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Le quattro piazze virtuali ma non troppo di Foursquare

In uno dei miei precedenti post ho parlato del fenomeno Chatroulette e di come questo strumento, rappresenti, in un certo qual modo, un ritorno alle origini nei rapporti tra le persone online, ma allo stesso tempo, secondo molti, il futuro di Internet: chattare in webcam da casa con un perfetto sconosciuto senza sapere nulla di lui (provenienza, età, frequentazioni, piatto preferito, numero di scarpe, ecc.),

Dall’altro lato c’è Foursquare ed un altro futuro di Internet.

Ora probabilmente voi che siete lettori svegli e sempre attenti già sapete cos’è e quindi potrei anche fermarmi qui, ma così facendo farei un torto a chi ancora non sa e a chi magari le cose preferisce sempre leggerle su Ninjamarketing. E poi non siate pigri leggere fa sempre bene!

Foursquare, secondo la ormai famosa definizione del New York Times, è un misto tra un sito di microblogging, una guida per orientarsi e un gioco da bar e, aggiungo io, uno dei servizi che più di tutti in questo momento sfrutta al massimo le caratteristiche degli smartphone, soprattutto quelle incentrate sulla socialità e sulla possibilità di geolocalizzazione.

Se a tutto ciò aggiungiamo anche la possibilità di competizione tra utenti in una sorta di gioco dei quattro cantoni versione 2.0 allora non c’è da stupirsi se in poco più di un anno di vita il sito conta più di mezzo milione di utenti, 1,4 milioni di sedi e 15,5 milioni di check-in.

I check-in non sono altro che gli aggiornamenti di stato degli utenti del sito che, attraverso questo strumento, possono segnalare dal cellulare la loro posizione geografica, ovunque essi siano: ristorante, parco, museo, pub o quel che si voglia, ed entrare così in contatto con altre persone, incontrare amici e conoscerne nuovi. È possibile inoltre inserire recensioni, consigli e commenti su locali e creare delle vere e proprie guide personali.

Quando un utente varca la soglia di un cinema, teatro, bar o qualsiasi altro tipo di locale che sia già stato visitato da un altro può leggere i commenti che questo – o questi – hanno lasciato prima di lui.

Ma facciamo qualche esempio.

Siamo alla trattoria “da Totonn’ o’ nzivato” che probabilmente o anzi, sicuramente, non sarà nella guida del Gambero Rosso, ma potremo consigliarlo ai nostri amici su Foursquare facendo un check-in mentre si sta mangiando una squisitezza locale e dire che lo stesso Totonno è solito sedersi al tavolo degli avventori e raccontare storie del suo passato da emigrante per poi finire con l’offrire la cena ai più simpatici.

Se poi vogliamo scalare la classifica e diventare il signore supremo di Foursquare possiamo metterci zaino in spalla e cercare i posti più assurdi e mai frequentati da nessuno e così “sbloccare” nuove mete e luoghi che fino a quel momento non sono stati inseriri nel database.

L’elemento ludico, quello che differisce questo sito da altri simili risiede sostanzialmente nel sistema dei badge. Sono dei riconoscimenti associabili al profilo personale per attestare la vivacità della propria vita sociale.

Ogni badge ha un suo significato ed è più o meno un grado nella scala gerarchica degli utenti. La persona che visita un luogo più di frequente ne diventa il “sindaco”. Una carica temporanea e per lo più simbolica, ma che ha avviato una sana competizione tra gli utenti, interessati ad affermare la propria “supremazia”.

La forza di Foursquare, ciò che lo ha fatto diventare uno dei siti più popolari negli Stati Uniti è dunque, più di ogni altra, quella di essere un Social Game piuttosto che solamente un Social Network. Senza questa componente ludica infatti non sarebbe per nulla diverso rispetto a molti altri servizi del genere (Google Latitude ad esempio) o dal suo diretto predecessore Dodgeball, che, creato dallo stesso Dennis Crowley fondatore di Foursquare, fu acquisito da Google nel 2005 ma che chiuse poco dopo senza avere successo.

Ovviamente dato il clamoroso successo di questo strumento le aziende e le attività commerciali in genere non sono rimaste con le mani in mano e hanno subito cercato di trarre vantaggio dalle tante opportunità palesatesi all’orizzonte.

Già in alcuni locali statunitensi, ad esempio, gli utenti di Foursquare hanno diritto a un trattamento particolare con drink e gadget in omaggio in modo che il locale possa comparire nella city guide presente all’interno dell’applicazione e farsi una facile pubblicità. Oppure immaginiamo il ristorante giapponese chic che regala la possibilità di consumare il sushi al sindaco di turno in un esclusivo privè.

Gli utenti a loro volta possono sfruttare a loro vantaggio queste attenzioni nei loro confronti naturalmente.
C’è anche chi ha iniziato a proporre delle guide personali alle città attraverso dei punti chiave da attraversare tramite check-in e chi si è inventato delle maratone di caccia al tesoro sparse su più città, nelle quali i partecipanti della stessa squadra spesso non si sono mai incontrati se non online.

Foursquare, per le sue caratteristiche, infine, permette di estendere l’esperienza di relazione al “mondo reale”. Ci si conosce online per trovarsi offline e viceversa. Quindi tornando al paragone iniziale con Chatroulette chiedo a voi lettori che ne sapete sempre molto più di me, quale è il futuro di Internet?

a. Chatroulette; b. Foursquare; c. Nessuno dei due; d. Ma che ce ne frega di sapere quale è il futuro di internet.

Pandemazio Kuranosuke

Eterno laureando in lettere moderne Pandemazio Kuranosuke, al secolo Daniele Mannina, viene accolto dai Ninja nel loro covo un giorno non meglio precistato e, non si sa per quale oscuro motivo, entra a far parte del clan. Si diletta a scrivere male su alcuni argomenti spesso di poca importanza e a creare confusione sui vari social network molto soventemente sotto mentite spoglie. Nel frattempo, cerca ancora di portare a termine una tesi di laurea che molto probabilmente non vedrà mai la luce.

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