Consigli

Come evitare i rischi nascosti nell’uso delle dating app

Piccoli consigli per una sana sopravvivenza agli appuntamenti online

Urania Frattaroli
Urania Frattaroli

Creative Copywriter

    Scagli il primo like chi non ha mai provato almeno una volta a cercare la sua anima gemella (anche se solo per una notte) su una dating app.

    Ce ne sono talmente tante che ormai c’è l’imbarazzo della scelta per caricare i nostri profili, anche se poi ci ritroviamo a dire le solite cose e ad iniziare diverse avventure con la stessa dinamica.

    Eppure, anche se non provviste di un libretto di istruzioni, queste app seguono una prassi tutto loro, a cui possiamo aderire attraverso le nostre mosse, per far sì che le chat si trasformino poi in un incontro reale. Come nella vita reale, però, anche negli incontri tecnologici dietro l’angolo ci aspettano degli errori che è bene non fare, per evitare delusioni o brutte figure.

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    1. Scegliere fotografie troppo elaborate

    Ok, certo, sulle app di dating l’apparenza ha la sua importanza, ma con il boom dei selfie, dei filtri e dei trucchetti per apparire al meglio, ormai non si ha più la certezza che la persona che abbiamo davanti corrisponda alla stessa che incontreremo nella realtà.

    Meglio non inserire selfie auto-panoramici dall’alto in cui siamo immancabilmente magri e meravigliosi; primi piani scattati mentre siamo distesi sul letto in cui la forza di gravità vince su ogni difetto d’età; foto con i capelli lunghi su metà viso alla Lady Oscar e quelle insieme ad altre persone in cui bisogna decifrare (neanche stessimo giocando ad Indovina Chi) quale sia la persona con cui ci stiamo collegando.

    Sempre meglio presentarsi con i propri difetti, anche perché la realtà, si sa, è senza filtri.

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    2. Essere superficiali

    Dopo aver swippato a destra, bisognerebbe concentrarsi anche su altre caratteristiche meno “fisiche”, perché ricordiamo che un appuntamento è fatto dall’incontro di due personalità e non solo di due involucri.

    Non stiamo scegliendo da un catalogo, non ci sono modelli diversi dello stesso articolo: se siamo riusciti ad entrare in empatia con qualcuno, perché la sua bio ci ha colpito e lo troviamo piacevole, simpatico, magari anche non esageratamente fuori di testa, non vale la pena lasciarsi sfuggire questa buona occasione solo perché vi ha rivelato che è un po’ più in carne, oppure non rispetta il vostro standard di 1 metro e 82 o perché magari non preferisce mangiare sushi.

    Se rimaniamo concentrati sulla ricerca della perfezione solo perché davanti abbiamo un’ampia scelta, dovremmo ricordarci anche che queste app non sono un supermercato e comunque sia, a volte le offerte possono rivelare un vantaggio.

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    3. Fare della descrizione un’autocelebrazione di sé

    Quante volte abbiamo letto, anzi spesso lo abbiamo scritto anche di noi, “sono un tipo simpatico, solare e con grande senso dell’umorismo”.

    Ecco, questi sono aggettivi con cui gli altri dovrebbero descrivere il nostro carattere e non il contrario, perché la percezione che noi abbiamo della nostra realtà è abbastanza diversa rispetto a quella che hanno le altre persone. In più, questi termini sono talmente usati che ci rendono banali e poco affidabili.

    Sulle dating app le proprie descrizioni dovrebbero essere incisive e accattivanti: meglio allora elencare gli hobby, il tipo di vita o il tipo di lavoro che si fa, così che dall’altra parte ci si possa già fare un’idea della personalità che andremo a scoprire, nel caso ci interessi.

    Sempre meglio dimostrare la propria ironia con una battuta piuttosto che dichiaralo e rivelarsi invece una persona permalosa.

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    4. Non avere argomenti di cui parlare

    L’ho trovata finalmente la persona che cercavo! Ci siamo scambiati i like e con con il dovuto compiacimento personale cominciamo a chattare.

