L’intelligenza artificiale sta già trasformando oggi il panorama tecnologico. Dagli assistenti digitali ai software di riconoscimento delle immagini, alle auto a guida autonoma, tutto ciò che un tempo credevamo legato solo alla fantascienza, sta diventando realtà e questo crea un impatto anche sul marketing. Le AI, infatti, cambiano il modo con cui le persone interagiscono con informazioni, tecnologie, brand e servizi.

Scendendo più nel dettaglio, per quanto si possa intendere come attività creativa, poiché basata sulla produzione di testi, immagini, video e contenuti in generale, il Content Marketing è innanzitutto un’attività strategica e dunque basata su dati analizzabili. Partendo da questo presupposto, oggi viene spontaneo chiedersi se, come in tanti altri ambiti più specifici del marketing, sia possibile automatizzare e scalare le attività di Content Marketing usando l’intelligenza artificiale. E se questo è possibile, che cosa si può fare davvero?

Scopriamo insieme quali sono gli strumenti che oggi possono aiutarci a creare maggiore valore per i clienti, ottimizzando i tempi e i risultati di creazione e promozione dei contenuti. In che modo? Integrando nel nostro team qualche cervellone digitale.

Intelligenza artificiale

Che cos’è l’intelligenza artificiale e come si può applicare al marketing?

L’immaginario collettivo sull’AI oggi oscilla tra una visione distopica in cui i robot ci manderanno tutti a casa, “rubandoci il lavoro”, e il sogno della perfetta efficienza garantita dalle macchine.

Nel marketing, in particolare, perfetta efficienza significa migliori risultati e consente di ipotizzare un mondo in cui ogni freccia scoccata centra perfettamente il suo obiettivo.

In realtà, per intelligenza artificiale si intende una grande varietà di cose. Potremmo definire questa parola come un termine ombrello che include tecnologie diverse, più o meno sviluppate, ma che hanno in comune un fattore essenziale: tutte simulano il funzionamento del pensiero umano.

Possono essere incluse nelle AI, il machine learning, il deep learning, le reti neurali, la NLP (analisi del linguaggio naturale) e la NLG (generazione di testi nel linguaggio naturale), i linked data e molti altri campi dell’informatica.

intelligenza artificiale content marketing

Come applicare le intelligenze artificiali al Content Marketing?

Da Facebook ad IBM, da Google a Microsoft, fino a Netflix, l’intelligenza artificiale è già entrata nella nostra vita quotidiana, anche se è passata quasi inosservata. Le nostre ricerche sul web, i post sui social network, le serie TV che guardiamo, sono frutto di un’attenta analisi delle nostre preferenze e dei nostri bisogni, incrociata con i contenuti disponibili. In pratica, vediamo ciò che cerchiamo o che cercheremmo (nel caso di quei contenuti che ci vengono suggeriti, ad esempio sulla base di un film che abbiamo appena visto).

Ma sono solo i giganti del Tech a potersi permettere l’utilizzo delle AI nelle loro strategie di marketing? Naturalmente no, perché quando una tecnologia è efficace tende a diffondersi in modo capillare, anche grazie a soluzioni più economiche e facilmente fruibili da diversi target. Così anche le intelligenze artificiali oggi si affacciano sul mercato con soluzioni abbordabili anche per le piccole e medie imprese.

Content discovery, redazione e correzione grammaticale dei testi, SEO, distribuzione dei contenuti e analisi dei dati sono solo alcune delle attività sulle quali le tecnologie intelligenti sono pronte a darci una mano.

Qualche esempio?

A marzo del 2016 in Giappone, un romanzo di fantascienza firmato da un’intelligenza artificiale ha passato la prima selezione di un concorso letterario. Pur non avendo vinto, il romanzo intitolato ironicamente “La giornata in cui un computer scrive un romanzo” ha aperto agli algoritmi la strada della scrittura creativa e ha fatto parecchio scalpore.

