Da quando il web è diventato 2.0, le community di consumatori hanno vissuto una rapida evoluzione.
Inizialmente la community è concepita come aggregazione spontanea intorno a un brand.
L’impresa tenta di promuovere tali aggregazioni per arricchire il valore della propria marca, che rimane però pertinenza del brand management interno all’azienda. I ranking internazionali dei brand mostrano che già in tale fase i brand associati a una community hanno un valore economico superiore ai brand privi di community.

Andy Sernovitz: co-fondatore e Presidente Emerito della Word of Mouth Marketing Association sarà tra i relatori del convegno organizzato dall’UPA, l’associazione delle aziende big spender in pubblicità
Questa è la vera notizia per noi Ninja rispetto all’annuale confronto tra aziende e agenzie che quest’anno si tiene all’Auditorium parco della Musica di Roma.
Credo che il fatto che il co-fondatore del Womma (NinjaMarketing è tra le prime e uniche realtà italiane ad essersi iscritta all’associazione americana del marketing del passaparola) sia stato inviato a parlare al summit organizzato dalle aziende big spender, possa essere considerato un significativo passo verso la legittimazione ufficiale della disciplina da parte del mercato italiano.

Non so se l’avete già letta da qualche altra parte questa vicenda, ma riportarla secondo noi è importante per capire come si può lavorare in sinergia con i propri dipendenti e magari creare amplificazioni di marketing fondamentali per il successo di una campagna o di una marca.
C’è un signore, Michael Weiss-Malik, discretamente normale (il che vuol dire oggi abbastanza brutto, ma questo non interessa o comunque è secondario per il discorso) che chiede a lume di candela alla sua morosa di sposarlo a breve. A questa prima proposta, chiamiamola “analogic” la morosa gli ha risposto di sì.
Non contento, il nostro eroe Michael ha deciso di rifare la domanda alla sua lei ma in un modo un po’ particolare, diciamo secondo una metodologia 2.0, e diffondere la notizia per l’intera rete. Come mai questa idea? Questo è oscuro, ma siamo venuti a conoscenza che Michael è un dipendente Google. E come può un dipendente Google chiederti di sposarlo (anche se è brutto) senza coinvolgere l’intero mondo web? Per adesso fermiamoci a questa spiegazione.
L’occasione per far scattare la proposta matrimoniale 2.0 è arrivata quando i vertici di Google hanno annunciato ai loro dipendenti che le automobili del servizio Street View, incaricate di fotografare le strade delle città americane, stavano per passare davanti alla sede di Mountain View.

Nella scia delle riflessioni-spunti geniali di Ampelio Bucci che abbiamo pubblicato su ninjamarketing qualche giorno fa, ecco un altro contributo importante per quanto riguarda la tematica nuova e appassionante del Marketing Mediterraneo, questa nuova frontiera del nostro lavoro che noi di Ninja stiamo definendo nelle sue linee programmatiche, promuovendo e contribuendo a diffondere in Europa.
Proprio per questo, lungi dall’autoreferenzialità, pubblichiamo altre riflessioni fondamentali riguardo al tema, quelle di Kiko Hattori Hanzo (al secolo Mirko Pallera, fondatore di Ninjamarketing).
A partire dalle parole e dalle analisi del maestro Bernard Cova, pensando alla pluralità che è nella vocazione e nel destino del Mediterraneo, refrattario a qualsiasi enfasi identitaria sia essa legata ad appuntamenti con il potere e il tempo.
Da qui le parole di Mirko:
“Qui nella hall del nostro piccolo Hotel in Montmartre mi fermo a riflettere su questi giorni francesi. L’occasione del viaggio è stata la 5° Giornata di Studi sul Marketing Mediterraneo, organizzata dal nostro amico Bernard Cova dell’EuroMed di Marsiglia. Ad alternarsi nell’arena circolare con megaschermi delle presentazioni, c’erano relatori da tre nazioni del mediterraneo: Francia, Italia e Turchia.
Le comunità e le tribù al posto del target.
Il consumatore che diventa consumattore e poi consumautore competente e creativo e infine consumatore.
La società post-moderna impone agli uomini di marketing e di comunicazione un cambio radicale delle modalità di approccio.
Le inserzioni pubblicitarie sono cliccate in media da 20 utenti su 10mila, dice Business Week: ma solo da 4 su 10mila nelle pagine dei social network come Facebook e MySpace.
Perchè?
Evidentemente, quando usano i social network, le persone sono più orientate a collegarsi con gli amici che a farsi distrarre dai messaggi commerciali.
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Per discutere assieme sul futuro della comunicazione i leader internazionali nel campo dell’economia, della ricerca e del marketing si incontreranno a Parigi il 22 e il 23 Marzo, in occasione della sesta edizione della Conferenza Marketing 2.0.