Teamworking

Regole di sopravvivenza per il lavoro in team

Saper lavorare in squadra è una skill sempre più richiesta dal mercato del lavoro, ma non è sempre così facile trovare il proprio equilibrio e non farsi travolgere dalle dinamiche di gruppo

Con il cambiamento e l’evoluzione della gerarchia aziendale, si passa sempre di più da un boss dispotico a un leader coinvolgente come esempio da seguire in una squadra e questo vuol dire che da gruppo di lavoro ci si trasforma sempre di più in team.

Anche se le due espressioni possono sembrare semplici sinonimi, in realtà si tratta di concetti ben distanti tra loro. In particolare:

  • In un gruppo di lavoro le persone svolgono tutte lo stesso compito fianco a fianco; nel team, al contrario, i membri sono complementari e lo possono essere anche a distanza.
  • Nel gruppo i partecipanti sono giudicati singolarmente con degli obiettivi che li mettono in competizione tra loro; nel team, invece, “l’unione fa la forza” e qualsiasi vittoria o sconfitta è della squadra.
  • Infine, nel primo caso quello che conta è la gerarchia e la sfida, nel secondo l’organigramma è molto più diluito con una forte coesione tra i membri.

Mettere insieme delle persone e farle anche lavorare al meglio delle loro capacità in un team vincente è tutt’altro che facile. Ogni membro, infatti, si troverà a scontrarsi con colleghi tossici da tenere a bada. Ecco quindi qualche consiglio per sopravvivere al team e performare al meglio.

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Cosa vuol dire lavorare in team?

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Lavorare e creare un team non significa solo mettere insieme i membri del proprio staff in una stanza e pensare che vadano d’accordo e trovino il loro equilibrio, ma serve impegno e dedizione.

Si parte, innanzitutto, con lo spiegare ai futuri player del team gli obiettivi da raggiungere che devono essere comuni e ottenuti con visioni d’insieme uniche ed univoche, senza mai tralasciare la possibilità di apprendimento di ogni singolo componente così da poter trasmettere beneficio a tutti gli altri e alla squadra al completo. Per iniziare con il piede giusto e dar vita ad un team di successo, è necessario scegliere un leader, che non rappresenti solo il capitano della squadra, ma che sia riconosciuto da tutti come l’esempio da seguire.

Una volta selezionata la squadra è importante far sì che i membri comunichino tra loro in modo efficace ed efficiente, così da favorire una forte coesione nel team che possa condurre al problem solving attraverso la capacità decisionale degli individui, pensanti ormai come un’unica entità.

Le cose più difficili da gestire in una squadra

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Se da una parte i team aziendali sono essenziali per la sopravvivenza ed il successo di un business, dall’altra parte se non correttamente organizzati e gestiti, possono portare alla rovina di tutti i progetti.

Il motivo è semplice: il teamwork è fatto da persone umane e non bot, quindi come tali portano con sè pregi e difetti che devono essere incastrati al meglio per generare una sinergia vincente. A tal proposito è necessario conoscere gli ostacoli che si potrebbero incontrare lavorando in squadra.

Innanzitutto gelosie e pugnalate alle spalle o il non prendersi le proprie responsabilità, potrebbe causare uno stop alla condivisione e circolazione delle informazioni utili, andando a creare segreti e disallineamenti informativi volti a distruggere il team e i risultati raggiunti.

Al secondo posto non va mai dimenticato il fatto che i membri “tossici” andranno a criticare l’azienda e la sua vision, cercando di convincere anche tutti gli altri di questo, con conseguenze che vanno dalla perdita di tempo e deviazione dalla strada aziendale, oltre ad una visione egoistica del lavoro in cui il proprio spazio ed impegno personale tende ad essere messo al primo posto rispetto al lavoro di squadra.

Ovviamente, tutto ciò porta alla creazione di un team poco coeso non più in grado di prendere decisioni vincenti e creative, che si traduce in una scarsa partecipazione a progetti e riunioni e una scarsa volontà nel risolvere un problema atto a condurre la squadra alla meta.

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Manuale di sopravvivenza per un vero team member

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Self-awareness (la conoscenza di sè stessi come persona), self-knowledge (la conoscenza delle proprie skills), self-view (come gli altri ti vedono), tre concetti chiave che ogni membro di un team dovrebbe prendere in considerazione prima di diventare il membro “tossico” e per affrontare al meglio il lavoro di squadra nel quale è incluso.

Una volta focalizzati questi tre punti è necessario creare un manuale di sopravvivenza che ci renda all’altezza del lavoro di squadra senza gettare la spugna troppo presto.

Parte tutto da noi stessi: per iniziare bisogna imparare a tenere sotto controllo stress ed emozioni, selezionando quello per cui vale la pena davvero lottare ed arrabbiarsi da quello, invece, che è di seconda importanza che potrebbe solo distrarci dall’obiettivo; chiudendo con l’evitare di auto-criticarsi troppo duramente e riposarsi il giusto.

Quando scende in campo il rapporto con gli altri è necessario capire le persone che si hanno davanti evitando di lasciare a queste troppe libertà verso di noi e verso delle decisioni personali e non di team, circoscrivendo il pessimismo altrui ed evitando di rinfacciare continuamente i comportamenti negativi e tossici riscontrati. Per una volta è importante dimenticare (o almeno dare l’impressione di averlo fatto temporaneamente) per non inficiare il lavoro di tutti.

Ultimo consiglio: trova un’ancora di salvezza, una persona che sta dalla tua e come tale è sempre pronta a risollevarti il morale o a darti utili consigli per non andare a fondo e mollare la squadra.

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