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Fake marketing: non è tutto non convenzionale ciò che luccica!

Il marketing non convenzionale è un tema che va sempre più di moda e tutti, ovviamente, ne parlano. Non solo, tutte le aziende vogliono farlo, in alcuni casi con ottimi risultati, in altri con pessimi risultati. Ci sono casi poi in cui le aziende  credono di fare o ci vogliono far credere di fare campagne non convenzionali, che tali non sono affatto. Noi abbiamo pensato di definirlo, un po’ provocatoriamente, Fake marketing.

Qualche esempio? Ecco il primo. Pensate ad un comunicato stampa con qualche termine in inglese, che rende tutto più cool, in cui si “maschera” una semplice azione di volantinaggio come un’azione di guerrilla e street marketing.

Sì, avete capito bene, ma se stentate a crederci leggete qui:

“Con il supporto creativo di Saatchi&Saatchi, Correfour ha scelto lo street & guerrilla marketing veicolato nelle zone limitrofe ai punti vendita coinvolti, attraverso una meccanica di pick up & drive to, che ha invaso le principali città del nord Italia seguendo la rete distributiva Carrefour. L’attività di guerrilla and street marketing ha invaso i quartieri dei Carrefour Market su circa 90 punti vendita distribuiti su 40 città sul territorio italiano con il duplice obiettivo di comunicare ai cittadini il cambio insegna e di generare traffico verso il puntovendita. Il ‘drive to’ è stato stimolato grazie al buono sconto da 5,00 euro presente sul retro di tutti gli stopper distribuiti e riservato ai titolari della carta SpesAmica, carta fedeltà del gruppo Carrefour”

Ottima azione di street e ambient marketing per la nuova insegna no?

Questo invece è un video realizzato per Vodafone e che come già dice Kawakumi in un suo post è tutt’altro che virale perché non è originale, è poco creativo e spudoratamente troppo pubblicitario.

Infine la campagna di ambient realizzata da Easyjet per le strade di Roma, che vi abbiamo proposto qualche settimana fa e che non ha trovato il covo totalmente d’accordo.  In particolare il maestro Alex, partendo da un commento di un utente, ritiene la campagna poco significativa e per altro non green! Inoltre ci chiediamo, tappezzare la città di palloncini col marchio della famosa compagnia di voli low cost non credete poi non sia molto diverso dal tappezzarla con dei tradizionali manifesti? Il semplice fatto che siano palloncini rende il tutto meno convenzionale?

Queste campagne sono lo spunto per dire che a volte si cerca di spacciare per non convenzionale l’advertising tradizionale senza rischiare davvero una campagna virale o una guerrilla. La motivazione sarà perchè semplicemente fa cool, o c’è altro dietro? Fateci sapere che ne pensate… nel frattempo se trovate  altre campagne di questo tipo segnalatecele!

Neko

Laureata in Scienze della Comunicazione e laureanda in Comunicazione d’Impresa sempre presso l’Università degli Studi di Salerno, Villani Felicia dopo un anno Erasmus a Madrid e numerose peripezie approda al clan ninja dei maestri Alex Hokuto No Ken e Kiko Hattori Hanzo, come tirocinante per una ricerca tesi sul guerrilla marketing. Era il lontano gennaio 2009 e da allora neppure un rigo della rinomata tesi è stato scritto … In compenso però da subito promossa coffe manager ha iniziato anche a scrivere di marketing e advertising.

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