Scenari

Questo visore promette di farci imparare qualsiasi sport o nuovo lavoro

North Star è solo uno degli esempi di piattaforma in cui supporti digitali e fisici esistono come un'unica esperienza fluida di apprendimento

Luca Cannarozzo

Web Strategist

    Sin dalle prime applicazioni, i visori per la realtà virtuale hanno rivoluzionato il rapporto tra uomo e computer. Sino qualche anno fa una tecnologia per ridisegnare la realtà l’avremmo definita inimmaginabile, ma la tecnologia ha compiuto grandi passi in avanti.

    I visori VR hanno aperto la strada della realtà aumentata, dissolvendo ulteriormente le barriere tra uomo e macchina, tra mondo reale e mondo artificiale. Una tecnologia che potrebbe aiutarci a migliorare la nostra percezione della realtà offrendoci un aiuto concreto in innumerevoli campi, uno fra questi l’allenamento e l’apprendimento di abitudini e movimenti.

    Il progetto North Star

    In questo contesto si inserisce il progetto North Star di Leap Motion, un prototipo di headset per realtà aumentata di alto livello: si tratta di una piattaforma che è in grado di riprodurre movimenti ad alta velocità con oggetti di piccole dimensioni (come ad esempio accade su un tavolo da ping pong, protagonista difatti delle prime sperimentazioni).

    La demo di North Star mostra due giocatori (uno reale e l’altro virtuale) mentre si confrontano come se si trattasse di un allenamento vero.

    La realtà aumentata di North Star è molto divertente, ma dimostra anche un concetto chiave che è in gran parte inesplorato oggi: l’AR può essere molto utile per addestrare le proprie abilità in scenari non virtuali ma assolutamente inseriti all’interno del mondo reale. Immaginate di potervi allenare con una spada senza ferirvi ma con l’impressione reale di sfidare un avversario.

    In VR, possiamo modellare l’esperienza per ottimizzare l’apprendimento di un compito o comportamento. L’AR eleva questo potenziale con ambienti familiari reali, permettendoci di contestualizzare le abilità apprese.

    I sistemi AR possano dar vita ad una realtà che possiamo definire ‘mista’, irreale ma ugualmente interessante per poter ottimizzare l’apprendimento di uno specifico compito in una realtà artificiale, offrendoci la possibilità di lavorare comunque in un contesto familiare e di sviluppare al contempo delle abilità nuove e/o inedite.

    Quando l’ottimizzazione del reale passa dal virtuale

    L’impiego di sistemi di realtà aumentata in un allenamento, può donarci dei risultati sorprendenti. Pensiamo al gioco del ping pong: la realtà aumentata ci suggerisce la traiettoria della pallina, in questo modo la coordinazione occhio-mano e la memoria muscolare raccolta con l’allenamento in AR posso facilmente trasferirsi nella realtà donatoci una marcia in più nell’affrontare l’avversario.

    L’intero allentamento è normalizzato dall’intelligenza artificiale, che regola soprattutto i movimenti dell’avversario virtuale per riprodurre movimenti maggiormente vicini alla realtà, evitando spostamenti istantanei e riproducendo con esattezza i tempi di reazione del corpo umano.

    Nuove frontiere per il gioco e non solo

    Non sappiamo quando e non sappiamo a quale prezzo, ma siamo certi che questa nuova tecnologia si diffonderà e con essa anche i nuovi impieghi. Saremo in grado di sfidare giocatori di calibro più elevato e di introdurre nel virtuale nuove intuizioni del mondo reale.

    Siamo in un’epoca in cui possiamo già vedere gli effetti della collaborazione tra umani e intelligenza artificiale, stiamo appena scalfendo la superficie di ciò che potrebbe essere possibile domani: presto i sistemi in AR saranno introdotti in nuovi sport e in numerose altre applicazioni nelle quali è richiesta la collaborazione tra uomo e intelligenza artificiale.

    Saremo in grado di allenarci in un modo del tutto nuovo, raggiungendo in tempi relativamente brevi risultati raggiungibili in mesi di pratica costante: forse vedremo anche superare i limiti nel gioco reale grazie all’allenamento nel virtuale.