Facebook ha condiviso i nostri dati anche con 4 big tech cinesi

Il social network di Mar Zuckerberg ha siglato accordi per la condivisione dei dati con almeno quattro società di elettronica

Appena pochi giorni fa la notizia che Facebook avrebbe stretto accordi con almeno 60 produttori di smartphone negli ultimi 10 anni, tra cui i big player Apple, Amazon, BlackBerry, Microsoft e Samsung, permettendogli di accedere a una enorme quantità di informazioni personali. Se pensavamo fosse finita lì, dalle parti di Menlo Park hanno fatto anche di più. Secondo il New York Times il social network di Mark Zuckerberg avrebbe siglato accordi per condivisione dei dati con almeno quattro società di elettronica cinesi: inclusa Huawei, nel mirino dell’intelligence americana che la ritiene una minaccia alla sicurezza nazionale (al pari di ZTE). Gli accordi sono stati siglati nel 2010 e vedono coinvolti Lenovo, Oppo e TLC e sono ancora in vigore, anche quello con Huawei, che Facebook si impegna a rescindere entro la fina settimana.

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Promuovere il social network

Tutte gli accordi sono stati stretti da Facebook quando puntava a promuovere il social network presso un maggior numero di utenti a partire dal 2007. Nel caso delle società cinesi, Facebook ha precisato che per Huawei i dati condivisi restavano sui cellulari, non sui server.

Produttori di backdoor

Da anni il Congresso Usa esprime sospetti nei confronti  dei colossi tecnologici cinesi, sospettati di predisporre backdoor per l’accesso del governo cinese ai dati personali dei loro utenti. Le Big Tech hano sempre negato questo genere di addebiti, ma quest’anno il Pentagono è persino arrivato a proibire ha l’acquisto di smartphone di un produttore cinese da parte del personale militare Usa.

Il caso ZTE

La big tech cinese ZTE è al centro di una disputa commerciale tra Stati Uniti e Cina ed è stata colpita di recente dal divieto di vendita per aver violato i termini di un accordo sulle sanzioni USA contro Iran e Corea del Nord. A inizio maggio il portavoce del Pentagono, Dave Eastburn, aveva annunciato che il personale delle basi militari statunitensi non avrebve più potuto acquistare cellulari e dispositivi elettronici fabbricati dalle aziende cinesi ZTE e anche Huawei, perché lo stesso Pentagono li considerava un rischio inaccettabile per la sicurezza. Dopo aver chiesto al governo americano la rimozione del divieto, il 10 maggio ZTE ha comunicato ufficialmente di aver cessato le proprie attività di vendita in tutto il mondo. Ma il caso è ancora aperto, perché proprio oggi la compagnia cinese ha firmato un accordo preliminare con il Dipartimento del Commercio USA per la rimozione del ban.