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Groupon: Deals per tutti ma non per Google! [ANALISI]

Sembra proprio che Groupon non conceda sconti solamente a noi utenti ma, tramite una sua controllata (Dealmap), stia concedendo la consultazione delle sue offerte a Bing, il caro vecchio motore della Microsoft, che intanto si aggiudica una funzionalità in più sul suo portale senza spendere un solo dollaro in ricerca e sviluppo, altro che coupon sconto!

 

Questo matrimonio non s’ha da fare.

Groupon vuoi sposarmi? Non sarò la tua 49esima moglie, Google, piuttosto mi fidanzo con Bing! Si è concluso con l’eco del rifiuto di Groupon, il 2010, anno sfrenato per le acquisizioni di Google, facendoci prevedere un 2011 d’oro per il sito re dei coupon.

In attesa del lancio di Google Offers, il mercato dei deals sembra diviso in due correnti di pensiero, i generatori di sconti e gli aggregatori. I primi sono portali come Groupon o Facebook Deals, che creano condizioni di acquisto vantaggiose per il cliente, attraverso lo sviluppo di vari business model, i secondi invece sono poco più che motori di ricerca di sconti, che sono in grado di aggregare gli stessi e suddividerli in base alla tipologia di prodotto, localizzazione geografica dello sconto, periodo di applicabilità dei deals.

Quest’ultima pare essere la politica di Bing Deals come annunciato sul suo blog, oltre che la politica di Yahoo’s Local Offers

 

Innovazione reale

Ovviamente noi ninja siamo innamorati delle innovazioni ed in questo mercato, attualmente, la reale capacità innovativa dei competitors risiede nei business models, quindi in quei processi tecnicoeconomici, oltre che tecnologici, che mettono un esercente nelle condizioni di poter vendere un prodotto ad un prezzo scontato piuttosto che nella capacità di aggregare offerte in base a tag predefiniti, e dunque per quanto il mercato possa sembrare confuso o pieno di potenziali concorrenti, in realtà nel futuro vedremo tre principali competitors ed altrettanti business models.

Groupon ha senza dubbio lanciato la moda dei deals, dal 2006 ad oggi il portale è cresciuto in maniera esponenziale, nel 2010 ha sposato citydeal beneficiando degli introiti del mercato europeo degli sconti, sino ad attestare il valore di mercatò della startup a quota 6mld$ (questa la cifra offerta da Google).
Il modello Groupon prevede la vendita di coupon in un determinato luogo, e solo se si raggiunge il quorum predefinito dall’esercente.

Attualmente è il miglior business model adottabile dagli esercenti poiché l’impatto economico dell’iniziativa di sconto è misurabile a monte e non alla chiusura della campagna promozionale.
In questo senso, sappiamo che Groupon ha rifiutato l’offerta di Google, in cerca di una più gloriosa sorte, ma sul fronte mobile è poco sviluppato, salvo piccoli accorgimenti che aiutano il portale a geolocalizzare i dispositivi

Il secondo modello è quello adottato da Facebook che prevede una biforcazione delle iniziative tra il sistema Deals ed il sistema Buy with Friends. Finalmente, almeno in questo campo, vediamo il portale di Zuckemberg che abbandona il modus operandi di Bing, fatto di alleanze ed adozioni di tecnologie ed algoritmi altrui, ed inizia a produrre in modo innovativo, come mi auguravo nel mio ultimo post e così lancia dapprima il sistema Deals molto simile al già citato pay with a tweet.

Le due iniziative sembrano destinate ad un futuro con molti punti in comune in cui si interpolerà tra gli sconti ottenibili tramite suggerimenti agli amici e quelli ottenibili tramite geo-check-in come avviene adesso con Deals che conta circa 50 affiliazioni in Italia.

Ciò che in questo senso mi fa essere dubbioso è una pecca di questo business model, ovvero la necessità che tra l’esercente ed il portale debba esserci un rapporto consistente in una vera e propria alleanza commerciale costante e non un rapporto limitato ad un certo numero di sconti concessi, come invece avviene con Groupon.

Inoltre il fatto che tra i 50 partner di Facebook Deals ci siano solamente grandi gruppi o grandi reti distributive mi fa essere dubbioso sull’andamento positivo dell’iniziativa, almeno in Italia, paese da sempre caratterizzato da un altissimo numero di PMI.

Il terzo business model è invece quello che si appresta a varare Google con il suo programma Google Offers, che alcuni rumors definiscono come il clone di Groupon, ma che in attesa del lancio possiamo solamente immaginare.

Ciò che invece appare chiaro ancor prima del lancio è certamente che Google ha ottenuto una certa visibilità negli anni fornendo strumenti di marketing e pubblicitari ad esercizi commerciali di tutto il mondo tramite google maps, e questo potrebbe costituire un canale preferenziale nell’affiliazione degli esercenti ai programmi di Google Offers.

 

Digital Market’s Trend or Real Economy’s Perversion?

Il mercato degli sconti sarà una tendenza che certamente ci accompagnerà per tutto il 2011, e lo stesso Groupon ha annunciato di aver intuito che entro la fine dell’anno lo scenario sarà radicalmente cambiato, ciò che da ninja mi chiedo: è economicamente sostenibile il deals?


Con l’ingresso di Google nel mercato sappiamo bene che buona parte degli acquisti che normalmente si sono svolti in “analogico” potrebbero passare in digitale, quanto google, groupon ed eventualmente facebook incideranno sulla filiera? Ci sarà ancora spazio per gli esercenti di condurre politiche di vendita indipendenti? I big che si apprestano ad aggredire il mercato degli sconti utilizzeranno in futuro la loro capacità contrattuale contro gli esercenti per assorbire nelle loro casse fette sempre più ampie della torta della spesa di noi utenti?
Toshimiki

Attualmente laureando in economia e gestione dei servizi turistici, ho vissuto a Bruxelles, durante il 2008, occupandomi di Fondi di Sviluppo e di turismo, al termine sono, purtroppo, tornato in Italia ed ho iniziato ad esplorare il mondo delle web startup come wannabe startupper. Dopo aver scrutato i ninja da lurker per circa un anno, sono stato reclutato da Kiko Hattori Hanzo per arruolarmi con Sputnik nella sezione startup. Appassionato di tecnologie user friendly, adoro tutto ciò che è matematicamente definibile e socialmente sostenibile. Cronicamente curioso, cerco di guardare il mondo come un sistema complesso. Attraverso l'investitura da ninja cercherò di discutere i trend del mercato digitale e la scena startup europea. Stay tuned!

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