Energia

La Rete energetica italiana è più avanti della Silicon Valley (ma non tutti lo sanno)

In occasione di #EnelFocusOn in Brasile abbiamo parlato di smart grid con Livio Gallo, direttore della Divisione Globale Infrastrutture e Reti Enel

“Digitalizzazione e reti intelligenti”, è stato questo il tema della la settima edizione di #EnelFocusOn, un convivio culturale internazionale curato da Enel che mette insieme grandi speaker e influencer di settore per riflettere e confrontarsi sui grandi temi del settore dell’energia e dell’innovazione.

Tra questi, anche il CEO di Ninja Marketing, Mirko Pallera, invitato a Goiania, in Brasile, per seguire l’evento e visitare l’imponente centrale idroelettrica di Cachoeira Dourada (655,26 MW), nata negli anni ’50 per sostenere Brasilia e oggi di proprietà di Enel. A margine dell’evento il founder di Ninja ha raccolto un po’ di insights da Livio Gallo, direttore della Divisione Globale Infrastrutture e Reti Enel.

Presidente del consiglio di amministrazione di Enel Distribución Chile e di Enel Sole, membro del consiglio di amministrazione di Endesa SA e del consiglio di amministrazione del CESI, Livio Gallo, in Enel da oltre vent’anni, ha spiegato i vantaggi e le opportunità che derivano dall’evoluzione delle reti intelligenti. 

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Come funziona la “smart grid”

La rete italiana è la più avanzata del mondo, addirittura migliore di quella della California; è una cosa che sanno in pochi, ci dice di più?

«Noi abbiamo iniziato nel 2000: siamo stati i primi al mondo ad installare i contatori elettronici. Dal 2000 al 2005 abbiamo installato circa 30 milioni di contatori elettronici, ed è stata per lungo tempo la più grande rete al mondo gestita in questo modo.

Sulla base di quella preziosa esperienza abbiamo continuato a sviluppare la nostra smart grid, mettendo intelligenza in tutti i nodi della rete: ad oggi nelle cabine di media e bassa tensione, che convertono l’alta tensione nella media per poi distribuirla sulle reti alla case dei nostri clienti, abbiamo 450.000 stazioni, di cui il 35% automatizzato con intelligenza distribuita. Abbiamo anche uno tra i migliori sistemi di controllo remoto della rete, in grado di monitorare lo stato della rete attraverso 28 centri di controllo».

Cachoeira Dourada Enel

Visita alla centrale idroelettrica Cachoeira Dourada

«L’automazione dei processi ci consente interventi molto rapidi per isolare eventuali zone guaste del sistema, ma è anche attraverso i Big Data gestiti in cloud e e il flusso di energia calcolato con i prosumer (circa 900.000 clienti che immettono energia nel sistema e ne ricevono) che si possono fare previsioni sul consumo, facendo bilanci di consumo locale per gestire la rete al meglio.

Abbiamo anche collegato ultimamente dei sistemi di previsione meteo per poter fare delle analisi sugli interventi rispetto ai guasti per poter migliorare sempre più il servizio per i clienti: in Italia, mediamente, il tempo dell’interruzione per anno è di soli 38 minuti, uno tra i più bassi d’Europa».

Livio Gallo di Enel

Livio Gallo di Enel a #EnelFocusOn

In concreto, qual è il grande cambiamento che stiamo vivendo nel settore dell’energia?

«Noi eravamo abituati ad avere 50 grandi punti di generazione, che erano e sono in gran parte ancora centrali a gas, a carbone e idroelettriche e queste generavano l’elettricità per il Paese. Nell’arco di 10 anni, abbiamo ora nel 2018, circa 900.000 impianti di diversa dimensione».

Centrale idroelettrica

La turbina della centrale idroelettrica Enel

«Quando un cliente ha un fotovoltaico sul tetto o pali eolici, immette energia nella rete. Abbiamo quindi una grandissima complessità, con l’elettricità che viene immessa non più dalle grandi centrali per essere poi distribuita, ma abbiamo una distribuzione che risale dal basso verso l’alto della rete.

Viene quindi immessa energia in modo non controllabile, in funzione anche delle condizioni meteo: la vera sfida è quindi gestirla nel modo più efficiente possibile. L’unica possibilità è distribuire anche l’intelligenza in tutto il sistema, un sistema di comunicazione efficiente che grazie alla fibra sulla rete elettrica potrà ottimizzare ulteriormente gli scambi di informazioni».

Sostenibilità di Enel

Kicia Russano del dipartimento sostenibilità di Enel

Consumatori smart per uno sviluppo sostenibile

Cosa vuol dire che abbiamo le “reti intelligenti” ma abbiamo bisogno anche di consumatori smart?

«Noi ci consideriamo un fattore abilitante per uno sviluppo sostenibile nel consumo dell’energia: la smart grid può aiutare in questo senso ma è essenziale che venga utilizzata da uno smart customer. Occorre educare il cliente, sensibilizzarlo sui consumi energetici, sullo sviluppo sostenibile dell’energia nel contesto del Paese, su quali sono gli investimenti che rendono questo possibile.

Una volta acquisita questa consapevolezza, anche il consumatore può ottimizzare i suoi consumi.

Da questo punto di vista, l’Italia ha una regolazione avanzata rispetto alla media europea e ha abilitato lo sviluppo delle reti intelligenti: è importante avere un contesto smart che diffonda il messaggio dello sviluppo sostenibile».

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Cosa state facendo in Enel per far crescere il consumatore intelligente?

«Come distributori abbiamo il compito, e il piacere, di diffondere informazioni per un corretto consumo dell’energia elettrica. Ma non è solo un compito nostro: collaboriamo con i Ministeri, con le comunità e le istituzioni per diffondere questo messaggio; gradualmente, avremo un consumatore sempre più sensibile a un consumo consapevole ed efficiente dell’energia».