Categories:

Come conciliare Personal Branding e Corporate Branding? Quando i dipendenti diventano ambassador

Le aziende sono fatte di persone e le persone rappresentano se stesse e poi l’azienda per cui lavorano.
Ogni persona, nel relazionarsi con il mondo esterno per conto dell’azienda, dà un’immagine prima di se stessa, e di riflesso dell’azienda.
Una delle criticità nate con la crescita esponenziale dei social network è proprio quella di bilanciare il proprio brand con quello dell’azienda.
Fin dove si può spingere il dipendente senza danneggiare l’immagine aziendale?
E quali strumenti può adottare l’azienda per evitare che dipendenti “egoisti” eclissino l’immagine aziendale in favore del proprio brand?

Due diversi scenari.

Nel primo, l’individuo si costruisce un brand attorno ad un argomento non inerente per l’azienda per cui lavora.
In questo caso il brand personale diventa un costo per l’azienda, che deve porre in essere iniziative per contrastare il fenomeno.
Nel secondo, il Personal Brand dell’individuo appartiene alla stessa categoria del Brand dell’azienda.
Il rischio in questo caso è che il brand della persona diventi talmente forte che il dipendente diventa “oggetto di desiderio” di aziende concorrenti che potrebbero sottrarlo lasciando un vuoto da colmare.

Consigli per l’azienda…

Alcune aziende potrebbero pensare (e alcune lo hanno già fatto), che vietando l’utilizzo dei social network ai propri dipendenti, il rischio che il personal branding danneggi il brand aziendale, si riduca… niente di più sbagliato.
Ogni azienda dovrebbe avere un “manifesto sociale” in cui indicare le linee guida da seguire da coloro che utilizzano il web in maniera personale.
In un epoca di conversazione e trasparenza le opportunità di un dipendente che esprime liberamente il suo punto di vista, ed entri in contatto con altri professionisti potrebbe comportare seri rischi.
Avere un canale twitter, anzichè un pagina su facebook, aiuta l’azienda a trasmettere un’immagine di se stessa, e avere persone dedite a curare il brand aziendale sui social media facilita l’integrazione e la coesione dei due brand.
Un blog animato dai propri dipendenti, inoltre, permette al brand aziendale di accrescere la propria awareness sfruttando i personal brand più forti dei propri dipendenti.

… e per i dipendenti

Tutto parte dal rispetto del brand.
Una persona che lavora per un’azienda di acque minerali, ad esempio, non può essere un fautore dell’acqua di rubinetto, descrivendone i vantaggi sul proprio blog personale. Coerenza innanzitutto.
Essere entusiasti del lavoro che si fa e condividere la mission e la vision aziendale, incoraggiando gli altri colleghi a fare lo stesso.
La partecipazione attiva ai social media aziendali, può accrescere il proprio brand sfruttando un’immagine aziendale già forte, stando attenti però a non diventare troppo deboli e correre il rischio che se muore la società si muoia con essa.

Il caso Fastweb

Un esempio lampante di come il brand aziendale e quello personale siano legati tra di loro è quello di Fastweb.
L’arresto del fondatore della compagnia di telecomunicazioni, portò l’azienda a perdere credibilità, trascinandosi dietro tutti i dipendenti.
Prontamente però, iniziò una campagna promozionale dove i dipendenti ci misero letteralmente la faccia per difendere l’azienda e… il propio posto di lavoro.

Non esiste la ricetta perfetta valida per tutti in questo gioco di equilibrio tra le parti, ma bilanciare le due cose è possibile senza correre grossi rischi.

Per concludere, un avviso, illustrato da una vignetta di Hugh MacLeod



Jurizoku

Appassionatissimo di tutto ciò che ruota attorno al mondo dell'informatica e del web, ma soprattuto del marketing, Alfonso Petrosino, aka Jurizoku, incontra la prima volta i Ninja nel settembre 2007 durante un workshop universtario. Di lì a breve, trascorrerà tre intensi mesi al covo campano, per poi rituffarsi a capofitto negli studi. Dopo aver conseguito la laurea specialistica in Economia Aziendale con specializzazione in Marketing Management, vince una borsa di studio e trascorre un anno alla sede IBM di Napoli. Durante questo tempo non perde mai di vista il mondo Ninja, dove fa ritorno nell'ottobre del 2010. Se è vero che "panta rei" allora "carpe diem"

Share
Published by

Recent Posts

Perché lo spot di Esselunga ha spaccato in due l’opinione del pubblico

Schizzato sui diversi social come trend topic di questi giorni, troviamo il nuovo spot Esselunga…

28/09/2023

Aumenta vendite e conversioni con il Community Commerce

Oggi i social media sono i primi canali, in ordine di importanza, quando si tratta…

28/09/2023

La pesca di Esselunga e le polemiche: è il colpo finale al brand activism?

Lo spot di Esselunga è perfetto per il suo target di consumatori, forse è per…

27/09/2023

Abbiamo provato Clipchamp, il nuovo editor video integrato in Microsoft 365

I video, si sa, rappresentano un potente strumento di comunicazione. Creano connessioni immediate, reali e…

26/09/2023

“Un mercato da 8 mila miliardi nel 2026”, anche Davide Casaleggio all’Ecommerce HUB 2023

La nona edizione di Ecommerce HUB®, evento completamente dedicato all’ecommerce che si terrà il prossimo…

25/09/2023

Gucci riceve la certificazione per la parità di genere: è il primo luxury brand italiano

Nessun brand italiano di lusso prima di Gucci era riuscito ad ottenere la Certificazione della…

25/09/2023

ll sito utilizza cookie di profilazione di terze parti per proporti messaggi pubblicitari in linea con le tue preferenze e cookie analytics per ottimizzare il sito. Cliccando "OK" o proseguendo la navigazione, accetti l'uso dei cookie. Per maggiori informazioni e disattivazione consulta l'informativa cookie completa.

Leggi di più