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Trimestrale deludente e crollo in borsa: Facebook non è invincibile

Si fanno sentire gli effetti dello scandalo Cambridge Analytica: la società cresce meno del previsto e ieri ha lasciato a Wall Street fino al 24%

Facebook ha chiuso il secondo trimestre con ricavi in aumento del 42% a 13,2 miliardi di dollari, ma sotto le attese degli analisti, che scommettevano su 13,4 miliardi. Ha deluso anche la crescita degli utenti, saliti dell’11% a 1,47 miliardi di amici al giorni, meno delle attese del mercato che prevedeva un aumento del 13% a 1,48 miliardi. L’utile netto si è attestato a 5,1 miliardi di dollari. I risultati sotto le attese hanno affondato il titolo Facebook in Borsa che è arrivato a perdere oltre il 24%: un record, in fumo 145 miliardi di dollari di capitalizzazione.

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Secondo trimestre fatale

Facebook non aveva risentito degli scandali sulla privacy, delle bufere sulle pratiche di gestione dei dati e sulle fake news nel primo trimestre dell’anno. Ma nei secondi tre mesi, nel pieno della controversia, i conti del colosso dei social network hanno pagato lo scotto. Mark Zuckerberg e il suo modello di business non sono risultati immuni alle polemiche: bruciato da delusioni su fatturato e utenti finiti sotto pressione, e da un outlook fattosi meno roseo, il titolo sotto il simbolo Fb nel dopo mercato a Wall Street di ieri ha perso fino al 24% per poi attestarsi ad un calo del 20%. Da ricordare che da inizio anno aveva finora guadagnato il 23%.

Ma c’è ottimismo per il futuro

Nonostante i dati dell trimestrale, gli analisti restano ottimisti sulla tenuta del gruppo e della sua presa sulla pubblicità digitale nonostante la delusione d’insieme degli ultimi tre mesi.