Cari ninja, volevo ragionare un po’ con voi sull’atteggiamento di Windows & Co. verso i social network e più in generale cercare di riprendere i fili delle trame che li riguardano.
Mentre Apple conta su una comunità di fan tra le più forti in assoluto (peraltro gestita interamente dal basso) ed è impegnata a litigare con Google sulla sua presunta scorrettezza nell’immettersi sul mercato del mobile, Windows sembra volersi spingere sempre più verso il lato social.
Ma come si è arrivati a questo?
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Una volta sul giunti su Chatroulette e premuto il tasto “start” non si può più tornare indietro.
Ci troveremo catapultati istantaneamente in un universo parallelo dove ci si presenterà dinanzi un campionario di tipi umani che mai avremmo sognato di incontrare nella nostra vita: chitarristi sgangherati, jedi con tanto di spade laser, uomini gatto, simpatici burloni e soprattutto pervertiti.
Ma cosa è di preciso Chatroulette?
È possibile confondere la home page di un blog con la pagina iniziale di un social network che da poco ha festeggiato i 400 milioni di utenti? Il buon senso direbbe no. Ma la cronaca ci fa dire di si.
Partiamo da lontano: il buon vecchio digital divide prima o poi farà parte del passato. Un po’ come cantava Brian Molko, leader dei Placebo, nel lontanissimo 1998: “Since i was born i started to decay”. Da quando sono nato ho iniziato a morire. Per il web è lo stesso: il “divario digitale” (per gli amici DD), giorno dopo giorno si avvicina alla sua inesorabile fine, specialmente dal punto di vista culturale e sociale. Morale della favola: tutti sono su Facebook.
Un’intervista a Tomy Pelluz, uno dei guru dei social network made in Spain. Già Design & Communication Lead di Neurona.com, famoso social network per professionisti, tradotto anche in italiano, che contava oltre 1 milione e mezzo di utenti, venduto poi ai tedeschi di Xing per una cifra pari a oltre 7 milioni di euro, secondo voci di corridoio. Tomy resta una tomba a riguardo, come da accordi presi.
La chiacchierata verte sul nuovo progetto interessantissimo, Qapacity, di cui è fondatore assieme a Julián Lerer, già CCO di Neurona, sul suo approccio attivo e ribelle rispetto al controllo delle informazioni su Internet e la sua visione dei social network e della loro evoluzione.
È emerso negli ultimi anni un fenomeno che inizia ad acquistare una particolare rilevanza in termini di brand communication. Si tratta della creazione e della diffusione di video tutorial di ogni genere, facilitate da una tecnologia sempre più user friendly, dall’affermarsi dei portali di videosharing e dalla voglia di condividere le proprie competenze con la massa.
Questo fenomeno sembra però aver trovato ampia declinazione soprattutto nell’ambito del make-up, dei suoi prodotti e delle sue tecniche.
Passiamo quindi in rassegna i diversi sforzi che i make-up brand stanno compiendo in questa direzione.
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Il collettivo Freaknet Media Lab di Catania ha sviluppato un sistema di routing sperimentale, chiamato Netsukuku, che l’Unesco ha definito come un’innovazione capace di risolvere il problema del “digital divide”. un sistema autonomo, anarchico e libero, che rappresenta una vera e propria rivoluzione per come, finora, abbiamo conosciuto il web. Certamente tutto ciò non può non comportare delle riflessioni, che ci piacerebbe fare insieme…
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Sempre più celebrità usano Twitter per comunicare coi loro fan. Ma a volte esagerano e non solo quando pubblicano le foto della loro vita privata, ma soprattutto quando gli attori di Hoollywood spifferano dettagli sulle trame e sulle sorti dei personaggi di film e telefilm a cui stanno lavorando.
E’ così che le case cinematografiche hanno deciso di prendere seri provvedimenti. Quali? inserire delle clausole nei contratti che vietano l’utilizzo dei Social Media agli attori durante le riprese di un film.
Quale rapporto intercorre tra Creatore e Creatura? Tra User e il proprio Avatar? Quale il transfer? L’argomento è stato analizzato durante l’incontro, presso la libreria Ubik Napoli, con lo scrittore Claudio Forti, autore del romanzo ambientato in Second Life, protagonista del terzo appuntamento con Sentieri Digitali, la rassegna di cultura digitale, iniziativa di start-up del primo Osservatorio regionale sulle Culture Digitali progettoCampania2.0.
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