    L’altra parte esordisce con un “Che fai di bello?”. Il gelo.

    È vero, bisogna pur partire con qualcosa di generico per iniziare ad interpretare la persona in base alle risposte ma è buono tenere a mente che appena conosciamo qualcuno, soprattutto su un’app, non siamo subito ben disposti a raccontare le nostre cose, neanche quelle “fatte di bello”.

    Il rischio è che dopo aver ricevuto una risposta che non apre nessun dialogo, la chiacchierata finisca.

    Non c’è cosa peggiore, inoltre, delle domande a raffica come in un interrogatorio, proprio perché non c’è una base su cui costruire un discorso, non c’è il paragonarsi o l’approfondire una caratteristica che possa portare ad una chiacchierata spontanea di confronto.

    Purtroppo molte chat muoiono già alle prime domande e quindi, dove va a finire tutta la fatica messa per trovare la persona perfetta? L’indice levigato dallo swipe redarguisce.

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    5. Non prendete l’altro per il vostro psicoterapeuta

    Le chiacchierate espansive dettate da una confidenza velata con uno sconosciuto, rivelano mondi nascosti dell’altra persona che neanche Freud potrebbe cogliere nelle sue migliori sedute oniriche.

    Sì, perché essere parzialmente nascosti dietro uno schermo permette di abbassare le proprie difese e di lasciarsi andare a monologhi sulla propria vita, sulle delusioni e sulle angosce che ci attanagliano. Non c’è errore più grande di quello di “vomitare” addosso all’altro i propri problemi.

    Raccontare una giornata di lavoro pesante può essere stimolante non solo per l’approfondimento della conoscenza ma anche per condividere consigli esprimendo il proprio punto di vista. Ma quando il monologo personale sulle problematiche emotive e comportamentali diventa quasi ossessivo, bisogna capire quale sia per l’altro il nostro ruolo.

    L’ascolto non si nega a nessuno certo, ma le dating app non sono gruppi di supporto per lamentele e piagnistei in cui trovare consigli, consolazione e campo aperto al libero sfogo perché magari siamo appena stati lasciati.

    Se lo facessero con voi, non vi neghereste con la scusa di partire per un imminente viaggio in Burundi? Per i consulti psicoterapeutici rivolgersi a seri professionisti.

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    6. Non costruite fantasie dopo il primo appuntamento

    Magari lo state già facendo dopo aver chiacchierato online per qualche giorno: sembra proprio che l’altra sia la persona che fa per voi. Non è impegnata, non cerca avventure di una notte e sembra che noi le piacciamo.

    A volte siamo così stanchi di incontri andati male che vorremmo solo prendere la strada più facile: quella di una relazione. Ma non sempre dall’altra parte si è così disposti.

    Anche se siamo usciti insieme e siamo stati bene, non significa che entrambe le parti seguano la stessa direzione: c’è bisogno di una maggiore conoscenza, o non si ha il tempo necessario per essere costanti, oppure non c’è stato così tanto interesse da spingersi in ulteriori uscite.

    Quando una delle due parti ha già iniziato a fantasticare su una relazione, l’apprensione inizia a prendere il sopravvento, vorremmo risposte e attenzioni, finendo di risultare persone appiccicose, invadenti o pressanti, andando a spaventare e ad allontanare l’altro.

    Del resto, anche gli appuntamenti di una volta non avevano sempre esiti positivi; la differenza è che le nostre aspettative, attraverso le dating app, sono maggiori proprio perché prima di svelarsi nella realtà c’è stato già un contatto attraverso lo scambio di messaggi.

    L’autocontrollo è una parte fondamentale in questo gioco, ma il non prendersi troppo sul serio, non cercare in continuazione la perfezione e non pretenderla da sé lo è ancora di più. L’essere sé stessi rimane sempre il profilo più attraente.

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    Urania Frattaroli

    Creative Copywriter

    Figlia del Drive In, sono cresciuta a pane, pubblicità e parole. Vivo da longobarda ridendo tra una supercazzola e una crasi, senza dimenticare però il Crystal Ball che ho ... continua

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