La fascia di consumatori dai 18 ai 24 anni è ben definita da caratteristiche particolari: è notoriamente mediatizzata, utilizza moltissimo Internet e il cellulare. Per quanto riguarda le dinamiche di Word of Mouth Marketing inoltre, questi giovani non sono refrattari ai brand, anzi sono ben disposti a passare parola sui marchi che amano.
È questo uno dei risultati della ricerca “Giovani allo scoperto”, condotta da Synovate a giugno e luglio 2008.
Relativamente al brand engagement on line, il 28% degli intervistati ha parlato di un marchio in forum di discussione, il 23% ha messo contenuto brandizzato nel profilo instant messaging e il 19% lo ha aggiunto sulla home page del sito personale o sul proprio profilo in un social network.
Quasi la metà afferma di cliccare sull’advertising online e il 18% accede a informazioni su marchi o prodotti tramite portali. Quasi un quarto degli intervistati, negli ultimi mesi, ha caricato annunci su social network o video in siti on line.
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Come considerare il Word of Mouth, e soprattutto come pensarlo in una strategia di marketing innovativa? Il WOM è la nuova frontiera oppure un metodo come gli altri, è l’unico strumento veramente valido per diffondere i propri messaggi oppure ha grossi problemi nella sua gestione? In questo articolo mostreremo le due facce del WOM, evidenziando in primo luogo una seire di dati che Jenni Beattie ha messo insieme sulle virtù e l’importanza che ormai ha assunto il Word of Mouth in ogni processo di vendita on e off line. Nella seconda parte, posteremo un articolo di Michael Antman sui motivi a causa dei quali il word of mouth non funziona.
Partiamo con l’articolo della Bettie uscito su Fresch Cat:
“Se vi assalgono dubbi sul potere del word of mouth (WOM) prendete in considerazione quanto segue. Sono una serie di dati presi da riviste, agenzie, interventi di grosse personalità sulla bontà del passaparola nel marketing contemporaneo:

Brutta vita quella del marketer. Non assaporiamo nemmeno i primi primi freddi e già dobbiao pensare al Natale. Se inoltre conosciamo il valore sempre crescente delle promozioni di marketing del periodo delle vacanze, la cosa diviene fondamentale.
E con tutto l’entusiasmo che il social media marketing ha fatto nascere quest’anno, oggi è l’occasione giusta per utilizzare questo canale divertente e creativo per generare buzz sul vostro brand proprio durante le vacanze.
Che cos’è il social media marketing e perché dovremmo prenderlo in considerazione?
Viviamo in un epoca di relazioni sociali; probabilmente anche Scrooge avrebbe una pagina Facebook se fosse in giro oggi. Consultiamo i nostri amici per formare le decisioni che prendiamo ogni giorno. Che ne siamo coscienti o meno, i nostri coetanei influenzano ciò che mangiamo, ciò che indossiamo, ciò che guardiamo, ciò che leggiamo, dove navighiamo e, in modo particolare durante il periodo delle vacanze, ciò che acquistiamo.
Il Social media marketing utilizza gli strumenti online per sfruttare l’influenza sociale, guidando obiettivi selezionati di marketing e identificando individui particolarmente influenti.
Questi influenzatori possono agire come evangelisti del brand, diffondendo il vostro messaggio durante il periodo delle vacanze. Gli strumenti per la condivisione online massimizzano la capacità di contattare di ciascun potenziale influenzatore; esperienze condotte e offerte vi aiutano a controllare i messaggi che vengono condivisi e strumenti avanzati per la misurazione e l’ottimizzazione rendono il social media e le iniziative di word-of-mouth marketing più efficaci.
Per quanto riguarda le promozioni delle vacanze, un dato programma può guidare una serie di obiettivi di marketing, come allungare la lista “famiglia e amici,” con l’aumento delle vendite di cartoline regalo, ma può aiutare anche la performance dei vostri coupon delle vacanze, portando donazioni alla vostra organizzazione benefica preferita.

Conoscete la Ryder Cup? Beh, in effetti è una cosa che riguarda il golf e questo sport, se non sei miliardario e te lo devi far piacere per forza, non è tutto sto’ spasso. Sarebbe meglio una Coppa Davis o una cosa del genere per attirare di più gli utenti.
Ma la scelta del nome è ricaduta sulla Ryder Cup di golf e dobbiamo attenerci. La Ryder Cup è un torneo di golf che si svolge ogni due anni a partire dal 1927 fra la nazionale statunitense e la selezione dei migliori giocatori europei, di golf s’intende.
Questo per cominciare ad intendersi sui fatti.
Buzz Canuck, eminente riferimento americano per quanto riguarda il marketing non-convenzionale, ha creato la Ryder Cup of Word of Mouth, Buzz and Viral. Ha ripreso in pratica l’idea del torneo golfistico e ha stilato due formazioni, una statunitense e l’altra internazionale (non solo europea come per il torneo di golf), dei migliori siti e blog che hanno come tematiche principali i temi del passaparola online, le dinamiche del marketing virale e lo studio delle strategie usate dalle aziende per creare interesse e fedeltà verso i brand.
I blog che si fronteggiano sono 36 per parte e la lotta è acerrima.
La scelta di prendere in considerazione blog che trattano queste tematiche è ben spiegata dagli autori: “A differenza della maggior parte dei siti classici o dei blog dedicati esclusivamente alle nuove tecnologie e al marketing tradizionale, questi blog si sono distinti per la loro capacità di accompagnare l’utente nella comprensione delle campagne non-convenzionali, a partire dall’idea online e off-line, ed inoltre riconoscono l’importanza che le notizie diffuse e propagate sul web 2.0 hanno sull’immagine e la vita dei diversi brand.
Ci siamo accorti che la tematica del word of mouth è molto dibattuta e fortemente condivisa dai lettori ninja. L’articolo “L’influenza del word of mouth web nelle scelte di acquisto dei teenager”, con i dati Doxa e NovaQuant incrociati su questo tema è stato letto e commentato da molti utenti, come anche il post “Il ROI migliore o i vostri soldi indietro”, per il quale la discussione verteva sull’efficacia effettiva di questa forma di promozione web e le riflessioni di Seth Godin sulla difficoltà di attivare il passaparola.
La problematica da molti avanzata è: come misurare l’ampiezza del fenomeno e gli effettivi risultati del WOM per le aziende. Con questo post cercheremo di dare una risposta.
I visitatori che approdano a un sito tramite il word of mouth possono essere tra i migliori e più qualificati. Ma come fare a capire che il traffico sia realmente generato dal word of mouth? I risultati di PPC e SEO sono facilmente monitorabili, perchè si può individuare il traffico basato su specifici referrers o entry page (PPC).

Per dimostrare che il Word of Mouth funziona meglio di qualsiasi altro mezzo promozionale, l’Agenzia BzzAgent ha messo in campo una grossa scommessa.
Con il suo programma “Garanzia dell’impatto WOM”, lanciato a Maggio e valido per tutto il resto del 2008, BzzAgent invita qualsiasi brand marketer e partner della sua agenzia a partecipare ad una sfida nella quale BzzAgent e i partner dell’agenzia sosterranno una campagna di competizione.
Si costruiranno due strategie, una che riguarderà la promozione sui media tradizionali ed un’altra che si impernierà sul buzz telematico e sulle relazioni di WOM. La scommessa è che se BzzAgent non supera l’agenzia competitrice del 20% in 4 misure – conoscenza del marchio, opinione del consumatore,intento d’acquisto e vendite reali – l’agenzia rimborserà al marketer il costo della sua campagna word-of-mouth e i costi della misurazione.
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