorsa settimana vi abbiamo introdotto brevemente a Cream e al mondo del montoring della reputation online.
Oggi cerchiamo di andare ancor più all’interno della piattaforma sviluppata da Cribis, per capire come funziona e che genere di vantaggi concreti può portare alle aziende.

Come mostrato nel video sotto, Cream si avvale di un sistema piuttosto semplice di gestione e reportistica.

Il primo passo consiste nell’impostazione delle keyword che vogliamo monitorare: Cream – grazie al crawling delle 12000 fonti che ne compongono il database – comincerà a raccogleire ed analizzare i risultati pertinenti alle chiavi di ricerca inserite.

Il primo outcome consiste infatti in un report quantitativo che dà conto del volume di conversazioni generatesi intorno alla parola chiave monitorata.

Con Cream è inoltre possibile analizzare più keywords in modo comparativo: ciò significa che di fatto è possibile monitorare sempre l’andamento del proprio brand rispetto ai competitors.

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All’analisi quantitativa si aggiunge poi quella di contesto, dimensione che più delle altre determina la valutazione qualitativa degli impatti sulla visibilità del brand.
Concetti, persone e tag correlati alle nostre keyword danno una chiara idea della percezione e della posizione del nostro brand.

A queste analisi si aggiunge anche quella del sentiment, che fornisce un’analisi di come si stia parlando del brand online e dell’atteggiamento degli utenti nei suoi confronti.

Infine, è possibile creare dei report che aggreghino più keywords selezionate contemporaneamente.

In sintesi, Cream riesce ad unire la solidità di un’analisi quantitativa ad una più ampia valutazione del contesto e del sentiment intorno al brand.
Ciò significa che un monitoraggio di questo genere può generare un vantaggio competitivo per le aziende poiché consente di correggere (o di perseverare) la strategia di (comunic)azione messa in campo.
Al tempo stesso, comunque, offre  l’opportunità di avere costantemente sotto controllo il sentiment degli utenti e quindi la percezione che essi hanno del brand.
Si tratta di feedback che – se automatizzati, come avviene con Cream – possono trasformarsi in dati preziosi ed in effettivo engagement con gli utenti.

Parlare la stessa lingua dei fan, nello stesso contesto equivale a colmare la distanza tra azienda e utente e ad abbattere le barriere mentali di penetrazione del marketing, oltre che a costruire un rapporto con gli utenti che passa anche attraverso l’analisi del loro sentiment nei confronti del brand.

Zatokih

Co-founder e Marketing Manager di TOK.tv, il social network per i fan dello sport con quartier generale in Silicon Valley. Ha un’esperienza decennale in ambito social media strategy e analysis: nel ruolo di consulente, ho collaborato con aziende – tra cui TIM, Eridania Tate & Lyle e LUISS Guido Carli – associazioni e startup. Nel 2016 ho pubblicato Digital Entrepreneur. Principi, pratiche e competenze per la propria startup (Franco Angeli) e nel 2015 è uscito Social media monitoring: dalle conversazioni alla strategia (Dario Flaccovio Editore). Dal 2010 ha svolto anche attività di docenza su questi temi. Nel 2011 ha conseguito un dottorato di ricerca tra Bologna e Nottingham con una tesi dedicata al social media marketing e al second screen. La trovate su emanuelazaccone.com e in giro per la Rete.

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