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Con queste startup puoi guadagnare con la tua casa mentre sei in vacanza

Che puoi affittare la tua casa online probabilmente già lo sai, ma grazie a queste startup puoi farlo senza essere fisicamente presente

Le vacanze sono arrivate e anche quest’anno una quota sempre maggiore di persone che partono per una località o per un’altra non si affidano agli hotel per trascorrere il proprio soggiorno, ma vanno ad abitare nella casa di qualcun’altro. Esatto, in tanti utilizzeremo uno dei portali di affitti brevi che oggi popolano il web, primo fra tutti il colosso americano Airbnb.

Secondo recenti ricerche, i centri storici delle principali città italiane si stanno airbnbizzando: quasi il 20% delle case dentro le mura di Firenze, ad esempio, è in affitto, il 25% a Matera, l’8% a Roma, il 9% a Venezia. Ma come fare ad affittare casa in questo modo senza rinunciare a vivere (o alle proprie vacanze)?

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affitti brevi

Il popolo degli affittuari brevi: un nuovo mestiere?

Molte persone che si sono lanciate in questo business hanno investito un gruzzoletto in una casa in buona posizione in cui non vivono, ma che tengono invece solo come fonte di reddito. Altri, i più social, affittano quella stanza in più che non hanno mai usato, ma la maggior parte delle persone usa gli affitti brevi come piccola fonte di guadagno quando non è a casa.

Con qualunque opzione, affittare su Airbnb diventa sempre più un lavoro: bisogna tenere la casa sempre in ordine, cambiare lenzuola e asciugamani, fare le pulizie, ricordarsi chi ha affittato quando e su quale portale (per i più navigati che sfruttano davvero tutte le possibilità di guadagno offerte del web), essere presenti per il check-in e il check-out.

In effetti, la necessità per l’affittuario di essere fisicamente presente nelle fasi iniziali e finali del soggiorno rende spesso difficile per chi vorrebbe affittare farlo nei periodi più remunerativi: quelli delle vacanze. Ad agosto, quando la maggior parte delle città si svuotano dai residenti che fuggono al mare, ad esempio, ma si riempiono di turisti stranieri in cerca di alloggio per qualche giorno. E che si fa? Si rimane in zona solo per poter guadagnare qualche soldo in più anche in questo periodo? O si rinuncia ai ricavi di alta stagione per potersi permettere una vacanza?

È per questo che si sono moltiplicate, nel sottobosco degli affitti brevi, le soluzioni tecnologiche e le startup che offrono servizi a questa nuova categoria di professionisti dell’affitto breve.

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airbnb

Check in completamente online con Keesy

Il problema più grande per chi decide di affittare casa è quello di essere presente nelle fasi di check-in e check-out degli ospiti. Questi, infatti, possono arrivare a qualunque ora del giorno e della notte, negli orari d’ufficio e soprattutto nei giorni di vacanza, lasciando agli affittuari ben poca libertà. Un grosso svantaggio a cui si deve sottostare per fare qualche soldo in più con gli affitti brevi.

Ma non disperare: la soluzione c’è. A dire il vero, ce ne sono molte, ma una tra tutte ha dato una risposta davvero interessante al problema, creando un’infrastruttura online e offline completamente automatizzata, davvero degna del terzo millennio. Si chiama Keesy, è italianissima e con il suo business delle cassette di sicurezza automatiche sparse nelle principali città sta cambiando il mondo degli affitti brevi.

keesy point e le keesy street sono punti di accoglienza degli ospiti offline gestiti completamente online: sono luoghi fisici sempre aperti e videosorvegliati, dove gli affittuari vanno a consegnare la chiave di casa e gli ospiti a ritirarla, il tutto tramite un codice unico e segreto scambiato attraverso la piattaforma e occupandosi anche delle faccende burocratiche. Chi affitta casa a Firenze (luogo di nascita della startup), Roma, Milano, Cagliari, e da pochissimo anche a Como, Torino e Venezia, può quindi dimenticarsi il caldo dei torridi mesi estivi e andare a godersi i propri guadagni passivi di Airbnb da un’assolata spiaggia caraibica, volendo.

