
Sul posto di lavoro a volte i Social Network vengono visti come una distrazione da eliminare e bloccare attraverso dei filtri per evitare che i dipendenti diminuiscano la produttività.
Un interessante articolo di Wired afferma però il contrario: Facebook e Twitter migliorerebbero, infatti, la produttività dei lavoratori.
Il motivo sarebbe da ricondurre alla teroia secondo la quale navigare sul Web per svagarsi contribuisce a migliorare la concentrazione, in quanto brevi pause aiutano la mente a riposarsi e quindi a concentrarsi meglio.
Come dimostrano gli studi condotti da Brendan Koerner, infatti, è opportuno fermare il cervello di tanto in tanto, visto che in quei momenti in realtà la mente continua a lavorare sul problema, anche se inconsciamente.
In conclusione Social Media come Facebook e Twitter garantirebbero il giusto relax utile a concentrarsi e migliorare l’esito del proprio lavoro.
È possibile confondere la home page di un blog con la pagina iniziale di un social network che da poco ha festeggiato i 400 milioni di utenti? Il buon senso direbbe no. Ma la cronaca ci fa dire di si.
Partiamo da lontano: il buon vecchio digital divide prima o poi farà parte del passato. Un po’ come cantava Brian Molko, leader dei Placebo, nel lontanissimo 1998: “Since i was born i started to decay”. Da quando sono nato ho iniziato a morire. Per il web è lo stesso: il “divario digitale” (per gli amici DD), giorno dopo giorno si avvicina alla sua inesorabile fine, specialmente dal punto di vista culturale e sociale. Morale della favola: tutti sono su Facebook.
Interessante campagna di recruiting della sede di Dusseldorf della TBWA
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Facebook, il social network con il più alto numero di iscritti al mondo (ben 130 milioni) già da un po’ di tempo è diventato un fenomeno sociale: fa pubblicare libri, orienta alcune strategie di comunicazione politica, richiama analisi di scrittori, esperti e giornalisti, facendo versare loro fiumi e fiumi di inchiostro.
È una delle forme aggregative di massa più importanti emerse in quest’ultimo periodo sulla rete, riuscendo ad attirare utenti anche alle prime armi con l’informatica. Considerato l’emblema di una nuova era della comunicazione, che verte sui concetti di socialità globale, interattività ed estrema visibilità, Facebook è però snobbato dagli inserzionisti della rete, sempre meno disposti a spendere in pubblicità.

Per la prima volta dopo parecchio tempo sono riuscito a passare qualche vero giorno di vacanza in senso letterale: non ho pensato al lavoro, non ho pensato agli impegni di ricerca, non ho scritto questo post… addirittura sono stato in vacanza dalle vacanze di natale!!!
Si, spero non vi sarete incazzati se non ho risposto ai molti auguri di natale/capodanno che mi sono piombati addosso dalle più svariate piattaforme (mobile, mail, social network…). Da una sola cosa non sono riuscito ad andare in vacanza: dalla “social network mania”. Perfino mio padre (vecchio latinista 70enne) mi chiedeva del funzionamento di Facebook!
Un film di Tekla Taidelli – con la partecipazione di Club Dogo, Marracash, Vincenzo da Via Anfossi, La Pina, Ugo Conti.
Cosa c’è di meglio di un video virale per promuovere il nuovo formato widescreen di YouTube?
Appuntamento Sabato 20 marzo alle 11 al Teatro Capranica, invitati politici e Pirate Bay
La ricerca di e-marketer dimostra quanto ancora siano utilizzate le email, soprattutto dagli utenti dei social network
Un ambient trasforma il nastro bagagli in un flusso di lava in movimento
Mobili nelle stazioni della metro per Ikea
Per discutere assieme sul futuro della comunicazione i leader internazionali nel campo dell’economia, della ricerca e del marketing si incontreranno a Parigi il 22 e il 23 Marzo, in occasione della sesta edizione della Conferenza Marketing 2.0.