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Cos’è il design thinking e come funziona, spiegato con un esempio concreto

Il caso di Swipe Sense ci aiuta a capire meglio come applicare questo metodo di progettazione nato in Silicon Valley

Nicola Mattina
Nicola Mattina

Docente Digital Product Design

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    Il design thinking è un metodo per progettare prodotti e servizi ideato nella Silicon Valley da una delle più importanti agenzie di design del mondo: IDEO. Viene impiegato da designer e imprenditori ed è alla base del successo di numerosissimi prodotti in tutti i settori. È basato su due principi semplici e intuitivi:

    1. per ideare un prodotto di successo è necessario comprendere gli obiettivi delle persone che lo compreranno (che cosa hanno bisogno di fare? quali sono le circostanze e i vincoli in cui useranno il prodotto?);
    2. il modo migliore per capire se si sta lavorando al progetto giusto è costruire dei prototipi e fare tanti esperimenti con gli utenti.

    È un metodo estremamente pratico, quindi il modo migliore per spiegarlo e farlo vedere in azione. Online, esistono molte case history interessanti. Ne ho scelte tre: in questo articolo parleremo di SwipeSense; nelle prossime due settimane parleremo di Good Food e di Nordstrom.

    Design thinking

    Credits: Depositphotos #33319755

    Swipe Sense: come incoraggiare il personale degli ospedali a lavarsi le mani

    Secondo i Centers for Disease Control and Prevention, un’agenzia federale degli Stati Uniti, oltre 2 milioni di americani contraggono infezioni mentre sono in ospedale, generando costi per oltre 30 miliardi di dollari all’anno a carico del sistema sanitario americano.

    Gli esperti concordano: il semplice miglioramento delle abitudini di lavaggio delle mani del personale sanitario potrebbe prevenire molte di queste inutili infezioni. Il problema è che medici e infermieri si lavano le mani meno del necessario e, in molti casi, il monitoraggio di questa attività è ancora fatto manualmente con carta e penna.

    Per capire perché la compliance fosse così bassa, nel 2012 Mert Iseri e Yuri Malina hanno passato alcune settimane a osservare il personale medico del North Shore University Health System prendendo nota dei loro comportamenti con l’obiettivo di ideare delle soluzioni. Intenzionati a creare un prodotto da vendere agli ospedali per incoraggiare il personale a lavarsi le mani con maggiore frequenza, fondarono SwipeSense e ingaggiarono IDEO. Avendo osservato a lungo gli utenti, decisero di partire proprio da un gesto che avevano notato molte volte: tanti medici si asciugavano le mani direttamente sui camici. Iniziarono quindi a lavorare a un dispositivo personale per detergere le mani: un piccolo dispenser di disinfettante in gel che poteva essere azionato con il semplice sfregamento di una rotellina.

    design thinking 1

    I founder continuarono a lavorare sul progetto, producendo prototipi su prototipi e testandoli con gli utenti continuamente. Man mano che andavano avanti, continuavano ad aggiungere pezzi a un puzzle: attraverso decine di iterazioni, il semplice dispenser divenne una soluzione digitale in grado di monitorare ogni singolo lavaggio.

    design thinking 2

    Non si può non notare che l’idea di partenza (un dispenser da attaccare al camice) e quella commercializzata attualmente dalla società (un sistema integrato di monitoraggio) sono radicalmente diverse. Non deve stupire. Infatti, il processo di design thinking usato da Iseri e Malina ha permesso loro di imparare e sviluppare idee sempre migliori.

    Osservando gli utenti, il team ha sviluppato il prototipo di un device che si basava sull’azione “swipe to squeeze”. Andando avanti per iterazioni successive, sono arrivati a progettare un sistema che fosse in grado di fornire anche dati di tutte le volte che gli utenti pulivano le mani. In ogni fase, le domande sono cambiate e con esse anche lo scopo del progetto. In definitiva, non si trattava solamente di disinfettare le mani, ma di fornire all’ospedale un modo per monitorare e gestire l’intero processo.

    Design thinking, il metodo della continua evoluzione

    «È un metodo che ti fa andare un po’ avanti e un po’ indietro. Devi essere abbastanza umile da sapere che la tua prima idea probabilmente fa schifo», racconta Iseri. «Il lavoro non è finito finché non hai risolto il problema. Ma, allo stesso tempo, non c’è un momento in cui ci sia una versione finale perché l’universo è in continua evoluzione e dovremo sempre rendere il nostro prodotto più efficace».

    Se volete farvi un’idea su come funzione il design thinking e quale può essere il suo valore per la vostra attività imprenditoriale, ho creato per Ninja Academy un corso di un’ora che include anche un’esercitazione pratica che vi permetterà di provare praticamente metodi e strumenti.

    Scritto da

    Nicola Mattina

    Docente Digital Product Design

    Docente all’Università Roma Tre per la cattedra di Digital Product Design, co-fondatore di Stamplay, e consulente su temi di innovazione e product management per startup, ... continua

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