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Prova queste dritte per migliorare la tua mobile experience

Basta scuse: adesso è davvero tempo di pensare mobile first anche in campo eCommerce.

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Questo articolo è comparso su Think With Google. È un guest post di Matt Bush, Country Director di Google U.K. tradotto e adattato da Federico Oggioni.

Basta scuse: adesso è davvero tempo di pensare mobile first anche in campo eCommerce. Questo è quello che evidenzia in questo articolo Matt Bush, Country Director di Google UK.

Secondo una ricerca commissionata da Google e pubblicata a dicembre 2017, oltre il 40% delle persone vorrebbe completare l’intero processo di shopping online sul proprio device mobile.

Però, secondo i dati dell’ultimo Global Digital Report di WeAreSocial, il 78% della popolazione ha fatto almeno un acquisto da pc contro il 40% da mobile, questo perché la maggior parte delle persone non completa l’acquisto da mobile a causa di una scarsa user experience (e non per via dei limiti dello schermo, come sarebbe facile pensare).

Tempi di caricamento troppo lunghi, form di sottoscrizione infiniti e uno scarso investimento su User Experience Design, stanno limitando la crescita del Mobile Commerce e solo i brand che investiranno nella mobile user experience potranno ritenersi davvero competitivi.

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Per migliorare la mobile user experience della propria azienda è importante focalizzarsi su ogni secondo, ogni passo e ogni utenteVelocità di caricamento, funnel ed esperienza d’acquisto sono i tre aspetti su cui ragionare per l’implementazione di una strategia di successo.

Ogni secondo è importante

Lo sappiamo da tempo, la velocità di caricamento delle nostre pagine da mobile (ma anche da pc), farà la fortuna o meno del nostro brand. Spesso però, i marketer si focalizzano troppo sul lato estetico e dei dati, ponendo in secondo piano la velocità di caricamento delle proprie campagne, e falliscono.
In media, una pagina da mobile impiega 15,3 secondi a caricarsi completamente, per cui l’obiettivo primario è quello di restare sotto la media, perché, ascoltate bene, ogni secondo di ritardo nel caricamento della pagina comporta una diminuzione del 20% nelle conversioni!

Ogni secondo diventa estremamente fondamentale nella strategia di un brand: nel 2018 non si compra “ciò che è meglio”, ma “ciò che è meglio adesso!”

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Ogni passo è importante

Desktop, mobile, negozio, online e offline: per il consumatore non fa differenza, si aspetta di avere la stessa esperienza di acquisto tutte le volte che sceglie un brand. Viviamo sempre di più in un “non-line world”, per cui ci si aspetta online la stessa facilità e velocità d’acquisto che si hanno offline.
Un esempio di come migliorare la propria user experience è quello di Domino’s. La catena di pizzerie è arrivata, nel corso degli ultimi 5 anni, ad incrementare i suoi ordini da mobile fino al 60% semplicemente rendendo più semplice il funnel di acquisto.

Da 25 passaggi per poter ordinare una pizza, adesso ne bastano solo 5 e ci sono ben 15 modi diversi per fare il proprio ordine senza nessun contatto umano (app, Google Assistant, IFTTT, inviare l’emoji di una pizza su Twitter…).

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Ogni utente è importante

Le persone si aspettano di essere considerate per la loro unicità e vogliono vivere esperienze d’acquisto personalizzate. Spesso però i brand non investono in una user experience customizzata, soprattutto perché non riescono a quantificare il ritorno sull’investimento.

Per riuscire a fornire qualche numero, Google nel marzo 2017 ha commissionato una ricerca che ha mostrato come il 90% delle aziende che investe in una consumer experience personalizzata dichiara di aver avuto significativi miglioramenti sulla propria redditività.

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Un buon esempio di user experience personalizzata lo propone Hyundai: se un utente si trova nelle prime fasi di acquisto di una vettura, verrà indirizzato sulle pagine che comparano modelli, prezzi e dettagli tecnici; mentre se un utente si dimostra interessato a un modello preciso di automobile, verrà indirizzato direttamente alla lista dei rivenditori più vicini.

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Ogni secondo, ogni passo, ogni utente, sono queste le 3 parole chiave che devono guidare i marketer nel creare nuovi ecosistemi mobile per i consumatori di oggi.