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5 consigli per fare Personal Branding in modo intelligente

Come incrementare le proprie capacità di self-promotion prendendo spunto dal mondo dei social

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Il Personal Branding è diventata un’attività di comunicazione e promozione sempre più utile, ed è per questo necessario farla bene! Molte delle attività promozionali da cui siamo bombardati ogni giorno sui social portano con sé dei piccoli insegnamenti da cui trarre spunto per perfezionare le proprie capacità di auto-promozione.

Ecco 5 trucchi per auto-promuoversi in modo intelligente e non spocchioso, noioso o irritante.

1. Essere consapevoli di se stessi

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I micro-influencer convincono più dei top

Essere consapevoli di se stessi significa capire come inserirci e muoverci in una conversazione: quali gesti fare e quali parole dire per essere convincenti, ad esempio. Sostanzialmente, significa essere empatici, pensare alla percezione che l’altra persona può avere di noi e fare in modo che coincida con quello che vogliamo mostrare. Alcuni hanno un talento naturale ma, a parte queste eccezioni, è molto difficile trovare il giusto modo per far sì che l’immagine che diamo di noi coincida con quella che effettivamente vorremmo. A quanti sarà capitato di sentirsi dire: “Non avrei mai detto che fossi così!”… ecco.

L’auto-promozione è un’arte sottile: bisogna iniziare con delicatezza, senza mai dare l’impressione di volersi promuovere a ogni costo. Tutto si basa sulla capacità di costruire relazioni, ascoltare gli altri, intrattenerli e, solo laddove risulta appropriato e rilevante, introdurre qualche nozione strategica sul proprio conto.

Essere spocchiosi e boriosi non ripaga mai. Pensiamo ai micro-influencer di Instagram, che rappresentano uno dei maggiori trend di questo 2018 in termini di Digital PR: i top influencer e il loro parlarsi addosso ostentando una vita perfetta suscita ancora un indubbio fascino, tuttavia pare che gli utenti siano, sempre di più, disposti a interagire con i contenuti di persone (e non personaggi) con una vita percepita come più autentica, ritratta con contenuti di qualità sia dal punto di vista visivo sia emozionale.

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2. Promuovere gli altri

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LinkedIn come ottimo esempio del dare per ricevere

Dare per ricevere, dicono. Promuovere l’operato di altri ci fa apparire delle persone positive e questo invoglia maggiormente chi ci circonda a voler “ricambiare il favore” parlando a sua volta bene di noi. Essere generosi e condividere pubblicamente il successo degli altri è un’azione positiva da cui sicuramente trarrete vantaggio.

Pensiamo ad esempio alla condivisione dei successi professionali dei nostri attuali o ex colleghi e alla conferma delle loro competenze su LinkedIn: si tratta di piccoli gesti gratificanti che darà un incentivo agli altri di fare lo stesso con noi e, si sa, ricevere dei riconoscimenti da chi ha lavorato con noi è il modo migliore per farsi notare su LinkedIn.

LinkedIn agevola in modo particolare questo tipo di azioni, informandoci quando qualcuno trova un nuovo lavoro o festeggia un anniversario presso la stessa azienda, invitandoci a congratularci con lui.

3. Chiedere alle persone di promuoverci

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L’importanza dei credits

Se proprio non riusciamo a scrivere fiumi di caratteri o pagine intere di blog su noi stessi proviamo a chiedere ad altri di farlo! Ad esempio, se stiamo lavorando a un progetto insieme ad altre persone, potremmo chiedere loro di postare qualcosa a riguardo sul proprio profilo, taggandoci. Vedere che qualcuno abbia speso parole positive sul nostro conto, spesso, agli occhi degli esterni, dà al nostro lavoro un valore ancora superiore!

Se siamo parte di un’azienda o un’agenzia, ad esempio, il fatto che il nostro nome appaia tra i credits di un determinato progetto avvalora la nostra figura professionale. Tutte le aziende dovrebbero dare questo tipo di riconoscimento ai proprio dipendenti, al fine di fidelizzarli, trasmettergli un senso di appartenenza all’azienda e, di conseguenza, aumentarne la produttività.

4. Risultare sempre interessante

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Le marchette non convincono più

Nessuno ha voglia di sentire tutta la storia della nostra vita, per quanto interessante possa essere. Per essere davvero interessanti dobbiamo essere coincisi e d’impatto, selezionando quali parti di una storia siamo certi susciteranno una reazione da parte di chi ci ascolta e tralasciando tutto il resto.

In generale, lo storytelling vincente (e avvincente) è quello che ci trasmette un’emozione, che si tratti di una risata di gusto o amara, di un sorriso sarcastico o di un accenno di commozione. L’unica regola è preservare sempre la propria umanità, nella perfezione del suo essere imperfetta.

Ogni content strategy dovrebbe partire da qui: sui social le “marchette” non piacciono. Siamo abituati alla finzione della televisione, al buonumore forzato dei presentatori e al tono di chi fa televendite: sappiamo bene che ogni spot che passa in TV è pilotato dagli obiettivi del reparto marketing di una qualche azienda, e anche sui social è così, tuttavia su questo territorio (in cui il dialogo tra brand e utente è un dialogo tra pari) abbiamo ancora la possibilità di personificare il nostro brand a tal punto dal far percepire ogni suo messaggio promozionale come il suggerimento di un amico.

A quel punto, sta a noi capire che tipo di amico vogliamo essere: quello che c’è sempre, è sempre stato al nostro fianco e sempre lo sarà (love brand come Star o Coca Cola) o quello un po’ burlone e brillante che ci strappa sempre un sorriso (Ceres o Taffo G&C Onoranze Funebri: brand top of mind).

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5. Preservare la propria autenticità

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Stay authentic

Fare self-promotion comporta la trasmissione di messaggi positivi, tuttavia è fondamentale essere onesti e autentici: ammettere i propri limiti significa avere una certa dose di auto-consapevolezza e, talvolta, risulta più efficace rispetto al fingere che tutto proceda secondo i piani. Siamo umani, ognuno di noi ha punti di forza e di debolezza, condividere anche questi ultimi ci fa apparire più sinceri agli occhi degli altri e, di conseguenza, li spinge a riporre in noi la loro fiducia.