Salute

Anche svapare nuoce alla salute. Lo dice una ricerca scientifica

Se pensavi che svapare fosse più salutare, devi conoscere i risultati della ricerca della Bloomberg School of Public Health della Johns Hopkins University

Le abbiamo viste aumentare di numero, tra le mani di velleitari ex-fumatori, pronti a tagliare il brutto vizio della sigaretta di tabacco, ma senza rinunciare di colpo alla sensazione inebriante del fumo: le sigarette elettroniche hanno rapidamente trovato un loro mercato in Italia. E così sono spuntati come funghi anche gli shop, pronti a vendere tutti gli strumenti del mestiere ai newbies, con tanto di caricabatterie supplementari e di essenze di ogni tipo per un’esperienza di “svapo” sempre diversa.

Oggi però viene fuori che “anche le sigarette elettroniche contengono metalli tossici”. E così, chi pensava di fare meglio rinunciando alla combustione di carta e catrame contenuti nelle classiche bionde, si ritrova sbalordito a cercare online informazioni dettagliate su questa nuova scoperta.

Ma andiamo con ordine e cerchiamo innanzitutto di capire quanto vale questo enorme mercato alternativo (o meglio parallelo) a quello del tabacco.

Sigaretta-elettronica

Il mercato del tabacco e delle e-cigarettes

Nel 2016, per la prima volta in diversi decenni, il valore dell’industria delle sigarette a livello globale è sceso al di sotto del 90% come percentuale di vendite totali di tabacco. Secondo le previsioni  Euromonitor la quota di mercato delle sigarette nel 2021 raggiungerà l’86%. Non un calo vertiginoso se considerato come dato a sé stante, ma incoraggiante dal punto di vista della salute globale se si guarda ai numeri degli ultimi anni: ci sono voluti 15 anni per arrivare dal 93% a quel 90% appena abbandonato.

I driver di questo calo, tuttavia, non sono da leggere solo come effetto delle campagne anti-fumo ormai promosse in tutto il mondo e in grado di raggiungere circa 4,7 miliardi di persone, ma sono legati anche ai nuovi prodotti per il rilascio di nicotina, specie nel mercato cinese.

Escludendo la Cina, i volumi mondiali hanno mostrato una certa tenuta nel 2016, con un calo dell’1,3%, che ha incluso in modo significativo l’Europa dell’Est (dal 5,1% nel 2015 al 2,7% nel 2016).

L’elemento che davvero riduce il dato del calo è la posizione centrale delle sigarette elettroniche, le cui vendite sono in continua crescita, come alternativa proprio al consumo di sigarette.

Nel 2016, i prodotti con funzionamento a vapore nel loro insieme (compresi i vari sistemi per svapare) sono cresciuti fino al 34%, raggiungendo i 12,3 miliardi di dollari in termini di vendite. Si prevede che la categoria nel suo complesso aumenterà fino a 34 miliardi di dollari nel 2021.

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Breve storia della sigaretta elettronica

Le prime sigarette elettroniche sono comparse nel 2003, con un interesse dettato forse più dall’approccio tecnologico che da quello salutista alla questione fumo. Commercializzata per la prima volta in Cina da un farmacista (che aveva perso il padre per un tumore ai polmoni), l’e-cig non è stata subito un successo, dato che dopo un primo momento di curiosità da parte del mercato, le vendite hanno iniziato a diminuire.

Negli ultimi anni, però, abbiamo assistito evidentemente – sulla base dei dati raccolti – ad una inversione. Una maggiore attenzione alla salute, ma anche complice la crisi economica e in generale un fenomeno divenuto ormai di moda, le e-cigarettes sono tornate a vendere, raggiungendo un giro di affari pari a circa 6 miliardi di dollari nel 2015.

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e-cig

Anche svapare fa male

Torniamo ora alla scoperta degli ultimi giorni: cattive notizie per gli svapatori. Le e-cig potrebbero non essere più l’alternativa salutista alle sigarette, dopo che un nuovo studio scientifico ha rivelato che la variante elettronica potrebbe esporre chi la utilizza a tossine e agenti altrettanto cancerogeni e nocivi come piombo, cromo e persino arsenico.

Lo studio, pubblicato mercoledì scorso sulla rivista scientifica Environmental Health Perspectives dai ricercatori della Bloomberg School of Public Health della Johns Hopkins University, ha analizzato un campione di 56 dispositivi di vaporizzazione in commercio, testando principalmente tre elementi delle e-cigs: il liquido che si utilizza per riempirle, il liquido all’interno della camera della sigaretta elettronica e l’aerosol (o vapore). Scopo della ricerca era verificare se la bobina metallica utilizzata per riscaldare il liquido all’interno dello strumento e trasformarlo in vapore potesse produrre metalli tossici.

L’ipotesi è stata confermata dallo studio: sebbene non ci sia una quantità significativa di metalli tossici nel liquido (non ancora inserito nella sigaretta elettronica), in oltre la metà delle e-cig il liquido all’interno e l’aerosol contengono livelli significativi di cromo, nichel e piombo.

Cromo e nichel, in particolare, sono stati collegati a malattie respiratorie e cancro ai polmoni, mentre il piombo può causare neurotossicità e malattie cardiovascolari.

I ricercatori hanno anche trovato arsenico in oltre il 10% delle e-cig prese come campione. A differenza dei metalli, l’arsenico era presente anche nel liquido non ancora immesso nello strumento elettronico. Si può ipotizzare, dunque, che se i metalli compaiono per effetto del riscaldamento dopo il contatto con la bobina di metallo interna, l’arsenico potrebbe trovarsi direttamente nel liquido di ricarica.

Smentite le illusioni di tanti fumatori che cercano di togliersi il vizio utilizzando la sigaretta elettronica, almeno come fase intermedia per la rinuncia totale al fumo, sembrerebbero ora smentiti anche i precedenti studi secondo cui gli svapatori avrebbero meno sostanze tossiche nell’organismo o secondo i quali il rischio di cancro legato all’uso di e-cig sarebbe pari all’1% del rischio di cancro dovuto al consumo di tabacco.

“I nostri risultati si aggiungono alle prove esistenti che le sigarette elettroniche sono una fonte rilevante di esposizione a un’ampia varietà di metalli tossici”, scrivono gli autori dello studio. “A causa della potenziale tossicità derivante dall’esposizione cronica ai metalli negli aerosol delle e-cigarettes, sono necessarie ulteriori ricerche per quantificare con maggiore precisione le esposizioni ai metalli  e le loro implicazioni per la salute umana, anche per stabilire degli standard normativi”.