Il modo più comune per un graphic designer di apprendere è attraverso tentativi ed errori. Soprattutto per i giovani designer e aspiranti tali, che continuano a commettere errori a causa della mancanza di esperienza. Charlie B. Johnson è un graphic designer che ha aperto un blog, il Graphic Design Blog , il quale è ormai diventato un‘utilissima risorsa web per tutti i grafici. Ed essendo del settore, ha voluto delineare i 10 errori più comuni commessi da un grafico.
Vediamo insieme quali sono.
In ogni progetto grafico i dettagli sono necessari per guidare un designer attraverso l’intero processo di creazione. Alcuni grafici hanno la cattiva abitudine di essere eccessivamente fiduciosi e avviano così il progetto senza un breve riassunto di ciò che devono fare. Un riassunto, una bozza iniziale, sono necessari per raccogliere tutte le informazioni sul progetto che i clienti hanno in mente. Senza conoscere le esigenze e le condizioni del cliente, semplicemente non si può lavorare su un progetto.
Lo scopo del graphic designer è aiutare le aziende a trasmettere visivamente il loro messaggio al target di mercato. Quindi, se i grafici ignorano il target di riferimento, non saranno mai in grado di creare il visual giusto. Al fine di creare progetti rilevanti, è necessario analizzare la tipologia di clienti per cui sono concepiti, tenendo sempre presente a chi ci si rivolge.
In ogni professione, le scadenze sono estremamente cruciali. Completando il lavoro in tempo, si mostra determinazione e sincerità d’ impegno. Alcuni grafici tendono a procrastinare nei loro progetti. Quando infatti si viene meno alla scadenza, si rischia di passare per designer mediocri. Il procrastinare rischia di far scappare i clienti, in quanto possono pensare che voi non siate efficienti.
Alcuni grafici non riescono a capire l’importanza di avviare un progetto in bianco e nero, ma creano direttamente la versione colorata del design. Questo è un grave errore, perchè come molti sapranno, alcuni mezzi promozionali non permettono determinati colori. Quindi, ciò che si crea a colori potrebbe non risultare poi soddisfacente in bianco e nero.
E voi siete d’accordo con Charlie B. Johnson? Qualche consiglio utile da parte dei più esperti?
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