L’antefatto: nell’aprile 2009 il blog “Altezzosa e poco loquace”, diario online della caustica Arianna Cavazza aka Sybelle, pubblica un post che critica aspramente un visual publicitario di John Ashfield (che possiamo ammirare in tutta la sua magnificenza nella foto qui sopra).
La pagina pubblicitaria è a dir poco imbarazzante, ma non è questo il punto.
Dopo qualche mese, tra i commenti al post, compare una testimonianza piuttosto velenosa, di un presunto ex dipendente (anonimo) che critica aspramente l’azienda in quanto spaccia i capi per abbigliamento prodotto in Inghilterra o Scozia, quando invece “la produzione vera e propria è fatta perlopiù in Bangladesh e relativi Stati, dove la manodopera costa un fico secco…“. E da qui inizia una sorta di dramma in salsa 2.0.
Ad ogni nuovo inizio è bene guardarsi indietro, fare un bilancio del positivo e trarne insegnamento per il futuro. Chi ha scritto le migliori pagine del marketing nel 2009? Dopo le classifiche del Los Angeles Times e di Marketing Magazine, proviamo ad immaginare una classifica dei marketing moments che hanno segnato il 2009 all’insegna della non convenzionalità. Ecco le campagne, i prodotti e i brand che nel giro di un anno sono diventati case histories, accompagnati dagli eventi e dai trend che hanno polarizzato i dibattiti sul marketing non convenzionale.

Come leader nella fornitura di software social networking, gli esperti della Telligent sono all’avanguardia nelle tecnologie avanzate del Web 2.0. Nel seguente articolo, discutono del modo in cui l’emergere del social networking sta modificando rapidamente il mondo del marketing. Un articolo perfetto per le nostre frontiere e per le ricerche di molti nostri lettori.
Premessa
La Forrester Research definisce il social networking come segue:
“Una struttura sociale nella quale la tecnologia conferisce potere alle comunità e non alle istituzioni.”

Pubblichiano un articolo di Paul Boutin, uscito su Wired e segnalatoci da Giacomo Bracci. Il tema dell’articolo è fondamentale per comprendere le dinamiche della comunicazione online contemporanea.
I vostri commenti sul pensiero di Boutin sono mai come questa volta importanti.
“State pensando di lanciare il vostro blog personale? Ecco un consiglio da amico: non fatelo. E se ne avete già uno, abbandonatelo.
Scrivere un blog oggi non è l’idea brillante di quattro anni fa. La blogosfera un tempo un’oasi poco rinomata di espressione di sé stessi e di pensieri intelligenti è stata inondata da uno tsunami di stupidaggini pagate. Giornalisti di secondo ordine e campagne marketing underground soffocano le voci originali di scrittori dilettanti. È quasi impossibile farsi notare eccetto che dai seccatori. E perché disturbarsi? Il tempo necessario ad elaborare una prosa blog tagliente e spiritosa è impiegato meglio esprimendovi su flickr, Facebook o Twitter.

Iniziamo oggi una piccola rubrica settimanale attraverso la quale cercheremo di analizzare in profondità il fenomeno Facebook e i suoi risvolti sempre più pregnanti per il mondo del marketing.
Promettiamo ai lettori che tutti questi dati e notizie verranno poi accorpate in un unico paper, che inseriremo tra i gadget, che farà il punto della situazione del fenomeno Facebook.
Iniziamo con un articolo di Liz Wolgemuth, tratto dal sito www.usnews.com
Buona lettura.
“È un peccato per quei ragazzi del college che si stanno preparando alla noia di lavorare in un ufficio dove le visualizzazioni dei profili online sono severamente limitate o non consentite. Non lo sanno che ci sono lavori che richiedono questo tipo di cose? Sempre più i datori di lavoro ricercano competenze di social networking e cercano di occupare posizioni che richiedono la frequenza giornaliera di Facebook. E non è tutto; alla Silicon Valley, la Sicurezza e la Commissione di Cambio, hanno appena iniziato ad utilizzare Twitter.
Ma questo non è solo un sogno. Il futuro di Facebook è adesso. Ecco i 7 impieghi migliori per un appassionato di Facebook:

