Tutti coloro che si trovano a dover gestire progetti più o meno complessi avranno sentito almeno una volta l’esigenza di avere maggiore controllo sugli aspetti organizzativi del lavoro in modo da ottimizzare le energie e di conseguenza aumentare la produttività. Questa necessità emerge con ancora più urgenza quando si opera in team, magari gruppi remoti dislocati in aree geografiche diverse.
In tutti questi casi affidarsi a un buon tool di project management & collaboration può essere la carta vincente. In questo mercato è l’America a fare scuola, con prodotti ormai assurti al ruolo di mostri sacri: vedasi la suite di 37Signals, che col capofila Basecamp ha mostrato a migliaia di businesses come un software ben congegnato possa davvero semplificare la vita di ogni project manager.
Se dunque sono gli States a mantenere il primato in questa nicchia, di tanto in tanto qualche outsider entra nella competizione: è il caso per esempio del danese Podio, che ha raccolto da subito molti consensi e sta svolgendo un’interessantissima attività di promozione sul territorio con l’apertura di shop monomarca nelle principali città europee.
A questo punto viene spontaneo dare per scontato -come siamo ormai tristemente abituati a fare- che L’Italia non abbia prodotto niente di rilevante in materia. Ebbene, questa volta chiunque l’abbia pensata così dovrà ricredersi: è infatti recentissimo il debutto di Panmind, la web-app tricolore che affronta il project management con un taglio peculiare.
L’obiettivo del project management software è organizzare il lavoro (progetto) di una o più persone creando uno spazio condiviso dove comunicare e confrontarsi, riunire documenti, assegnare attività ai relativi responsabili, creare una tabella di marcia con scadenze da rispettare.
Nel caso di Panmind, se da un lato vengono riprese le classiche features di soluzioni come il già citato Basecamp – bacheca con flusso attività del progetto, gestore di to-do lists, writeboards per scrittura collaborativa, repository per file e documenti, gestore eventi – la cosa che si impone da subito come killer-feature è la possibilità di rendere pubblici e sociali i propri progetti. Grazie a questa funzionalità, se un utente crea un progetto pubblico tutti gli altri iscritti a Panmind potranno contribuire liberamente alla sua crescita. E per raccogliere i progetti pubblici più interessanti, è disponibile una directory raggiungibile dal link “explore” sul menu principale.
Inoltre, ogni progetto è dotato di social links per la condivisione su Facebook e Twitter.
L’originale approccio di Panmind trasforma il project management tradizionale in qualcosa di più potente e capillare, riuscendo di fatto con poche semplici innovazioni a raggiungere la realizzazione più piena del termine “collaborazione”.
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