Flickr offre gadgets gratuiti

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L'ascesa della nuova classe creativa. Stile di vita, valori e professioni – Richard Florida

L’ascesa della nuova classe creativa - Richard Florida

È l’analisi sociologica ed economica dei “creativi”, descritti come una vera e propria classe sociale, il cui peso economico globale è ormai decisivo per lo sviluppo. Nell’epoca della conoscenza il valore dell’immateriale è al centro di ogni crescita economica. Ma al centro della produzione di valore immateriale c’è la classe creativa: scienziati, ingegneri, architetti, designer, scrittori, artisti, musicisti. Come lavorano, come vivono, che cosa vogliono, come si attraggono?

L’autore è un economista dello sviluppo: ma di quelli che sfondano i limiti tradizionali della loro disciplina. Richard Florida insegna teoria dello sviluppo economico alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh. È riconosciuto come uno dei più autorevoli e, ovviamente, “creativi” osservatori delle evoluzioni socioeconomiche in corso.

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Levi's lancia l'antidoto alla sua crisi?

Levi’s Europa lancia Antidote, una nuova piattaforma basata sul fenomeno delle “zine”, le pubblicazioni indipendenti che sulla rete ospitano i punti di vista dei giovani sui temi di loro interesse. Su Antidote i giovani possono incontrarsi e condividere passioni e interessi. Attraverso Antidote, il concetto di marca vuole agire come uno strumento che abilita e facilita i ragazzi a perseguire le loro passioni e a condividerle con gli altri. Antidote evolve naturalmente da quello che conta per i giovani e da come scelgono di esprimerlo, e come tale è un modello quasi pionieristico e innovativo: un prodotto che volontariamente delega la guida ai suoi consumatori.

 

Il nuovo progetto è accessibile in tre dimensioni: online al sito  www.eu.levi.com/antidote, che aggrega contenuti di diverse pubblicazioni indipendenti e amatoriali anche conosciute con il termine “zine” attraverso l’Europa, detti anche partner di contenuto. Si tratta di partner come Mercy (Liverpool, Gb), Ladinamo (Madrid, Spagna), Living Company (Hamburg, Germania), LFTFLD (Amsterdam, Olanda), e Mute (Oslo, Norvegia). Oppure nella versione stampata, uno “zine” su carta in formato A2 ripiegato, un assaggio di Antidote Online e distribuito a luglio nei negozi Levi’s in Europa e in altre località selezionate.

 

Infine, Antidote Live: spettacoli ed eventi organizzati dai partner di contenuto e da altre comunità di interessi a livello locale e che vengono documentate e riportate su Antidote Online. Sia i contenuti sia gli eventi sono preparati e ideati dagli “zine”, e non direttamente da Levi’s. Antidoto funziona come una piattaforma di integrazione dei contenuti e come aiuto per finanziare la produzione, oppure la promozione di eventi con un’attenzione primaria alle principali città d’Europa. Antidoto è co-creato e realizzato da Lateral, l’agenzia di marketing digitale di Levi’s Europe.

 

Kenny Wilson, presidente di Levi’s brand Europa, afferma: «in un mondo sensibile ai prodotti e alle marche, abbiamo bisogno di coinvolgere i giovani e conoscere il loro punto di vista. Il programma Antidoto agisce come facilitatore dei loro interessi, facendo leva sul livello internazionale del prodotto, assicurando, allo stesso tempo, una eccitante attività sia a livello pan-europeo sia di città e individuale». «La realtà giovanile oggi è definita da ciò in cui scegli di credere, non da quello in cui ti dicono di credere – dice Melene Venge, digital marketing manager Levi’s Europe -. Questa è oggi una delle ragioni per cui pubblicazioni indipendenti e amatoriali sono al loro apice. Il contenuto di Antidoto è guidato dalle opinioni delle comunità di interessi a livello locale e condiviso attraverso Europa in un modo che solo internet può permettere. È un programma dinamico, integrato lungo tre filoni, che confluiscono online». (da DailyNet) 

La pubblicità deve cambiare con i nuovi media

Jeremy Rifkin, stavolta in veste di presidente della Foundation on Economic Trends, è arrivato in Italia per intervenire al convegno di Assocomunicazione. La pubblicità digitale e gli espedienti per schivarla, le difficoltà dell´Europa al cospetto del marketing globale, la nascita della Hydrogen Economy e le sue conseguenze sulla libertà di espressione individuale, sono temi che Rifkin affronta con lo sguardo di un economista, le cui tesi non smettono di sorprendere.

Nel mercato italiano il settore delle auto vive un momento molto difficile. Alcune grandi marche cominciano a dubitare del potere del marketing. Negli Stati Uniti le cose vanno meglio? «Anche da noi il settore soffre di invecchiamento precoce, ma non reagisce con energia a questa crisi. Le campagne pubblicitarie sono sempre più oniriche, con Celine Dion che canta i jingle per la Chrysler, ma i manager del settore mancano di una visione a lungo termine. Tutto il settore delle auto va riprogettato. Abbiamo a disposizione l´idrogeno, eppure continuiamo a puntare sul petrolio. Un manager dell´auto dovrebbe essere anche il responsabile del dipartimento della salute pubblica, una persona cosciente verso la società. I pubblicitari sanno che il consumatore merita più attenzione da parte delle industrie, ma i segnali che ci arrivano dai giovani, non vogliamo raccoglierli. Sono rimasto colpito dalla quantità di graffiti che ho visto sui muri di Milano, queste espressioni giovanili sono i veri poster delle città, che interpreto come richieste di un mondo diverso che i pubblicitari dovrebbero imparare a leggere».

