Dopo diversi anni passati a parlare di eCommerce, mCommerce e omnicanalità, nel 2018 i retailer entreranno – finalmente – in una nuova era: quella totalmente digitale, che segnerà la fine del confine tra mondo online e mondo offline. Secondo alcuni studi realizzati nel 2017, infatti, se è vero che il 96% degli americani soddisfa i propri bisogni acquistando online, è anche vero che nell’ultimo anno i consumatori hanno speso 10,5% in più in esperienze e intrattenimento e i retailer che hanno investito in interazione all’interno dei loro punti vendita hanno visto crescere i loro fatturati del 14%.

La necessità di costruire esperienze interattive in-store

Le parole chiave nel 2018, quindi, saranno coinvolgimento e personalizzazione: sempre di più i consumatori chiederanno al mercato di far vivere loro delle esperienze su misura e ai brand di poter interagire con loro.

Sembra evidente quindi come i retailer che vorranno essere competitivi si troveranno davanti all’esigenza di soddisfare i consumatori utilizzando gli spazi e le tecnologie a loro disposizione per realizzare eventi innovativi e indimenticabili. Come? Ecco alcuni esempi di brand che hanno già trasformato i loro punti vendita in negozi del futuro.

La moda e i camerini interattivi

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“Specchio specchio delle mie brame…” sembra proprio che Ralph Lauren, uno dei brand moda più conosciuti al mondo, si sia ispirato alla famosa fiaba per realizzare la sua strategia: quella di personalizzare l’esperienza utente all’interno del camerino, inserendovi degli specchi touch screen interattivi.

Mentre sono impegnati a provarsi gli articoli scelti, i clienti possono così visualizzare tutta la collezione presente in negozio, interagire con gli assistenti alla vendita chiedendo loro colore o taglia differente, ma anche personalizzare la luce all’interno della cabina di prova per simulare differenti occasioni e momenti d’uso.

Oltre a queste funzioni, attraverso lo specchio “magico”, il brand può suggerire una serie di elementi con cui completare il look, una applicazione ottima per effettuare cross selling direttamente in camerino. E se, una volta terminata l’esperienza di prova, il cliente ancora non è pronto ad acquistare, i dettagli dei prodotti vengono inviati via email permettendo così al marchio di restare in contatto con il consumatore anche dopo aver lasciato il punto vendita.

Un’esperienza immersiva nel mondo dello sport

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Uno dei colossi del mondo dell’abbigliamento sportivo, stiamo parlando di Nike, ha realizzato nel cuore di New York un flagship store ispirato ad un negozio del futuro. All’interno del punto vendita, il brand ha cercato di rispondere all’esigenza dei consumatori di ricevere sempre più dettagli sui prodotti. Ha così inserito dei grandi schermi dove poter apprendere tutte le notizie sugli articoli esposti e su quelli in uscita, oltre a ricevere informazioni sugli eventi organizzati in store.

I camerini, anche questi interattivi, permettono all’utente di visualizzarsi in contesti sportivi, come ad esempio una lezione in palestra o durante una corsa all’aria aperta. Se invece il desiderio è quello di testare il prodotto sul campo, niente di più facile: un campo da gioco permette di simulare una vera e propria partita di basket e un tapis roulant circondato da schermi che raffigurano Central Park e il centro della città consentono al consumatore non solo di provare gli articoli ma anche di registrare i propri dati all’interno di un software che, al termine dell’allenamento, suggerisce le scarpe più adatte alla tipologia di corsa.

Il beauty tra tecnologia e contatto umano

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Le strategie interattive hanno coinvolto anche retailer non legati al mondo dell’abbigliamento: è il caso di Occitane, famoso beauty brand francese, che in occasione dell’apertura del flagship store nel Flatiron Discrict a Manhattan, New York, è riuscito a coniugare i segni distintivi del marchio, come l’inno alla bellezza naturale e la vita in Provenza, con le esigenze di personalizzazione e immediatezza che hanno i consumatori della cosmetica di oggi.

Il punto vendita è diventato infatti una vera e propria boutique multisensoriale dove poter scoprire e vivere in prima persona il brand mixando le ultime tecnologie al rapporto umano con gli addetti vendita: la prima Occitane Smart Beauty Fitting Room permette ai clienti di esplorare il mondo Occitane personalizzando l’esperienza di acquisto attraverso piattaforme digitali e, intanto, testare il prodotto fisicamente. Nella stanza è anche possibile creare prodotti customizzati, come ad esempio l’incisione di testi sulle bottiglie delle fragranze.

In Italia: l’esperienza di SHAA

Nel mercato italiano, una delle prime agenzie di consulenza che ha saputo cogliere l’esigenza di trasformare il contatto tra brand e clienti in una esperienza interattiva e coinvolgente è stata Shaa, società che offre servizi di strategia e supporto per l’utilizzo di componenti interactive.

Per realizzare momenti interattivi digitali in-store & out-store, infatti, Shaa è in grado di fornire supporto sia creativo che tecnologico al fine di coinvolgere i clienti in esperienze che li faranno appassionare al marchio promotore, fidelizzandoli.

Insomma, il futuro è già qui: le aspettative dei clienti continueranno ad aumentare e ideare delle strategie esperienziali per il retail diventerà un’esigenza per tutti i brand che, aiutati dalla tecnologia e supportati dalla creatività, potranno realizzare progetti sempre più a portata di utente.

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