Il vincitore degli Academy Awards come migliore documentario è stato The Cove (Louie Psihoyos – 2009), un lavoro di denuncia sulla caccia ai delfini in alcune zone del Giappone.
Lo scopo, però, non era meramente enunciativo quanto piuttosto attivo. E quale palcoscenico migliore per avere visibilità se non quello degli Oscar (vedesi protesta di Marlon Brand nel 1973 e discorso della squaw inviata in sua vece)?
Durante la cerimonia, infatti, l’attivista Ric O’Barry è salito sul palco con un cartello recante la scritta “Text DOLPHIN to 44144”. (continua…)
È possibile confondere la home page di un blog con la pagina iniziale di un social network che da poco ha festeggiato i 400 milioni di utenti? Il buon senso direbbe no. Ma la cronaca ci fa dire di si.
Partiamo da lontano: il buon vecchio digital divide prima o poi farà parte del passato. Un po’ come cantava Brian Molko, leader dei Placebo, nel lontanissimo 1998: “Since i was born i started to decay”. Da quando sono nato ho iniziato a morire. Per il web è lo stesso: il “divario digitale” (per gli amici DD), giorno dopo giorno si avvicina alla sua inesorabile fine, specialmente dal punto di vista culturale e sociale. Morale della favola: tutti sono su Facebook.
È emerso negli ultimi anni un fenomeno che inizia ad acquistare una particolare rilevanza in termini di brand communication. Si tratta della creazione e della diffusione di video tutorial di ogni genere, facilitate da una tecnologia sempre più user friendly, dall’affermarsi dei portali di videosharing e dalla voglia di condividere le proprie competenze con la massa.
Questo fenomeno sembra però aver trovato ampia declinazione soprattutto nell’ambito del make-up, dei suoi prodotti e delle sue tecniche.
Passiamo quindi in rassegna i diversi sforzi che i make-up brand stanno compiendo in questa direzione.
Avete mai provato ad “ibridare” il vostro volto con quello di una banconota? E’ questo il principio di Moneyface, che sembra essere il meme numero 1 del 2010. In origine si trattava di una iniziativa lanciata attraverso vari forum di discussione nel maggio 2008. L’idea era semplice: bastava creare e fotografare volti “ibridi” che mettessero insieme parte del proprio viso e parte dei visi stampati sulle banconote. Questo inizio 2010 ha segnato un’ulteriore crescita del fenomeno – complici la facilità di realizzazione e diffusione – arrivando ad essere dunque il meme numero 1 dell’anno.
Può essere “twittato” un libro? 140 frasi da 140 caratteri per parlare di microblogging. E’ l’idea è di Michele Polico, web marketing adviser ed appassionato di rilevazione della reputazione online. Un esperimento che utilizza la sintesi e l’immediatezza tipiche di questo medium, per capire cosa le aziende possono fare (e soprattutto non fare) con questo social network in continua espansione.
Divertire con grafici e tabelle? Sì può, anzi, si deve. È quanto sostiene Mark Drapeau, professore della George Washington University, nel suo articolo “5-minute citizen engagement plan”. Evidenziando l’inutilità di presentarsi in maniera troppo seriosa e burocratica, Drapeau suggerisce alle istituzioni di rendere più appealing i loro dati per incuriosire i cittadini. Perché la chiave per favorire il dibattito pubblico su tematiche istituzionali è “agevolare il coinvolgimento”.
In Italia, si sa, spesso le elezioni sono a giugno. E, quando c’è bel tempo, per molti è una rottura rientrare anticipatamente dal mare per chiudersi nella cabina elettorale. Con conseguente turnout del voto, a volte legato anche alle condizioni meteo. Cosa succederebbe se si potesse votare il proprio candidato utilizzando l’iPhone o una wi-fi rubata al vicino di sdraio sul bagnasciuga? Se l’idea vi sembra fantascientifica, è pur vero che notevoli sono gli sviluppi dell’e-evoting. Ovvero del’utilizzo, nelle elezioni o referendum, “di mezzi elettronici almeno nella fase di voto”. Facendo la fatidica X nei modi più disparati: in postazioni (kiosk), via Internet, al telefono, con schede perforate o sistemi a scansione ottica.
Domani è il Blog Action Day, mobilitazione di un giorno in cui i blogger postano su uno stesso tema: quest’anno, il cambiamento climatico. Possono aderire all’iniziativa i blogger da ogni angolo del pianeta, lanciando discussioni sul tema del cambiamento climatico. Come fare? Register, promote, take action: sono i tre passi da fare. E poi, portare al centro della blogosfera il nostro pianeta. Bistrattato, surriscaldato, inquinato. In ogni caso, riportato dai blogger al centro dell’attenzione.
Vi piacerebbe decidere con un click se costruire un’autostrada, migliorare un ospedale o sviluppare una nuova linea della metro? In Australia si può: si chiama e-participatory budgeting ed è la nuova frontiera della e-participation. A essere coinvolti sono i cittadini del distretto elettorale di Heathcote che, grazie all’iniziativa di un parlamentare locale, Paul Mc Leay, oggi votano su internet i lavori pubblici che vorrebbero vedere realizzati. Rifare le porte di una scuola o portare l’elettricità in un centro per anziani. La spesa pubblica, in Australia, diventa più partecipata grazie al web. I residenti scelgono come migliorare la propria comunità e gli amministratori responsabilizzano la cittadinanza nelle scelte di bilancio: un’interessante prospettiva. Il precedente? Porto Alegre. E il successivo?
What would you do if you had to choose between renewing a school’s doors, bringing electricity to an old people’s home or repairing a public car park? This is what citizens of Heathcote in South Australia are being asked. In fact, a local MP, Paul McLeay, has recently started an interesting e-participatory budgeting initiative. That [...]
L'iniziativa è riuscita a generare un forte newsmaking su media tradizionali
Toshare.it riassume i punti salienti dell'incontro
Glow dà un valore sociale allo status emozionale: basta valutare il proprio umore con delle stellette e questo sarà geotaggato su una mappa mondiale...come si sente la Rete oggi?
Mobili nelle stazioni della metro per Ikea
Per discutere assieme sul futuro della comunicazione i leader internazionali nel campo dell’economia, della ricerca e del marketing si incontreranno a Parigi il 22 e il 23 Marzo, in occasione della sesta edizione della Conferenza Marketing 2.0.