Stavo tenendo un seminario che sarebbe durato tutto il giorno, quando una partecipante ha deciso di spedire una proposta di blogging al suo direttore con il suo Blackberry. Mi ha mostrato la risposta di due parole arrivata dopo 5 minuti:
“Non c’è tempo.”
Non è la prima volta che ho sentito introdurre questo argomento. Sono sicuro che non sarà l’ultima. Che sia un dirigente o un qualsiasi altro impiegato, se ha un senso per quell’individuo comunicare attraverso il blogging, il tempo non dovrebbe essere un problema. Ecco delle riflessioni per risolvere la discussione “non c’è tempo” .
Riallocazione delle risorse
Un dirigente con cui ho parlato si ricordò di aver ricevuto un comunicato dal consiglio d’amministrazione della sua società. Il consiglio ha contestato il tempo che questo direttore dedicava al suo blog. La sua risposta fu succinta: il tempo impiegato per comunicare in quel momento non era più di quello impiegato prima di intraprendere il blogging.
IL Blogging è un nuovo canale di comunicazione. Prima che i blog diventassero molto diffusi e accettati, i dirigenti si facevano bastare i mezzi di cui potevano disporre: teleconferenze, discorsi, mostre all’aperto, lettere, email e così via.
Molti dirigenti mi hanno detto che i blog sono più efficaci rispetto a qualsiasi altro tra questi strumenti per vari tipi di comunicazione. Quindi hanno sostituito l’uso di questi tipi di canali con il blogging. Inoltre, spendono lo stesso tempo di prima nell’esercizio del loro ruolo come responsabili della comunicazione per la società.

Mancano 28 giorni al Ob-Day, che per molti può essere epocale, per altri un passo in orizzontale dell’umanità (parodiando un altro successo commerciale americano), per altri ancora è e sarà la solita solfa che ci rimpinzerà di “Go U.S.A.” e missili poco intelligenti per i prossimi quattro anni.
Tra 28 giorni iniziano le elezioni presidenziali negli Stati Uniti e Obama contro McCain, o sempre più Biden contro Sarah Pahlin, è la sfida che tutti attendono con ansia, paura, fastidio e “non me ne frega un…”
Due blogger italiani hanno deciso di seguire l’intera campagna elettorale del candidato democratico, Barack Obama, e di riportare in Italia gli umori e le sensazioni del fantastico viaggio che i candidati fanno in tutti gli Stati Uniti alla ricerca dell’indeciso più indeciso di tutti, per convincerlo a forza di slogan orecchiabili e scandaletti esibiti. Che paese del cazzo l’America!
Nel progetto dei ragazzi di inviaggioconobama.com la prospettiva politica è dichiarata: “Il progetto inviaggioconobama è autoprodotto e finanziato dai contributi di chi come noi crede che questo è un appuntamento con la storia, racconterà tutte le tappe di un viaggio senza meta, se non quella di incontrare l’America che si muove per incontrare Obama. Un nuovo sogno americano, che adesso è anche nostro”.
Bel PSA per l’Ente Nazionale Protezione Animali
Contro le molestie sulle donne c’è una cosa da mettersi in testa!
Appuntamento Sabato 20 marzo alle 11 al Teatro Capranica, invitati politici e Pirate Bay
La ricerca di e-marketer dimostra quanto ancora siano utilizzate le email, soprattutto dagli utenti dei social network
Un ambient trasforma il nastro bagagli in un flusso di lava in movimento
Non sapete quanto impiega un uovo a cuocersi e come passare il tempo della cottura? Egg Watchers ha la risposta!
Per discutere assieme sul futuro della comunicazione i leader internazionali nel campo dell’economia, della ricerca e del marketing si incontreranno a Parigi il 22 e il 23 Marzo, in occasione della sesta edizione della Conferenza Marketing 2.0.
Tra i relatori saranno presenti esperti di aziende quali Google, Dell, Lufthansa, SAP e il Forum Mondiale dell’Economia, ma anche gli sviluppatori leader di Facebook e Youtube. Non mancheranno studenti dall’Università di Tel Aviv, giornalisti del The Guardian e Forbes Magazine e blogger dai blog tecnologici leader in tutto il mondo Techcrunch e Mashable.
Il prezzo per partecipare alla due giorni è di 980€ fino al 12 Marzo, di 1.480€ successivamente. Ma per voi lettori di Ninjamarketing è previsto uno sconto speciale del 10%.