Le definizioni di Rumor negli studi sociologici, psicologici e di comunicazione sono molteplici, tuttavia, tutte sono d’accordo nel ritenere i rumor “affermazioni la cui veridicità non viene confermata”.
In alcune ricerche il concetto di Rumor viene affiancato alla propaganda, in altre alla disinformazione, in altre ancora al Gossip. Ma andiamo con ordine.
Gli studi sul Rumor, secondo Wikipedia, iniziarono all’inizio del secolo scorso, e più precisamente nel 1902. In quegli anni, partendo da esperimenti del tutto simili al gioco del “telefono senza fili”, Louis William Stern rilevò che la notizia veniva accorciata e modificata lungo la catena.
Nel 1944 Knapp delineò quelli che lui riteneva essere gli aspetti fondamentali dei Rumor:
– Trasmissione via passaparola;
– Fornire informazioni;
– Soddisfacimento dei bisogni informativi;
Inoltre, Knapp suddivise i rumor in tre categorie:
– Pipe dream riflettono i sogni impossibili;
– Bogie or fear rumor riflettono le paure comuni;
– Wedge-driving rumor impattano le relazioni personali;
Pochi anni più tardi, Allport e Postman rilevarono che durante il passaparola, i rumor diventano più brevi, concisi e più semplici (da capire e quindi da trasferire).
In particolare, secondo le loro ricerche, il 70% dei dettagli del messaggio viene disperso nelle prime 5/6 trasmissioni.
Ma veniamo al 2006, quando Harsin introdusse il concetto di Rumor Bomb, ampliando il concetto di Rumor Bomb, e in particolare ricollegandolo al mondo della Politica. I Rumor Bomb, molto simili agli scandali, sono sempre esistiti, ma sicuramente Internet ne ha ampliato la portata.
Se alla base degli studi di Harsin, vi era una distinzione tra Rumor Bomb e Gossip, la necessità di “infotainment” e “tabloidizzazione” ha rotto queste distinzioni, e il risultato è che sempre più spesso Politica e Gossip vanno a braccetto insieme.
L’articolo è tratto dalla traduzione di “Rumor – Wikipedia“. Clicca qui per la traduzione completa!
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