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Perché dovresti curare la tua reputazione online (e come farlo)

I contenuti associati al nostro nome plasmano l’opinione degli altri, sia a livello personale che lavorativo, ecco perché oggi si parla di "Google CV"

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Facciamo un esperimento: apri la barra di ricerca di Google e digita il tuo nome. Fatto? Bene. E ora dimmi: ti piace quello che vedi? Le informazioni associate al tuo nome sono aggiornate, sono corrette? Ti rispecchiano? Ma soprattutto: se una persona che non ti conosce vedesse questi risultati, pensi che avrebbe una buona impressione di te?

reputazione online

Lasciamo tracce di noi ovunque e il web non dimentica, tanto che in molti oggi parlano di Google CV, ovvero il curriculum che si può evincere dai risultati ottenuti googlando il nome di una persona. Tutti noi abbiamo un Google CV (sì sì, anche tu), ecco perché bisogna essere consapevoli di questa verità: tramite quello che si trova online su di noi è possibile plasmare l’opinione degli altri, sia a livello personale che lavorativo.

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Perché la reputazione online riguarda tutti

Non è certo una novità: il legame tra l’offline e la sua trasposizione nell’online ha sempre più peso nella nostra vita sociale e professionale. Sono sempre di più gli individui che si adoperano per colmare il gap informativo su una persona ricorrendo alle informazioni che trovano sul web.

Questo è un fatto che riguarda tutti, non solo i VIP o i top manager. Proprio come capita nel processo d’acquisto di un prodotto, durante il quale il potenziale consumatore ricerca feedback e recensioni online sull’oggetto desiderato, cercando di carpirne ogni informazione utile, succede così anche nelle relazioni umane, soprattutto sul piano professionale.

La mole di informazioni disponibili è in grado di plasmare l’opinione che una persona si fa su di noi. Volenti o nolenti abbiamo una reputazione che passa anche attraverso l’online, e in una società basata sulla connessione è evidente come la reputazione sia l’elemento decisivo, ancora più importante della nostra strategia commerciale (se ne abbiamo una).

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La reputazione online e la selezione del personale

Secondo una recente ricerca dedicata ai metodi di selezione del personale all’interno delle aziende firmata dal sito americano SimplyHired e rilanciata da Fast Company , è emerso che il 37% dei manager intervistati dichiara di ricercare le persona su Google, mentre il 38% controlla la presenza dei candidati sui social media.

Ma c’è di più: i selezionatori del personale vogliono avere una panoramica completa sul candidato, per cui, secondo lo studio, solo il 29% dei responsabili delle assunzioni esamina il profilo LinkedIn, mentre il 38% spulcia tra gli account di altri social media, in particolare Facebook Instagram.

Secondo Carly Johnson, responsabile del progetto Simply Hired, “LinkedIn è una grande piattaforma, ma se siete già in possesso del curriculum di qualcuno, probabilmente non troverete al suo interno molto altro su di lui. Instagram e Facebook invece fanno vedere una persona viva, che respira, e consentono di avere un secondo livello di informazioni sui candidati”.

I Social Media forniscono informazioni sulle convinzioni di una persona e possono rivelare potenziali campanelli d’allarme. Victoria Whiting, direttore di stage presso lo studio di marketing Agenzia H5, ricerca candidati il cui profilo sia coerente con i valori dell’azienda e afferma: “Può essere difficile valutare questi valori in un’intervista, in quanto un candidato può essere gentile e appassionato durante una conversazione iniziale, ma successivamente dimostrare l’esatto contrario”, e ancora: “uso le conversazioni e i profili sociali per valutare cosa questa persona pensa davvero”.

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Come possiamo curare la nostra reputazione online?

Il punto di partenza per evitare qualsiasi problema di reputazione online è questo: previeni piuttosto che curare. Prima di pubblicare un contenuto online, sia esso un post, un commento, un’immagine, chiediti se sei a tuo agio con chiunque veda quello che stai postando, un amico, un collega o un futuro datore di lavoro. 

Ricordati che la tua immagine online è il tuo primo biglietto da visita, per cui monitora quello che viene associato al tuo nome online, ad esempio attivando Google Alert (così il lavoro noioso lo farà Big G), oppure tramite ricerche manuali. Preoccupati di pubblicare contenuti sensati e rispettosi all’interno dei tuoi canali social, e tieni presente che la reputazione online, proprio come quella offline, si costruisce nel tempo tramite quello che scrivi, dici e fai quotidianamente, ma potrebbe volerci davvero poco per rovinarla.