Categories:

La mania delle infografiche: parole? no grazie!

Le descrizioni lasciano sempre più spazio all’uso delle immagini, integrate sì da brevi didascalie, ma in cui la supremazia di forme e figure non viene messa in discussione.

Questa è l’infografica, che consiste nell’organizzazione e rappresentazione di dati e informazioni complesse in maniera semplice e immediata. È il metodo più diretto per visualizzare in forma grafica un qualunque argomento o ragionamento, individuandone gli elementi essenziali e disponendoli in uno schema che ne evidenzi collegamenti e interdipendenze.

Mappe, schemi, diagrammi e visualizzazioni sono un linguaggio dotato di regole proprie, un impianto semiotico in stretta relazione con il sistema culturale, applicabile a ogni aspetto del reale. Una chiave di lettura della contemporaneità sempre più densa e ricca di dati circolanti, di matrice interdisciplinare, che incrocia scienza, design e arte.

Una scelta espressiva compromesso di funzionalità ed estetica, con un’attenzione però sempre maggiore su questo secondo aspetto. Perché tali rappresentazioni, pur nascendo da esigenze di razionalizzazione, sono oggi qualcosa di bello da vedere. Quasi delle opere d’arte, a prescindere dall’utilità del contenuto. E vengono applicate a tutto, dall’evoluzione di un prodotto agli stili di vita, dall’utilizzo del web alle serie televisive, fino ad arrivare alla meta-infografica, che consente di analizzare il numero e il tipo delle visualizzazioni grafiche di dati in un solo colpo d’occhio.

Il fenomeno Infografica

Che siano oggi una mania, un trend di successo, lo dimostra il fatto che alcune sono state dei veri fenomeni virali, rimbalzando su blog e social network, invadendo profili personali, tweet e wall.

Non ci dobbiamo quindi stupire che anche il romanzo vincitore del premio Pulitzer 2011 per la narrativa, “A Visit From the Goon Squad” dell’americana Jennifer Egan, abbia un capitolo interamente realizzato in Power Point. Una settantina di slide realizzate dalla stessa protagonista della storia, l’adolescente Alison Blake, che ricorre a questo metodo per spiegare l’ossessione del fratello Lincoln di cronometrare le pause delle più popolari canzoni rock. Una scelta atipica, capace però di legare musica e personaggi, rendendoli più concreti nell’immaginario del lettore.

Originale la declinazione delle infografiche realizzate da Jose Duarte, designer di Bogotà, il quale trasporta le rappresentazioni nello spazio fisico, invadendo luoghi e utilizzano oggetti d’uso comune – come palloncini, fili di lana e regoli – per trasformare il mondo nella spiegazione iconografica di se stesso.

È invece italiana una pubblicazione che fa dell’infografica la propria cover story. È il numero 10 della rivista “Link. Idee per la televisione”, che riflette sul mondo del piccolo schermo (ma non solo) affidandosi a mappe appositamente realizzate da DensityDesign, laboratorio di ricerca del Politecnico di Milano.

Ci sono rappresentazioni che colpiscono per la capacità di rendere attraenti dati di per sé ostici e spesso noiosi da leggere, come le rilevazioni Auditel. E divertono, come le reticolari raffigurazioni degli scambi di battute tra i personaggi di Lost, colti nelle evoluzioni che hanno avuto nel corso delle sei stagioni. Mappe che rispondono a domande certo non fondamentali – come quali personaggi si parlano di più o chi è il più logorroico degli isolani (non è certo uno spoiler se vi dico che Jack non sta mai zitto) – ma che regalano a tutti i lostalgici un’inedita chiave di lettura del proprio oggetto di culto.

Lungi però dall’essere futili, sono un lodevole esercizio di stile che dimostra quanto si possa fare e dire ‘giocando’ con le informazioni. Quindi, citando proprio Link, Decode or Die!

Giulia Marzagalli

MEMEThIC LAB.

Laboratorio di ricerca e consulenza right-price sulle tendenze sociali e di consumo emergenti.

Share
Published by

Recent Posts

Perché lo spot di Esselunga ha spaccato in due l’opinione del pubblico

Schizzato sui diversi social come trend topic di questi giorni, troviamo il nuovo spot Esselunga…

28/09/2023

Aumenta vendite e conversioni con il Community Commerce

Oggi i social media sono i primi canali, in ordine di importanza, quando si tratta…

28/09/2023

La pesca di Esselunga e le polemiche: è il colpo finale al brand activism?

Lo spot di Esselunga è perfetto per il suo target di consumatori, forse è per…

27/09/2023

Abbiamo provato Clipchamp, il nuovo editor video integrato in Microsoft 365

I video, si sa, rappresentano un potente strumento di comunicazione. Creano connessioni immediate, reali e…

26/09/2023

“Un mercato da 8 mila miliardi nel 2026”, anche Davide Casaleggio all’Ecommerce HUB 2023

La nona edizione di Ecommerce HUB®, evento completamente dedicato all’ecommerce che si terrà il prossimo…

25/09/2023

Gucci riceve la certificazione per la parità di genere: è il primo luxury brand italiano

Nessun brand italiano di lusso prima di Gucci era riuscito ad ottenere la Certificazione della…

25/09/2023

ll sito utilizza cookie di profilazione di terze parti per proporti messaggi pubblicitari in linea con le tue preferenze e cookie analytics per ottimizzare il sito. Cliccando "OK" o proseguendo la navigazione, accetti l'uso dei cookie. Per maggiori informazioni e disattivazione consulta l'informativa cookie completa.

Leggi di più