Mobilità

SoftBank si allea anche con Toyota per produrre auto autonome (condivise)

La compagnia giapponese firma una partnership per la nascita di Monet (mobility network), società creata per sviluppare nuovi servizi di mobilità

L’accesso alle chiavi dell’auto autonoma e più in generale alla mobilità del futuro sta assumendo i contorni di una corsa. Ieri abbiamo parlato di Honda Motor che vuole investire 2,75 miliardi di dollari (2,38 miliardi di euro) in GM Cruise Holdings, la divisione del produttore americano di auto General Motors dedicata alla guida autonoma (dopo un precedente investimento di SoftBank). Oggi al centro della scena c’è Monet (che sta per Mobility Network), azienda nata dall’accordo (una joint venture) tra SoftBank, appunto, e Toyota, per accelerare lo sviluppo di nuovi servizi di mobilità (che nascerà ufficialmente ad aprile 2019), con particolare attenzione all’automobili autonome, on demand, elettriche ovviamente e condivise. “In Giappone, non è facile testare auto autonome su strade pubbliche – ha detto Junichi Miyakawa, il manager di SoftBank che guiderà la nuova società che sarà controllata al 50,25% da SoftBank e al 49,75% da Toyota – ma vogliamo contribuire a creare le condizioni perché questi veicoli diventino realtà, introducendo servizi di mobilità su richiesta”.

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Toyota

Il business model di Monet – credits www.softbank.jp

La sfida del secolo

Le aziende giapponesi investiranno un capitale iniziale complessivo di 15 milioni di euro che, successivamente, sarà incrementato a 75. Toyota e SoftBank intendono produrre il primo veicolo dotato di guida senza conducente entro il 2020 usando la piattaforma e-Palette.  Secondo il presidente di Toyota, Akio Toyoda, questa “è la sfida del secolo” e il gruppo, con il percorso lanciato, potrà trasformarsi da “un produttore di auto a una compagnia di mobilità”.