Già da tempo, però, testate internazionali come il Washington Post hanno integrato nelle proprie redazioni l’intelligenza artificiale, lasciando alle macchine il compito di riprendere i lanci delle agenzie, sollevando così i giornalisti da un compito ripetitivo e permettendogli di investire più tempo e risorse su approfondimenti, reportage, ricerca e tutti quei contenuti che richiedono una intelligenza umana.

Anche nel marketing la logica è più o meno la stessa: si può automatizzare la produzione di alcuni contenuti di routine in modo da focalizzarsi su attività più creative. Anche l’editing può essere sveltito e facilitato grazie a strumenti che fanno un controllo grammaticale dei testi, così come l’ottimizzazione SEO dei testi o l’analisi dei dati.

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I tool più utili per il marketing

1. Acrolinx è uno strumento dedicato alle aziende strutturate: qui il problema non è tanto produrre contenuti, quanto mantenere coerenza interna tra i vari documenti in termini di linguaggio, tono di voce e stile. L’intelligenza artificiale di Acrolinx analizza i testi e poi suggerisce correzioni ortografiche, grammaticali e stilistiche in modo che la voce di chi scrive sia sempre coerente con il brand che rappresenta.

2. Grammarly è il tool più rapido da usare per il proofreading sui testi in lingua inglese: comprende un semplice editor di testo scaricabile sul proprio computer e si integra con altri strumenti, come browser, email client e programmi Microsoft Office. Ancora non è disponibile per la lingua italiana (purtroppo!).

3. WordLift è l’intelligenza artificiale per la SEO made in Italy che aiuta i content marketer a scrivere senza preoccuparsi di come funzionano i motori di ricerca. In pratica, WordLift traduce gli articoli in metadati comprensibili dalle macchine, che possono essere usati da chatbot, crawler e assistenti digitali. In più, il tool arricchisce la user experience di articoli e pagine web con raccomandazioni di altri contenuti, link automatici ai contenuti interni, visualizzazioni dei dati e immagini.

4. Crystal.io è lo strumento specializzato nell’analisi delle performance dei contenuti digitali: monitora le statistiche di vari canali, inclusi sito web e canali social, facilita la pubblicazione di nuovi contenuti e automatizza la gestione delle campagne in modo da ottenere risultati ottimali. In più, è una finestra sui trend più importanti da tenere d’occhio, che permette di essere sempre sul pezzo.

5. Quill è il tool che può essere utilizzato per scrivere report, un’attività ripetitiva che richiede parecchio tempo e attenzione. Se analizzare i dati è ciò che le macchine sanno fare
meglio, Quill permette di trasformare i dati in interpretazioni che scaturiscono dal contesto specifico e suggerisce ai marketer quali possono essere le prossime azioni da fare per ottenere risultati migliori.

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Le AI non ci ruberanno il lavoro, ci faranno risparmiare molto tempo

L’intelligenza artificiale non è ancora in grado di sostituirsi del tutto a quella umana, ma può lavorare facilmente spalla a spalla con quella naturale. Mentre la prima analizza i dati e propone soluzioni possibili, è ancora compito dell’uomo, con la sua sensibilità, elaborare idee creative e avere l’ultima parola sulle scelte strategiche.

«Ci muoviamo in un contesto che il CEO di Google Sundar Pichai ha definito AI-First, dove l’intelligenza artificiale è l’interfaccia primaria per accedere a contenuti e servizi.» Dice Andrea Volpini, CEO di WordLift. «Per le aziende, gli editori e i blogger è diventato strategico usare l’AI per ri-organizzare e promuovere i propri contenuti».

Selezionare i contenuti da una sconfinata mole di informazioni presenti in rete, sintetizzare i dati e raccontarli sulla base del contesto, correggere e ottimizzare i contenuti non saranno più compiti estenuanti, ma la base per un lavoro più efficiente.

Si automatizzano i task ripetitivi per risparmiare tempo, un tempo che può essere investito sugli aspetti più strategici e creativi del marketing dei contenuti.

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