Nell´avvento della ‘Hydrogen Economy´ ci saranno ancora il marketing e la pubblicità? «Bella domanda. La rivoluzione della società alimentata dalle energie alternative dovrà essere comunicata ai cittadini con strategie assolutamente inedite. Giornalisti, creativi, uomini dei media, dovranno accollarsi un compito difficile: la società del futuro darà ai singoli un potere straordinario. Prendiamo la pubblicità delle auto. Oggi, non avendo nessuna vera innovazione da comunicare, si concentra sui valori emotivi della guida, sul design. Ma quando saranno prodotti veicoli alimentati con fonti alternative il copione della pubblicità cambierà drasticamente».

Cosa pensa delle grandi marche sportive che producono una comunicazione spettacolare, ma poi producono in fabbriche orientali sfruttando il lavoro minorile? «E´ il vecchio problema del commercio, che nasce sempre prima delle relazioni umane, e di una vera etica industriale. La Nike, che dopo decenni di denunce ammette le sue responsabilità, potrebbe dare il via ad un atteggiamento più consapevole rispetto allo sfruttamento della mano d´opera infantile».

Internet, i blog, la possibilità di rispondere in maniera interattiva alle proposte commerciali, magari criticandole, metteranno in crisi il rapporto tra consumatore e marche? «Se la diffusione degli open source è l´incubo di Bill Gates, lo spettro che si sta agitando sui pubblicitari americani e sui loro costosi spot televisivi, è il videoregistrare DVR TiVo, che ‘pulisce´ la pubblicità inserita nei film e nei programmi, memorizzandoli su un hard-disk. Partito come un fenomeno marginale cresce in maniera esponenziale, e si calcola che alla fine del 2006 oltre 30 milioni di famiglie avranno in salotto la prodigiosa macchinetta».

Cosa consiglia alle aziende per raggiungere il consumatore senza opprimerlo? «Devono studiare seriamente le tecnologie. Ci sono negozi ipertenologici le cui vetrine toccate con le dita permettono di provare gli abiti in maniera virtuale, ci sono marciapiedi che diventano display luminescenti, e poi le grandi community di Internet che ben governate producono informazione commerciale molto gradita. Il problema delle nuove generazioni rispetto al web è che non sono disposte a pagare per ricevere servizi, sulla rete trionfa il peer to peer checché se ne dica».

Lei usa Internet per fare acquisti?
«Su Amazon, a volte, cerco libri introvabili in commercio, ma un bel giro dentro una libreria è un´emozione a cui non voglio rinunciare».

(di Gabriele di Matteo, Affari Finanza del 30/05/2005)

I SEGRETI DEL MARKETING NON-CONVENZIONALE IN ACCADEMIA – Milano, 20 giugno 05

Viral videos, real life product placement, guerrilla marketing, alternate reality games, ambient advertising, flash mobilization sono solo alcuni esempi delle tecniche di marketing non-convenzionali che stanno lentamente conquistando il riconoscimento degli addetti ai lavori.

Lunedì 20 giugno alle 18,30 all’Accademia di Comunicazione di Milano in via Savona 112 si terrà il seminario “Il marketing non-convenzionale e i mezzi alternativi di comunicazione”. Interverranno sul tema il sociologo
Michelangelo Tagliaferri, presidente di Accademia di Comunicazione, Fabio Vergani, marketing manager di TDK e gli esperti di marketing creativo Alex Giordano e Mirko Pallera che presenteranno NinjaMarketing.it, il primo blog/osservatorio dedicato al marketing non-convenzionale. 

Il seminario – che illustrerà le principali teorie e tecniche attraverso video ed esempi concreti -, si rivolge a marketing e product manager, strategic planner e account, media planner, cool hunter e giornalisti specializzati.

Per informazioni e accrediti

Annalisa Persia apersia@hdemia.it – tel: 02.230061

Mirko Pallera mirko@ninjamarketing.it – tel: 340.1812491

Agenzia si fa pubblicità con tecniche da strada

Un’agenzia dell’Ohio si è fatta pubblicità utilizzando tecniche di guerrilla marketing ad un seminario tenuto da Al Lautenslager, co-autore del libro “Guerrilla Marketing in 30 days”. I partecipanti al seminario, chiaramente professionisti interessati alle tecniche non-convenzionali, sono stati accolti da numerosi messaggi provocatori semplicemente scritti con dei gessetti colorati sui muri. In questo modo l’agenzia The Next Wave ha voluto dimostrare la propria creatività e soprattutto la capacità di creare campagne d’impatto a basso budget.

La riproduzione umana del logo dell'agenzia

Puoi leggere un libro sul guerrilla oppure...

Una foto dall'alto