Una fidanzata rompiballe è campagna virale per Parla.it

Da metà giugno a questa parte qualcuno avrà ricevuto, sottoforma di newsletter o da parte di un amico, una e-mail contenente una curiosa animazione di una bocca femminile, che rimprovera in continuazione l’ipotetico fidanzato. Inutile cliccare ripetutamente sul pulsante `Falla smettere`, la voce ricomincerà daccapo, finché, all’ennesimo tentativo, il misterioso messaggio viene svelato.

“E’ inutile cercare di zittirmi, tanto ho le telefonate illimitate”, spiega la voce, e subito dopo appare il logo di Parla.it. E’ l’ultima campagna di marketing virale dell’operatore VoIP. L’effetto sorpresa e l’originalità della pagna sono la chiave del successo, che scatenano quel passaparola e la catena di “inoltri” obiettivo degli ideatori. “Siamo partiti con l’intenzione di comunicare la mozione di Parla.it, che propone tre mesi di telefonate gratuite via adsl, utilizzando i canali non-convenzionali, ma una laterale, virale appunto, giocando sul passaparola – spiega Gilardi, responsabile internet viral marketing di Parla.it -. Abbiamo inviato mail a 1/2 milione di perosone utilizzando il nostro database e quello di Studenti.it, registrando il 73% di click rate e il 50% di e-mail aperte. Non penso che una qulsiasi campagna tabellare avrebbe potuto raggiungere un risultato mile”. La creatività è di Version 4 – struttura guidata da ceo Federico Rampolla – dei creativi Raffaella Bertini e Carlo Fasoli.

(da DailyNext)

Il NY Time fa del bombing su un'affissione bianca

Cope2

Il writer Cope2 ha “bombardato” per alcune settimane un’affissione bianca.

Ad un certo punto è spuntata fuori la tipica cornice rossa della rivista Time con questa headline: “Post-Modernism?Neo-Expressionism?Just Vandalism? Time.Know why.” Oltre a un link all’archivio del Time che contiene un servizio sul mondo dell’aerosol art.

Il tema – quello del writing nella sua versione old school – non mi sembra di grande attualità e sinceramente fa molto anni ’80. Interessante è però la dinamica teaser dell’operazione e soprattutto il committente, il Time, che in questo modo delinea un tratto di immagine meno istituzionale e un po’ più urbano.

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Messaggi dal pianeta Nike!

 

Da Mediaforum:

I CIRCLEMAKER PER LE NUOVE FREE

Nike, l’impronta sul web

Tutti ricorderanno la storia dei cerchi nel grano, strani disegni comparsi in alcuni campi inglesi alcuni anni fa che qualcuno attribuì all’atterraggio di astronavi aliene, per poi scoprire che si trattava dello scherzo di alcuni buontemponi. Nessuno però avrebbe mai ipotizzato che sarebbero potuti diventare una nuova forma di pubblicità. Ci ha creduto Nike, che per la campagna della nuova scarpa Nike Free ha ingaggiato nientemeno che John Lundberg e i suoi ragazzi, i sei famosi Circlemaker autori dei primi scherzi. Gli artisti sono stati a Milano, Roma e Cerignola (Fg) per realizzare tre grosse impronte di piede (85 metri di lunghezza per 30 metri di larghezza), per promuovere la nuova scarpa Free. L’opera è stata documentata con diversi video e foto realizzate da Joel Tettamanti, visibili sul sito creato ad hoc (ww.freebigfoot.com) per immortalare l’innovativa iniziativa. Sul sito www.nikefree.com , invece, è possibile trovare tutte le informazioni sulla nuova scarpa: dettagli tecnici, tecnologia, consigli per utilizzarla al meglio per l’allenamento del piede. Gli utenti, inoltre, possono costruire sul sito la propria scarpa personalizzandola come meglio gli pare, o acquistare uno dei modelli già personalizzati da diversi famosi atleti Nike e che hanno messo sul sito la loro realizzazione a disposizione degli sportivi. Sempre su Nikefree.com, sito connettore di tutta l’attività comunicativa Nike, è possibile scaricare gli screensaver del marchio e vedere gli spot tv. Il 2 giugno è partita anche una campagna web, pianificata da Mindshare e che prevede banner che mostrano le gigantesche impronte e che linkano al sito Freebigfoot.com. La campagna, online fino a fine giugno, sarà presente su Virgilio, RossoAlice, Msn, AdLink, Buongiorno e Studenti.it. La creatività è dell’agenzia Sartoria.

Autore: D.F.
Testata: DailyNet

L'Auditel è giudicato inaffidabile dagli addetti ai lavori

Una ricerca commissionata da Richmond Italia per Marketing forum, e realizzata da Q Mark, fotografa il settore della comunicazione attraverso il rapporto tra aziende e fornitori e un’analisi degli strumenti di rilevazione dell’audience. Il dato più interessante riguarda le rilevazioni d’ascolto di Tv e Radio, giudicate sostanzialmente inaffidabili. Questa non è più solo una sensazione, ma è quello che dicono i cento direttori marketing che hanno risposto all’indagine realizzata a maggio. Tra i dati si scopre anche la scarsa fedeltà ai fornitori di servizi di comunicazione alle aziende.

