Ambiente

“Se non cambiamo rotta negli oceani ci sarà presto più plastica che pesci”, dicono le Nazioni Unite

Le iniziative in atto per monitorare l'inquinamento dei nostri oceani: Planet or Plastic?, Trash Free Seas, Ocean Sampling Day

L’8 giugno è stata la Giornata mondiale degli Oceani, un ulteriore momento per riflettere e puntare a un cambiamento, ormai necessario, per ridurre l’utilizzo della plastica e l’inquinamento delle acque. “Se non cambiamo rotta negli oceani ci sarà presto più plastica che pesci” è questo l’ultimo monito lanciato dal segretario delle Nazioni Unite Antonio Guterres.

inquinamento-oceani-plastica

L’impegno della rivista National Geographic

Il National Geographic stima che 18 miliardi di chili di rifiuti di plastica finiscono ogni anno negli oceani e che meno di un quinto della plastica prodotta in tutto il mondo viene riciclata.

La scorsa settimana è stata presentata la campagna “Planet or Plastic?” coincidente con il lancio mensile della rivista che nella copertina di giugno sostituisce un iceberg con un’enorme busta di plastica.

L’artwork è stato realizzato dall’artista messicano Jorge Gamboa e suggerisce che l’inquinamento dalla plastica è solo la punta dell’iceberg di questo enorme problema.

Il National Geographic ha dichiarato in un comunicato stampa che d’ora in poi le edizioni USA, UK e India della rivista verranno consegnate in carta anziché in plastica: questo comporterà l’eliminazione di circa 2,5 milioni di sacchetti di plastica monouso ogni mese.

Altre società hanno affermato che cambieranno o ricicleranno più imballaggi per ridurre l’inquinamento plastico negli oceani, tra cui Nestlé, Coca-Cola, PepsiCo e Walmart. Oltre a modificare il packaging sulla rivista, l’iniziativa National Geographic includerà una campagna di sensibilizzazione sull’inquinamento delle materie plastiche, investimenti in programmi di ricerca e partnership con aziende come S’Well e The North Face, che venderanno camicie prodotte con bottiglie riciclate raccolte dai parchi nazionali. La partnership tra The North Face e la National Park Foundation fornisce anche un dollaro per ogni prodotto venduto a sostegno dei progetti nei parchi nazionali.

LEGGI ANCHE: Il riciclo di Adidas, North Face, Mylo e Vegeatextile per una moda sostenibile

inquinamento-oceani-plastica

(Foto: National Geographic: Sotto un ponte su un ramo del fiume Buriganga, in Bangladesh, una famiglia rimuove le etichette dalle bottiglie di plastica, selezionando il verde da quelli chiari per vendere a un commerciante di rottami. I raccoglitori di rifiuti qui si aggirano intorno ai $100 al mese.)

Nick Mallos, direttore del programma Trash Free Seas per il gruppo di difesa Ocean Conservancy, ha affermato che è importante sottolineare che non esiste un’unica soluzione al problema dell’inquinamento da plastica, ma che l’impegno di National Geographic e di altre società è un passo positivo.

Ocean Sampling Day: l’appuntamento del 21 giugno

inquinamento-oceani-plastica

Il prossimo 21 giugno sarà l’Ocean Sampling Day: il giorno dell’esperimento mondiale per la misurazione di circa 200 siti di cui verranno analizzate le acque per monitorare lo stato di salute dei nostri oceani e i livelli di inquinamento.

Coincide con il Solstizio d’estate l’iniziativa, che dal 2014 mappa le acque degli oceani, organizzata dal consorzio tedesco MICRO B3 PROJECT. Il progetto sviluppa approcci bioinformatici innovativi per produrre dati su larga scala su genomi virali, batterici e metagenomi avvalendosi di 32 partner accademici e industriali che comprende esperti di livello mondiale in bioinformatica, informatica, biologia, ecologia, oceanografia e biotecnologia.

Il tutto con l’obiettivo finale di produrre un’istantanea mondiale sulla biodiversità marina e sullo stato in cui versano le acque.