Concorrenza sleale

Google rischia una mega-multa, dice il Financial Times

Secondo FT l'Antitrust UE sta preparandosi a multare già il prossimo mese Mountain View per abuso di posizione dominante a causa di Android

Google sta per essere sanzionata dall’Unione Europea con una nuova multa: per abuso di posizione dominante, ottenuta grazie ad Android. A riferirlo stamattina il Financial Times. Secondo il quotidiano Margrethe Vestager,  commissaria UE per la concorrenza, potrebbe annunciare la multa già il mese prossimo. L’ammontare della sanzione non è ancora chiara: l’Ue può comminare una multa fino a 11 miliardi di dollari, ovvero il 10% del giro di affari globale di Google.  Sempre secondo il Financial Times, nel corso delle sue indagini la Commissione Europea avrebbe concluso che Google ha imposto condizioni illegali sui produttori di dispositivi Android, a danno della concorrenza e dei consumatori, la cui possibilità di scelta sarebbe stata ridotta. Google ha negato le accuse. La decisione è solo l’ultimo capitolo di della battaglia che dura da otto anni fra Bruxelles e Google.

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Android nel mirino

Il procedimento in corso riguarda Android, il sistema operativo presente su quasi l’80% degli smartphone attivi a livello mondiale. Alla base del procedimento c’è il fatto che Alphabet, la holding che controlla Google, ha imposto condizioni di licenza per Android mirate a favorire i prodotti e le applicazioni proprietarie rispetto a quelle rivali, abusando della propria posizione. Google ha sempre negato questa pratica.

Le altre multe alle Big Tech Usa

Un anno fa Google fu sanzionato sempre dall’Antitrust UE con una multa di di 2,4 miliardi, per la piattaforma Shopping. Secondo l’autorità di controllo Mountain View avrebbe violato le regolamentazioni sulla competizioni sfruttando il monopolio nelle ricerche online per favorire il suo servizio. Prima ancora a finire nel mirino dell’Unione Europea è stata Intel, con una multa da 1,6 miliardi di euro per abuso di posizione dominante e pratiche anticoncorrenziali illegali nel mercato dei microprocessori. E nella lista dei cattivi è finita anche Microsoft, che ha dovuto pagare una multa di 899 milioni di euro.