Sempre in prima pagina per le polemiche che lo riguardano, l’Auditel esce male da questa ricerca. Solo l’8% dei direttori marketing oggetto dell’indagine dicono che i numeri sono calcolati in modo corretto. E stiamo parlando proprio delle persone che pianificano la pubblicità. Il 10% del campione dice che le tecnologie di rilevazione sono obsolete, il 20% dice che non sono rappresentative, il 24% dice che non è trasparente, il 7% dice che i criteri sono giusti, ma ci crede poco. Il 31% ammette di non sapere bene come i dati vengano calcolati, segno della mancanza da parte delle stesse società di rilevazione di una seria informazione verso i fruitori dei dati sull’audience.

Sull’attendibilità dei dati la situazione è analoga. Solo il 5,5% li giudica molto attendibili, il 20,5% abbastanza attendibili, il 21% è incerto e il 33% poco o per niente attendibili. Un po’ meglio va ad Audipress, giudicata molto o abbastanza attendibile dal 39% del campione che risponde alla domanda. Per Audiweb l’attendibilità è giudicata molto buona o abbastanza buona dal 42%, per Audiradio dal 25%, per Audiposter dal 27,5%.

I direttori marketing hanno poi espresso la loro opinione sui dati in base all’esperienza personale. Tra coloro che conoscono i metodi di rilevazione, il 12% giudica Auditel rappresentativo dell’audience, ma ben il 42,5% dice di ritenere che venga sovrastimata.

Il sistema di rilevazione più rappresentativo in questo item è Audiweb, che viene così giudicato dal 36% del campione che risponde alla domanda. Al secondo posto come inaffidabilità c’è Audiradio, attendibile per il 16,7% di chi risponde, accusata di sovrastimare gli ascoltatori dal 36,7%. simile il risultato di Audiposter, con 17,5% di affidabilità e 40% di sovrastima. Per Audipress, 19,4% di attendibilità e 43,3% di sovrastima.

Delete: cancella il brand!

Tra il 6 e il 20 di giugno scorsi, un’interessante istallazione artistica ha cambiato i connotati di Vienna: Christoph Steinbrener e Rainer Dempf hanno cancellato tutti i brand dal centro storico!

Per i due artisti ci sono troppe pubblicità per le vie dello shopping di Vienna. Tante e smisurate al punto da coprire bellezze storice come la St. Stephen’s Cathedral!

“E’ impossibile ormai rendersi conto del panorama per quello che veramente è!”- esclama Steinbrener – Per questo per due settimana tutti i messaggi commerciali presenti nelle principali strade di Vienna sono stati coperti con nastro giallo. “Volutamente non abbiamo usato colori neutri come il bianco o il nero, ma un colore che evidenziasse la volontà di cancellare solo certi segni”.

“Al di là dell’impatto estetico – aggiunge  Steinbrener – il nostro intento era quello di accendere un discorso sull’evoluzione (o degrado) del centro urbano. E pare che ci siamo riusciti”.

La notizia, infatti, ha subito fatto il giro dei più seguiti blog del mondo.

Siamo convinti che l’uso di mezzi fortemente evocativi, come nel caso di DELETE!, non possa che aumentare la consapevolezza da parte dei pubblici di essere continuamente sottoposti a messaggi commerciali,  stimolandone capacità critiche e di discernimento. Una tendenza che dovrebbe far riflettere quelle aziende che ancora impostano in maniera vecchia ed invasiva le proprie politiche di marketing.

Lungimirante e attiva è stata la collaborazione dei negozianti e delle autorità locali che sono stati ben ripagati: il curioso progetto ha attratto enorme masse curiose di acquirenti per le vie tra Neubaugasse e Mariahilfe Strasse, uno dei maggiori distretti dello shopping viennese e la Camera di Commercio ha sponsorizzato il progetto con la somma di $245,000 !

visita il sito ufficiale di DELETE!

A-Style fa guerrilla a Milano

L’altro giorno stavo girando in macchina sulla circonvallazione interna di Milano, quella che arriva in Piazza XIV maggio.  A un certo punto `bang`, sul lato della strada mi trovo di fronte una gigantesca Hammer (credo si chiami così quel mostro di jeep da guerra) tutta gialla con in splendida vista il marchio della A-style.

Contatto di qualità e ricordo del brand assicurato. Cosa c’è di più supacool di una Hammer gialla?

Al che ho pensato: meglio un’affissione 6×3 a 20 metri d’altezza o una super Hammer ad altezza passeggero parcheggiata sul marciapiede? ma soprattutto qual è la differenza in termini di rapporto costo contatto (Hammer a parte ;))??…

PS. La foto l’ho fatta col telefonino dalla macchina.

Luglio 2005 – Il venerdì di Repubblica: Bookmarks, i siti da non perdere

Bookmarks: i siti da non perdere

Weekend Internet, in collaborazione con il Venerdì di Repubblica, segnala Ninja Marketing tra i siti da non perdere.

La pubblicità sta cambiando, complice anche la tecnologia, e internet non resta a guardare.

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Un ghiacciolo da Guinness!

La Snapple, per pubblicizzare i suoi ghiaccioli tenta di battere il  Guiness dei Primati istallando 21 giugno, primo giorno dell’estate, un ghiacciolo alla frutta di dimensioni enormi al centro di Union Square a New York.

La sfortuna (?!?!) ha voluto che il picchi di caldo raggiunti nella giornata abbiano sciolto il megaghiacciolo lasciando inesorabilmente invadere la 17th Street di  liquido colorato ed appiccicaticcio a gusto fragola!

Pare che la giuria dei Guinness non abbia ritenuto valida la prova, ma l’eco mediatica (e non solo) che ha avuto in città la notizia dello scioglimento è valsa ben una sconfitta!