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Un nuovo modo di fare brainstorming e sbloccare idee in stand by

Abbandona la tradizionale tempesta di idee e preparati a una pioggia di domande: dal MIT Hal Gregersen consiglia un nuovo modo di fare brainstorming

Clara Puzzovio

Content strategist

Stai per abbandonare un progetto nel cimitero delle idee incompiute perché ti sembra di essere davanti a ostacoli insormontabili?

Aspetta, forse il problema è che stai cercando una risposta, mentre dovresti cercare una domanda

Metti da parte le certezze del brainstorming tradizionale e avventurati nel misterioso brainstorming per domande, secondo il modello suggerito da Hal Gregersen, direttore del MIT Leadership Center.

Come funziona il brainstorming per domande?

Honoré de Balzac scriveva in La pelle di zigrino che “la chiave di tutte le scienze è indiscutibilmente il punto di domanda”, quindi non meravigliarti se saranno proprio gli interrogativi a rimettere in moto la tua idea in stand by.

Bisogna però essere molto disciplinati in questa procedura ed evitare di tirare conclusioni affrettate, ecco come.

1. Prepara il contesto

Brainstorming per domande

Il primo passo è individuare il punto in cui il progetto si è bloccato.

Per farlo è fondamentale guardare la situazione da altre angolazioni: è possibile farlo da soli, ma è consigliabile invitare altri a ragionare insieme a noi.

Lanciare la propria idea in un fuoco incrociato di opinioni altrui espone a una particolare vulnerabilità, ma, dall’altra parte, attiva anche un scambio empatico che sarà un valore aggiunto per la buona riuscita del progetto stesso.

È bene includere tra i partecipanti invitati al vostro brainstorming per domande anche alcune persone che non hanno diretta esperienza con il settore o il problema trattato, e che hanno un modo di pensare diverso dal vostro: da loro potranno arrivare le domande più sorprendenti, che riusciranno a farvi mettere in discussione anche quello che, immersi nel progetto, tendete a dare per scontato.

I brainstorming tradizionali, in cui si propongono risposte al problema, sono fortemente influenzati dalle dinamiche di gruppo: i partecipanti più introversi tendono a evitare di esporre pubblicamente le proprie idee, temendo il giudizio degli altri, così quelle che emergono sono solo le soluzioni di pochi.

Il brainstorming per domande, invece, rende lo scambio più democratico: le domande sono meno esposte a giudizi, così tutti propongono interrogativi in evoluzione e nessuno stabilisce affermazioni definitive.

Una volta individuato il gruppo di persone e prima di avviare la tempesta di domande, c’è un passaggio fondamentale: comunicare ai partecipanti l’oggetto del brainstorming.

Gregersen dà un’indicazione fondamentale: dedicate solo due minuti alla descrizione del problema, dite come è emerso e perché non riuscite a risolverlo.

Questo sforzo di sintesi sarà già un fondamentale esercizio preliminare per definire i veri nodi sui quali necessitate confronto. Attenzione: questo vorrà dire circoscrivere, non omettere. Fornisci solo le informazioni utili alla questione da affrontare, non sovraccaricare di elementi i partecipanti al vostro brainstorming per domande.

Prima di cominciare è bene chiarire ai partecipanti due regole: si fanno solo domande e non si fanno preamboli alle domande.

Infine, in qualità di proponente dell’idea, fai un check up delle vostre emozioni: nutri sentimenti positivi, negativi o neutri verso il progetto? Questo passaggio di chiarimento personale è importante perché le emozioni influenzano direttamente il processo creativo e alcune delle risposte, o meglio, delle domande che stai cercando potrebbero essere bloccate proprio dall’atteggiamento con il quale ti state disponendo verso il progetto.

2. Via alle domande

brainstorming per domande

Fissa questo obiettivo per il brainstorming per domande: raccogliere 15 domande in 4 minuti. Questi numeri non nascondono nessuna formula magica, servono semplicemente a delimitare il campo d’azione e a produrre una minima pressione positiva sul pensiero creativo dei partecipanti. Ricorda di includere nella collezione anche la serie delle tue domande.

L’impulso a saltare alla conclusione e fornire la propria soluzione alla questione in ballo sarà forte per alcuni partecipanti. Secondo l’esperienza di Hal Gregersen sono soprattutto i senior a cadere in questa tentazione, persone con una forte attitudine decisionale – qui però non si tratta di prendere decisioni, ma di far emergere criticità.

Non preoccuparti se, soprattutto ai primi tentativi, le domande cominceranno a fluire solo nell’ultimo dei 4 minuti: è normale, non avere fretta.

Prendi nota di tutte le domande e fermati un attimo per un secondo pit stop emotivo: come ti senti ora rispetto alla questione? Sei più positivo o più contrariato rispetto a prima?

Se avverti che qualcosa non ti convince, puoi avviare una nuova sessione di domande o riprovarci il giorno dopo.

In base alla sua esperienza, Hal Gregersen sostiene che spesso la vera svolta risiede nello smontare la sensazione di essere bloccati nel problema.

3. Scegli una domanda

Brainstorming per domande

Una volta raccolti i vari contributi è necessario che chi ha organizzato il brainstorming per domande individui quelle che vanno in direzioni inedite rispetto a quelle provate fino ad allora.

Seleziona le domande che ti stimolano maggiormente, che ti fanno vedere la questione da un’altra angolazione o che ti pungolano. Nell’80% dei casi tra le domande saltate fuori ce n’è una che segna una svolta.

Adesso espandi quella domanda in una serie di domande collegate. Vai sempre più in profondità seguendo il metodo dei “5 perché”, una sequenza sviluppata da Sakichi Toyoda: “perché hai scelto quella domanda?”, “perché quella domanda è cruciale” e così via. Questo ragionamento ti farà risalire all’origine del problema e farà emergere i motivi alla base degli ostacoli che bloccano il progredire del progetto.

4. Passa all’azione

Brainstorming per domande

Bene, il brainstorming per domande si è concluso con successo: hai la tua domanda chiave. Finita qui?

Niente affatto: adesso l’obiettivo diventa mettere in pratica almeno una nuova strada emersa dalla tempesta di domande. Non scegliere quella più comoda o quella che implica minori cambiamenti, solo sulla base della sua immediatezza, ma fissa un piano d’azione a breve termine.