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Clonare il codice dell’innovazione? Nella Silicon Valley tutto è possibile.

A quanto pare nella Silicon Valley non si fermano più davanti a nulla. Parte da un gruppo di studiosi di Palo Alto, che vede tra i supporter anche Alex Osterwalder, fresco ospite dei ragazzi di The Hub Milano, il progetto di clonare il genoma della Silicon Valley al fine di esportarlo in tutto il mondo.

I principi di fondo del progetto Startup Genome sono abbastanza semplici e mirano davvero in alto. La Silicon Valley è stata negli ultimi trent’anni il principale driver d’innovazione dell’economia globale costituendosi come la Terra Santa degli imprenditori dell’ICT. In questi trent’anni settori come l’industria e i servizi, che hanno dominato l’economia globale per centinaia di anni, hanno perso di centralità lasciando man mano il posto agli imprenditori della tecnologia informatica.

Secondo il team di ricerca dello Startup Genome, oramai, il settore ICT ha accumulato uno slancio tale da poter riorganizzare l’economia globale a propria immagine e somiglianza, inserendo un software ovunque ci sia un uomo che produce un processo ripetibile. Una ricerca della Kauffman Foundation Study, sulla quale si poggiano le teorie dello Startup Genome, dimostra difatti che le startup per ogni posto di lavoro che distruggono ne creano altri 3, rappresentando così uno fra i più importanti settori di assorbimento della forza lavoro negli Stati Uniti. Per questi motivi la crescente importanza economica delle startup rappresenta un’occasione unica da non perdere.

Il progetto Startup Genome si coagula intorno all’obiettivo di clonare il codice dell’innovazione, che ha reso la Silicon Valley il centro dell’economia mondiale, al fine di esportarlo in tutto il mondo e dando inizio a quella che loro chiamano l’era dell’illuminismo imprenditoriale. Parliamo quindi di un vero e proprio corpus ideologico che mira ad amplificare il potere degli imprenditori intesi come attori positivi del cambiamento e che si basa su un approccio multidisciplinare, dove diversi campi e prospettive possono essere integrati in un insieme di soluzioni personalizzate che gli imprenditori o gli startuppers possono usare per gestire i loro obiettivi (clicca qui per il prototipo).

La metodologia di messa in opera del progetto si articola tramite la somministrazione di un questionario attraverso il quale stanno cercando di analizzare le esperienze di alcune best practices, sintetizzandone i fattori strategici di successo e cercando gli strumenti per renderli spendibili e replicabili. L’obiettivo è quello di costruire una tassonomia che permetta di classificare le startup in idealtipi differenti suddividendo principi, tattiche e metodologie in relazione a specifici fattori. In risposta alla compilazione del questionario, il team di Startup Genome invia un’analisi comparativa che mostra le startup operanti in un analogo settore e suggerisce raccomandazioni strategiche, business models e metriche da seguire.

L’obiettivo, quindi, è quello di sviluppare un software che possa far diminuire la percentuale di fallimento delle startup che, a seconda dei nostri studiosi, “muoiono” nel 90% dei casi più per processi di autodistruzione che per motivi dovuti alla concorrenza di mercato. Nei prossimi mesi verranno pubblicati i primi risultati della ricerca e successivamente la prima versione del software.

Noi saremo qui ad aspettare con im-pazienza!

Shuriken Strike

Giuseppe Castelli nome in codice Shuriken strike. Laureato in Scienze Politiche a Bologna ha sognato fin da bambino di diventare un ninja e solo ora ha capito che i sogni prima o poi si avverano. Mette a disposizione del clan oltre alla sua passione per la cultura delle start up di ogni genere dalle ICT alle green, la cura maniacale delle fonti dalle quali poter attingere. Appassionato di viaggi pare non possa resistere alla soluzione della fissa dimora per più di trenta giorni consecutivi.

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