Ci siamo accorti che la tematica del word of mouth è molto dibattuta e fortemente condivisa dai lettori ninja. L’articolo “L’influenza del word of mouth web nelle scelte di acquisto dei teenager”, con i dati Doxa e NovaQuant incrociati su questo tema è stato letto e commentato da molti utenti, come anche il post “Il ROI migliore o i vostri soldi indietro”, per il quale la discussione verteva sull’efficacia effettiva di questa forma di promozione web e le riflessioni di Seth Godin sulla difficoltà di attivare il passaparola.
La problematica da molti avanzata è: come misurare l’ampiezza del fenomeno e gli effettivi risultati del WOM per le aziende. Con questo post cercheremo di dare una risposta.
I visitatori che approdano a un sito tramite il word of mouth possono essere tra i migliori e più qualificati. Ma come fare a capire che il traffico sia realmente generato dal word of mouth? I risultati di PPC e SEO sono facilmente monitorabili, perchè si può individuare il traffico basato su specifici referrers o entry page (PPC).
Il rapporto “sancito” tra i giovani, gli strumenti e i paradigmi della rete è ormai un dato di fatto inconfutabile. I dati parlano chiaro e le strategie di marketing che mirano a coinvolgere questo target e a far condividere risorse ed emozioni hanno successo e smuovono dal torpore questo segmento sociale “scafato” di fronte ad ogni proposta e offerta.
Negli ultimi anni la crescita dell’utilizzo di internet tra gli under 18 è stata molto forte, anche grazie al cambiamento delle modalità di fruizione che da passive e “subite” hanno spalancato la porta all’interattività e alla condivisione. Il Web 2.0 è una rivoluzione semantica fondamentale nell’approccio alle marche e ai prodotti delle nuove generazioni: la possibilità di coinvolgere in tutte le dimensioni aziendali e commerciali gli utenti/consumatori ha attecchito proprio grazie alla ricettività e alla apertura mentale dei giovani, capaci di prendere al volo l’opportunità di non essere più semplice audience da misurare, ma persone singole da emozionare. Un bel salto di senso nella definizione del consumatore giovane.
L’evoluzione del web in logica collaborativa ha tranciato la linea di demarcazione netta tra i fruitori e i produttori di contenuti e ha creato un ambiente “a incastro” dove è possibile avere più ruoli e muoversi in diverse posizioni.
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