Green

Il riciclo di Adidas, North Face, Mylo e Vegeatextile per una moda sostenibile

Scarti e rifiuti per collezioni sostenibili, il forte segnale di cambiamento verso la sensibilità ambientale proveniente dal settore Fashion

Essere ecologicamente corretti fa bene al nostro pianeta e a noi stessi. Lo sanno bene designer e case di moda che nell’ultimo periodo si stanno impegnando a portare innovazione nel settore, puntando sul riciclo nella produzione di capi e accessori.

Adidas e il riciclo delle bottiglie di plastica

Immaginiamo di utilizzare due casse d’acqua per la produzione di un paio di sneakers: Adidas lo fa e il materiale (11-12 bottiglie di plastica) viene recuperato dalle acque degli oceani: il 95% del prodotto è realizzato con plastica riciclata.

adidas-rifiuti-moda-sostenibilità

In collaborazione con l’associazione ambientalista Parley for the Oceans Adidas ha realizzato tre modelli di scarpe ecosostenibili: UltraBoost Parley, UltraBoost X Parley e UltraBoost Uncaged Parley. Ne sono state vendute circa un milione solo nell’ultimo anno e questo è un forte segnale di cambiamento verso la sensibilità ambientale.

Ma non finisce qui: Adidas ha lanciato una sfida: entro il 2024 vuole produrre solo prodotti derivanti dal riciclo di plastica oceanica e con un volume di vendita annuale di circa 450 milioni di paia di scarpe è sicuramente un grosso impegno di trasformazione del business.

Vegeatextile e il riciclo della vinaccia

riciclo
vegea02

E se dagli scarti ottenuti dalla lavorazione del vino si producesse un materiale con cui realizzare vestiti e accessori?

Quella che può sembrare utopia oggi è realtà grazie alla società Vegea che ha brevettato la tecnologia Vegeatextile per la produzione di tessuti derivanti da biomasse vitivinicole: la vinaccia (bucce, semi e raspi dell’uva che si ricavano dalla produzione del vino).

Vegeatextile è il progetto di Vegea, società italiana che nasce nel 2014, venuta al mondo grazie ad un gruppo di imprenditori impegnati nella ricerca di prodotti ecosostenibili e all’integrazione tra chimica e agricoltura.

L’utilizzo di tecnologie innovative consente di ottenere prodotti biobased con un basso impatto ambientale. La loro vision è che i materiali del futuro provengano tutti dall’agricoltura.

Vegeatextile non solo offre un’ampia gamma di prodotti ecocompatibili, ma riduce l’impatto dei rifiuti dell’agroindustria attraverso la valorizzazione degli scarti agroalimentari.
Il progetto ha vinto nel 2017 il Global Change Award di H&M Foundation, indetto ogni anno per premiare gli avanguardisti della moda sostenibile.

Vegeatextile, definita “eccellenza internazionale” dalla Commissione Europea, partecipa alla mostra Fashioned from nature  (al Victoria & Albert Museum di Londra dal 21 aprile 2018) sulla relazione tra moda e natura a partire dal XVII secolo; seguirà un tour di tre anni che farà tappa nei musei più importanti di tutto il mondo.

LEGGI ANCHE: Google è l’azienda più green del Tech (ed è in buona compagnia)

The North Face e il riciclo dei rifiuti dei parchi

La nuova collezione del marchio americano The North Face introduce una gamma di abbigliamento sostenibile: la collezione Bottle Source offrirà borse e t-shirt per uomo, donna e bambino.

rifiuti-moda-riciclo- north-face
Tutti i prodotti sono realizzati con materiali riciclati da rifiuti provenienti dai parchi nazionali Yosemite, Grand Teton e Great Smoky Mountains, il marchio si augura che questa nuova linea di prodotti contribuirà sia a ridurre la quantità di rifiuti e inquinamento nei parchi nazionali del paese, sia a riciclare i rifiuti materiali come prodotti utilizzabili.

The North Face donerà alla National Park Foundation 1 dollaro per ogni acquisto, per supportare vari programmi di riciclaggio.

Bolt Threads e la pelle vegana

riciclo-pelle-vegana

L’approvvigionamento di pelle è un grosso problema per chi è nel settore, ma lo è altrettanto per una grossa fetta di popolazione che ha abbracciato la filosofia vegana.

Bolt Threads, una startup californiana che si occupa di produrre fibre alternative, sta introducendo una pelle vegana a base di funghi chiamata Mylo.

Per il lancio di Mylo, Bolt Threads ha stretto una partnership con la designer vegana Stella McCartney per creare una versione della sua famosa borsa Falabella (anche questa, come Vegeatextile, sarà esposta al Victoria and Albert’s Museum di Londra, durante la mostra Fashioned from Nature )

mylo-riciclo-stella-mccarteny

Mylo è stata sviluppata partendo dal micelio, la peluria delle fibre associate al fungo. Questo materiale è poi compresso e trattato per somigliare alla pelle. La densità e la quantità della compressione delle fibre possono essere facilmente modificate permettendo di realizzare prodotti di pelle estremamente versatili.