Il tutto per cifre accessibili, facilmente coperte con un paio di affitti al mese e, soprattutto, disponibili anche senza sottoscrivere un abbonamento ma per singola circostanza.

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Cenerentola si prenota con l’app

Ma lo scambio delle chiavi non è il solo momento in cui l’affittuario dovrebbe essere presente durante il soggiorno: c’è anche il problema della gestione delle pulizie e degli eventuali danni.

Di imprese di pulizia online e offline ce ne sono a migliaia, ma come fare a controllare che il lavoro sia di qualità e che gli ospiti non abbiano combinato disastri tra un affitto e l’altro?

Ci pensa Properly e la sua app multimediale che permette di avere delle pulizie davvero personalizzate anche senza essere presenti e con feedback in tempo reale. Grazie alla fotocamera dello smartphone è possibile scattare foto ai diversi ambienti della casa e richiedere attività specifiche al professionista che avrà risposto all’annuncio.

In seguito alle pulizie, poi, si riceve in tempo reale la foto dell’operato o di eventuali danni ulteriori non previsti.

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Molte piattaforme, un unico software

La verità è che per riuscire ad avere dei guadagni con gli affitti brevi, sempre più spesso essere su una sola piattaforma non basta: i portali si sono moltiplicati, Airbnb può essere maggiormente utilizzato tra i clienti italiani e americani, ma i francesi hanno altre preferenze, gli israeliani altre ancora, e così via. E star dietro a tutto sembra impossibile.

Per fortuna c’è Guesty, che con delle commissioni contenute (il 2-5% del prezzo della prenotazione) fornisce un software davvero completo e utile. C’è tutto: ogni canale e piattaforma raccolti in un’unica app, così come la messaggistica con gli ospiti; messaggi automatici, definizione di prezzi dinamici, strumenti per la gestione del personale di pulizia. Insomma, con questo strumento si passa dall’essere dei semplici affittuari occasionali a draghi degli affitti brevi.

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Per chi vuole un guadagno davvero passivo

Tutto questo non ti basta? Vuoi startene sdraiato su una spiaggia alle Maldive tutto l’anno e vedere il tuo conto in banca semplicemente crescere con gli affitti brevi? Be’, auguri!

Anche il mondo degli affitti brevi non è più sede di guadagni facili come lo era un tempo. Sei pronto alla sfida? Vuoi lanciarti veramente in questo business? Allora hai due possibilità: o ti ci dedichi anima e corpo, facendolo diventare il tuo lavoro primario (con tanto di pulizie ad opera tua), oppure affidi completamente la gestione della cosa a una delle tante startup tuttofare sul mercato. E qui c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

C’è l’italiana CleanBnb, che si occupa di garantire la massima visibilità all’annuncio, di gestire le prenotazioni e l’assistenza, i pagamenti e la burocrazia, ma volendo anche dell’accoglienza, della pulizia, del check-out di persona, per garantire sempre un tocco umano a questi strumenti che, in teoria, erano nati come punto di contatto tra persone.

Come loro ce ne sono tanti altri, da Flatty a BnbSitter, ognuno con le sue specifiche e i suoi costi, che comunque si aggirano sempre intorno al 10-20% del valore dell’affitto, a seconda dei servizi richiesti. Ma in cambio di ciò, tu non dovrai davvero più occuparti di nulla.

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Conveniente o no, vai in vacanza

Bellissimo, no? Ora puoi andare in vacanza tranquillo, e mettere online la tua casa in affitto breve. Attenzione, però, a far bene i conti: al netto delle commissioni richieste da queste startup e considerando anche le spese come acqua, luce e gas, in certi casi può essere quasi più conveniente andarsene semplicemente in vacanza ricordando di staccare la corrente in casa.