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Facebook al servizio del business delle PMI

Sheryl Sandberg, Facebook Chief Operating Officer

Facebook lancerà a giorni un imponente piano per attirare l’attenzione delle piccole imprese. L’obiettivo dichiarato è quello di diventare un punto di riferimento per il business delle piccole attività. Sheryl Sandberg, chief operating officer di Facebook, nonché una delle donne più potenti negli Stati uniti secondo Fortune, è stata fortemente voluta da Mark Zuckerberg per raggiungere questo obiettivo. A USA Today (vedi anche Facebook wants to be big among small businesses di Jefferson Graham) la Sandberg dichiara che “ogni piccola impresa dovrebbe usare face book per il suo business. Non ci fermeremo fino a quando questo non accadrà.”

Detto, fatto. Facebook, infatti, sta per offrire 50$ di crediti pubblicitari a 200.000 piccole aziende (probabilmente americane). Il gigante del social networking punta anche sulla maggior semplicità che un’azienda, soprattutto di piccole dimensioni, ha nel crearsi un suo spazio su Facebook.  Costruirsi un proprio sito web può essere più difficoltoso, per motivi di tempo e di denaro. Spesso, infatti, si rischia di far l’errore di creare un bel sito, dimenticandosi poi di implementare tutte quelle strategie social che convogliano traffico a quel sito. Su Facebook le persone sono già lì. Basta esser presenti e farsi trovare.

Senza contare, poi, che oggi Facebook permette di trasformare le pagine fan in veri e propri siti web, da integrare con e-commerce, coupon di sconto, blog, etc. Inoltre, è sempre più facile per le aziende interagire con i propri clienti e creare campagne di marketing virale.

Secondo la Sandberg, su un totale di circa 30 milioni di piccole imprese negli Stati Uniti, 9 milioni utilizzano Facebook per dialogare con la propria community di clienti e, soprattutto, per trasformare i clienti potenziali in effettivi. Una certa parte di queste imprese ha cominciato a organizzare campagne su Facebook per incrementare il proprio business, tuttavia gli obiettivi di Palo Alto sono di gran lunga più ambiziosi.


Greg Sterling, analista di Opus Research, sottolinea come le aziende più piccole siano quelle più restie a utilizzare i Facebook ad a pagamento, probabilmente per il poco tempo dedicato alle strategie sui social media, ma forse anche perché si accontentano di avere una propria pagina gratuitamente. La verità è che sono l’ideale per crescere è avere almeno 10.000 fan, agevolare il dialogo con i propri clienti e aumentare le vendite. I crediti di 50$, da questo punto di vista, spingeranno sicuramente molte piccole aziende a provare a organizzare la loro prima campagna. Solo così potranno toccare con mano il potenziale di successo in cui ancora faticano a credere.

Non ci resta che aspettare per vedere se avrà qualche impatto anche nel nostro Paese questo nuovo obiettivo dichiarato da Facebook. E poi sarà interessante vedere il ritorno effettivo che il business delle piccole attività avrà grazie al potenziamento delle strategie da parte del social network di Zuckerberg, dal fatturato alle conversazioni online con i clienti, fino all’espansione della community di riferimento e al traffico generato sul sito web aziendale collegato alla fan page.

Non c’è dubbio. Un Paese come l’Italia, che poggia le sue basi economiche sulle PMI (molto spesso a gestione familiare), e che mai come in questo momento ha bisogno di espandere il suo business, non può dimenticarsi di tutti quegli strumenti online, come Facebook, che fungono da amplificatore per il proprio business tradizionale.

Eukiko

Dopo una laurea in Economia delle attività culturali a Venezia, fa tappa a Firenze e approda a Milano dove sta per laurearsi in Economia aziendale. Appassionata di tutto quello che è un passo avanti, adora il mondo della creatività a 360°, dal design all’architettura, dalla grafica alla comunicazione sul web, passando per i social network e tutto ciò che è digitale, ovviamente. Ama scrivere dappertutto, soprattutto nel suo blog. Si definisce idealista concreta,sognatrice e creativa. Ha sempre ammirato coloro che erano ninja, non immaginando che un giorno avrebbe avuto anche lei l’onore di diventarlo. Da grande sogna di fare la cultural planner 2.0. E anche la whynotter. E, perché no, vivere a New York. Sul suo prossimo biglietto da visita vuole scrivere “dreams grower & challenges lover”.

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