Il vincitore degli Academy Awards come migliore documentario è stato The Cove (Louie Psihoyos – 2009), un lavoro di denuncia sulla caccia ai delfini in alcune zone del Giappone.
Lo scopo, però, non era meramente enunciativo quanto piuttosto attivo. E quale palcoscenico migliore per avere visibilità se non quello degli Oscar (vedesi protesta di Marlon Brand nel 1973 e discorso della squaw inviata in sua vece)?
Durante la cerimonia, infatti, l’attivista Ric O’Barry è salito sul palco con un cartello recante la scritta “Text DOLPHIN to 44144”. (continua…)
L’antefatto: nell’aprile 2009 il blog “Altezzosa e poco loquace”, diario online della caustica Arianna Cavazza aka Sybelle, pubblica un post che critica aspramente un visual publicitario di John Ashfield (che possiamo ammirare in tutta la sua magnificenza nella foto qui sopra).
La pagina pubblicitaria è a dir poco imbarazzante, ma non è questo il punto. Dopo qualche mese, tra i commenti al post, compare una testimonianza piuttosto velenosa, di un presunto ex dipendente (anonimo) che critica aspramente l’azienda in quanto spaccia i capi per abbigliamento prodotto in Inghilterra o Scozia, quando invece “la produzione vera e propria è fatta perlopiù in Bangladesh e relativi Stati, dove la manodopera costa un fico secco…“. E da qui inizia una sorta di dramma in salsa 2.0.
Costruire false piste narrative e creare universi finzionali intorno ai film non è necessariamente una strategia promozionale vincente.
Gli utenti sono sempre più esperti e sembrano riscuotere più successo le iniziative che implicano un coinvolgimento diretto nella stessa filiera produttiva.
Da The Blair Witch Project a Il Quarto Tipo, passando per Paranormal Activity ed Hot Tube Time Machine: fenomenologia delle strategie non convenzionali.
Il “digital divide” può essere trasformato in una sorta d’alfabetizzazione informatica, nell’abbattimento di quelle barriere sociali che facilmente potrebbero interporsi tra giovani ed anziani d’oggi.
Oggi, i nostri nonni sono in grado di viaggiare on line, di condividere loro pensieri, la loro grande ed ammirabile esperienza, tramandandola anche attraverso la Rete, per renderla importante ed immortale, dando la più assoluta efficacia alla massima latina “verba volant, scripta manent”.
A titolo esemplificativo basti prendere in considerazione la campagna virale fatta per il sito Nuok.it, piattaforma in cui l’estro tutto italiano delle menti creative, emigranti made in italy, o potenziali tali, si incontra virtualmente al fine di condividere esperienze, sensazioni ed ambizioni sulla ridente metropoli americana.
Il marchigiano Der Doctor Guerrilla invece di mandare in giro il suo curriculum si è letteralmente fatto a pezzi per la ricerca di un lavoro.
Cervelli, cuori, fegati e mani sanguinolenti sono così arrivati – con un incarto da macelleria – presso molte agenzie.
Come si può non credere nel potenziale del guerrilla marketing?
Conoscete i flash mob, cioè quegli eventi di brevissima durata che coinvolgono un ampio numero di persone?
Ecco, a Milano si terrà il primo flash swapping: un flash mob dedicato allo scambio (lo swap) di oggetti che per voi rappresentano la cultura.
Potete portare quello che volete, anzi su Facebook trovate già le foto di ciò che scambieranno gli altri!
Non ci credete?
The Infuencers 2010 non ha un tema. È un think-tank. Rappresenta un invito a pensare, un momento per fermarsi e guardare cosa sta avvenendo e dove stiamo andando, attraverso le nuove frontiere dell’arte, dell’intrattenimento e della comunicazione, che diventano lenti per leggere il mondo di oggi.
È stata un’edizione sovversiva, incentrata su temi forti quali la libertà di espressione, l’economia sostenibile, il cambiamento climatico e soprattutto la responsabilità di tutti noi di essere informati. E di agire.
Il team creativo di Diesel e la londinese Anomaly hanno creato una innovativa filosofia: “be stupid“ è il nuovo imperativo del noto marchio di abbigliamento di origine italiana.
Ed è subito virale.Con più di 40 poster, un video manifesto iper accattivante (le musiche sono dei White Stripes) ed una serie di eventi tra cui il recente party di inizio campagna al Bread & Butter di Berlino, il fashion brand si impone ancora una volta all’attenzione di tutti.
Il rovesciamento dei valori canonici, infatti, passa non solo attraverso una serie di immagini, ma soprattutto attraverso un geniale elenco di frasi che osannano la filosofia della stupidità in vari contesti.
Il Premio Marketing è un concorso a cui possono partecipare tutti gli studenti delle facoltà d’Italia per risolvere un caso di marketing.
Arrivato alla XXI edizione, ha l’importante merito di mettere gli studenti di fronte ad un problema concreto al fine di stimolare l’applicazione sul campo delle conoscenze acquisite nel corso degli studi, chiarire dubbi e colmare lacune su aspetti assimilati ma non compresi correttamente.
Un valido modo quindi per avvicinare il mondo accademico e il mondo d’impresa, troppo spesso distanti e incapaci di dialogare in una logica win to win
Ricordate quando a scuola essere chiamati alla lavagna equivaleva a un supplizio?
Oggi è la lavagna che viene da noi e ci insegna come cavarcela nella vita.
Date un’occhiata a Surviving the world e ne diventerete dipendenti…noi l’abbiamo analizzato più da vicino con le nostre tecniche ninja!
L'iniziativa è riuscita a generare un forte newsmaking su media tradizionali
Toshare.it riassume i punti salienti dell'incontro
Glow dà un valore sociale allo status emozionale: basta valutare il proprio umore con delle stellette e questo sarà geotaggato su una mappa mondiale...come si sente la Rete oggi?
Mobili nelle stazioni della metro per Ikea
Per discutere assieme sul futuro della comunicazione i leader internazionali nel campo dell’economia, della ricerca e del marketing si incontreranno a Parigi il 22 e il 23 Marzo, in occasione della sesta edizione della Conferenza Marketing 2.0.