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MARKETING TRENDS- Street fashion: quando la moda è user generated

Ogni trend che si rispetti, è fatto per nascere, svanire, tornare e cambiare. Di stagione in stagione. La moda e le tendenze vivono e si nutrono del cambiamento. E non è un mistero per nessuno!

Essenziale allora diventa l’innovazione e la differenziazione.

Fondamentale è invece la comunicazione. Ma comunicare la moda non è un’operazione del tutto semplice e scontata proprio perchè in essa risiedono diverse componenti.

Fattore sociale, ambientale ed economico, la moda riesce ad unire, mondi differenti: l’estro creativito di designer e il consumo sfrenato di scatenate fashion victims.


Ed oggi a quanto pare, sono loro a dettare i nuovi trends. Il loro momento di gloria per non essersi persi mai una sfilata? A quanto pare si…e a dircelo è la rete! Anzi prima di tutti la strada.

Si chiama Street Fashion Revolution, proviene dal Giappone e sta scuotendo il sistema! Dalle passerelle alla strada, i capi nuovi, firmati od ormai passati, vengono personalizzati e modificati grazie all’inserimento o alla trasformazione di elementi dell’abito.

A crearsi è uno stile del tutto identificativo ed unico. A popolare la rete sono sempre più le foto e gli scatti di gente comune, anche non particolarmente bella o affascinante, ma dal look originale e impregnato di significato. Il New York Times, ha dato vita, addirittura, ad una rubrica dedicata al fenomeno.

Se fino a poco fa si parlava di “sistema” moda, oggi nell’era del web 2.0, le nuove tendenze partono dal basso, in strada, per ritrovarsi in rete, grazie alle immagini scattate.

E’ in atto una rivoluzione che contagiando un numero sempre maggiore di blog, sta lanciando e dettando mode, promuovendo e scovando stili e stilisti emergenti o ancora sconosciuti.

The Sartorialist è sicuramente uno dei fashion blogger più popolari e cool del momento. E tra i più popolari c’è quello di Matthew L. Gates, che insieme a tre amici, fotografa gli abiti delle persone in giro per San Francisco o davanti ai locali, per poi postarli su www.streetfancy.blogspot.com. Dal 2006, Street Fancy riceve più di 11.000 visite al mese soprattutto da studenti d’arte alla ricerca di un’ ispirazione. Ma non è il solo. Anche i social network si stanno dando da fare per cacciare gli anonimi trendsetter delle nostre città a colpi di flash: nasce MySpace Fashion e Share Your Look, ancora in fase beta.

Lo street fashion sembra avere un successo tra gli utenti sempre più forte. E sempre più alto è il numero di persone che caricano sui propri blog foto scattate in strada a perfetti sconosciuti dal look stravagante e di tendenza. Fashionist incallite, quante volte vi è capitato di osservare una persona per strada perchè i dettagli stilosi del suo look vi catturavano l’attenzione? Ora è concesso, perchè di tendenza, scattare una foto on the road e pubblicarla in rete. Semplice diventare fashion editing!

Ma anche se il fenomeno street fashion, sta prendendo così tanto piede nel web, siamo sicuri che venga analizzato in modo adeguato? Il Web dà la possibilità a chiunque di sentirsi fashion blogger e sono sempre di più i siti attenti al fenomeno o che creano sezioni appositamente dedicate.

Riflettiamoci… Il fenomeno street è sempre esistito! L’hip hop, la street art sono esempi di come i creativi abbiano, da sempre, attinto dalle tribù urbane, idee e spunti innovativi. La moda, siamo sempre stati noi.

Sono sempre stati i nostri gusti e stili di vita a creare trends e a suggerire agli stilisti le nuove collezioni. Allora perché parlarne proprio ora?

Forse perchè internet è sempre di più alla portata di tutti… o perchè il desiderio di apparire è sempre più grande?

Ai posteri l’ardua sentenza… 😉

Sachiko

Fisciano. Estate 2007. Sachiko incontra per la prima volta un ninja, anzi il Ninja Alex Hokuto No Ken. E’ lì che passione per la buona tavola e per le belle riflessioni mediterranee danno vita ad una bella tesi sul Pensiero meridiano e Slow Food. Che quell’incontro avrebbe fatto trasformare la sorridente neolaureata in Scienze delle Comunicazioni, Chiaretta, in una Ninja del Clan era ancora da scoprire…ma di lì a poco si fece spazio un posticino anche per lei. Oggi, con portatile alla mano, si è dichiaratamente convertita allo spirito e alla filosofia ninjeska, si è avvicinata al mondo dell’accounting su progetti non convenzionali, scoprendo anche una passione per la scrittura.

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